Queensrÿche – Condition: Human

 

Century Media –  Ottobre 2015

Non deve essere stato facile per i fan dei Queensrÿche attendere la bellezza di 25 anni prima di poter nuovamente inneggiare ad una nuova release dei propri beniamini. Un’attesa che ogni volta veniva vanificata dall’uscita di album mediocri (scarsi in verità) che per anni si sono susseguiti provocando solo grande sconforto. Se la band voleva risorgere occorreva sacrificare pedine importanti (ma divenute figure ingombranti come Geoff Tate) e questo andava fatto anticipatamente.

Il nuovo ‘Condition: Human‘ spazzerà via ogni nube dato che non solo è il miglior lavoro, ma anche il più completo dai tempi di ‘Empire‘.

Dopo l’ascolto nessuno avrà più dubbi che pure il precedente – frettoloso e incompleto – omonimo album del 2013, se paragonato a quanto ascoltato in queste 12 nuove composizioni, risulta unicamente come un provino, uno step che bisognava svolgere, in primis per rodare il nuovo cantante Todd LaTorre, nonché per riaffermare l’integrità del sound della band. ‘Condition: Human‘ vi prenderà per mano e vi accompagnerà a ritroso nel tempo attraverso tutta la discografia dei Queensrÿche, un viaggio in cui affronterete sfide emozionanti come quelle ascoltate su ‘The Warning’ – debutto di tutto rispetto – con l’opener ‘Arrow Of Time‘ e successivamente vi ritroverete intrappolati in oscure trame cibernetiche proprie dei tempi di ‘Rage For Order’ (‘Guardian‘, ‘Toxik Remedy‘ e ‘Eye9‘) alternate a melodie orecchiabili e affascinanti: ‘Bulletproof‘ sarebbe stato un hit singolo di grande successo radiofonico negli anni ottanta.

Personaggi forse dimenticati ed un tempo amati come Nikki e Sister Mary che si materializzeranno dinnanzi ai vostri occhi (‘Hellfire‘, ‘Selfish Lives‘ e ‘All There Was‘). La band trova il tempo per guardare intimamente dentro se stessa attraverso ballad acustico-drammatiche (‘Hourglass‘ è molto Crimson Glory nella sua purissima concezione) richiamando a se anche il discutibile periodo ‘Promised Land’ (Just Us).

In conclusione piazzano il colpo finale, quello dello scacco matto, facendosi nuovamente tentare dall’escursione in campi progressivi con la lunga e maestosa title-track velata da iniziali echi Pink Floydiani ma che successivamente deflagra nella parte più metal dell’intero lavoro. Un brano accerchiato da voci robotiche e microchip alieni su cui la voce di LaTorre si sdoppia e si ricongiunge magicamente raggiungendo vette sinora mai toccate! Nonostante gli echi di oltre trent’anni di carriera che vi colpiranno da ogni angolazione, i Queensrÿche sono riusciti ancora una volta a comporre canzoni affascinanti, fresche e dannatamente efficaci. Todd La Torre magnifico e stellare, il vero perno trainante della nuova sfida (vinta!) che la band ha lanciato al mondo, il che susciterà non poca invidia e forse anche qualche nuova dichiarazione sprezzante al riguardo.

Ancora una volta la musica vera, quella scritta col cuore ha vinto su tutto, bentornati ragazzi…

queensrycheofficial.com

Tracklist:
1. Arrow of Time
2. Guardian
3. Hellfire
4. Toxic Remedy
5. Selfish Lives
6. Eye9
7. Bulletproof
8. Hourglass
9. Just Us
10. All There Was
11. The Aftermath
12. Condition Hüman

Band:
Todd La Torre – voce
Michael Wilton – chitarra
Parker Lundgr – chitarra
Eddie Jackson – basso
Scott Rockenfield – batteria

Queensrÿche - Band 2015

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