Correva l’anno 1986 quando cinque ragazzi di Seattle, Queensrÿche, con all’attivo un EP e un solo full length, si presentarono al mondo, per di più sotto una major, con un disco che sarebbe entrato di gran carriera nell’olimpo dei dischi metal per eccellenza.

Le cose cambiano radicalmente rispetto al primo Ep, “Queensrÿche”, dal sapore heavy metal, e rispetto al platter targato 1984 dal titolo “The Warning” che, pur nella sua freschezza e originalità, portava con se belle song ma ancora una non sviluppata maturità artistica… “Rage For Order”, come già si poteva intuire dalle foto del quintetto sul retro del disco, vuol raggiungere il traguardo dell’unione dell’antico con l’avanguardia… unire il metal delle loro radici con il sound innovativo e tecnologico che si era affacciato negli anni 80 a gran furore. Giocano a loro favore comunque le doti vocali di Tate, qui ancora impegnato per la maggior parte a raggiungere tetti vocali altissimi ma già dimostrando una buona predisposizione per le parti più basse e sentimentali del pentagramma; altra grande fonte di materiale è la mente di Chris De Garmo, vero caposaldo della creatività dei ‘Rÿche, capace di unire l’aggressività dei riff con la melodia e una mai banale raffinatezza.

“Walk In The Shadows” parte lasciando spiazzati… sound molto elettronico e lavorato, una batteria incedente e delle chitarre maestose sostengono Tate che ci accompagna in questi quattro minuti di song, che diverrà una delle favorite dei fan;  “I Dream In Infrared” inizia più cauta, portando in sede le tastiere che su tutto il platter faranno da glorioso contorno; è una mid tempo in cui la strofa appare cupa e intimista mentre il coro esplode in alcune lavorazioni vocali da lasciare a bocca aperta. “The Whisper” torna a schiacciare un po’ l’acceleratore, una specie di richiamo ai lavori precedenti… “Gonna Get Close To You” è il primo esempio della nuova via intrapresa dal quintetto; cover di una song della cantante Dalbello, tutta la canzone è sorretta da un tempo minimale di batteria e basso, dalla scarsa presenza di chitarre che entrano esclusivamente su ritornello e assolo; nei suoi quattro minuti abbondanti pilota l’ascoltatore in una dimensione nuova, popolata di incubi e timori. “The Killing Words” rientra in un contesto “pseudo-lentone”, con Tate grande matador su vette altissime, supportato da De Garmo e Jackson nei cori… i suoni sono tutt’altro che naturali e la stessa batteria appare minimale ma precisa e studiata in ogni singolo colpo.

“Suirgical Strike” è molto lineare, più veloce e diretta, basata su un ritornello ruffiano e su una struttura semplice… ma il primo vero capolavoro del disco è Neue Regel;  song che combina la purezza delle chitarre acustiche con il predominio di suoni elettronici e di gran confusione… grande è il lavoro della batteria per sorreggere una strofa fuori dalle regole (Tate effetta la sua voce), stacchi complicati si alternano alla scorrevolezza del pezzo, mentre ancora le combinazioni vocali fanno risaltare maggiormente la complicatezza nell’assemblaggio delle varie parti…

“Chemical Youth” è invece uno schiaffo diretto senza troppi fronzoli; la voce di Tate diventa di protesta, più roca e graffiante, mentre la stessa cadenza del brano porta un’incazzatura interiore matura e ragionata. London è un altro esempio di lentone cadenzato ma che ha tiro e determinazione; il ritornello, semplice e d’effetto, è sostenuto da una base ritmica tutt’altro che lineare e abbozzata; il secondo capolavoro risponde al nome di “Screaming In Digital”, forse l’esempio che meglio rappresenta la scelta stilistica legata al platter in questione; voci effettate, chitarre taglienti e ritmate, doppia cassa, tastiere e synth oltre ogni confine e confusione ragionata hanno fatto diventare questo brano uno delle hit maggiormente proposte dal vivo della band… ultimo (e meraviglioso) capitolo si chiama “I Will Remenber”, lentone con chitarre acustiche e tastiere in sottofondo che lascia un solco incolmabile nel cuore di chi ascolta; Tate diventa romantico e malinconico, aiutato in questo dalla completa assenza di chitarre elettriche.

Alla sua uscita “Rage For Order” spaccò a metà la critica tra chi sosteneva la genialità dei Queensrÿche e chi li additava di essersi venduti al sound pop \ disco anni 80… a mio parere la verità sta nel mezzo, del resto la band di Seattle, per circa altri dieci anni, dimostrerà di essere innovativa e geniale al punto che la relativa commercialità dei loro album risulta essere una qualità… e a chi non avesse mai dato ascolto a questo grande disco, suggerisco un ascolto attento e lungo, perché non è facile da assimilare… ma una volta entrato nel cuore lo si può solo amare…

www.queensryche.com

Traklist:
1. Walk In The Shadows
2. I Dream In Infrared
3. The Whisper
4. Gonna Get Close To You
5. The Killing Words
6. Suirgical Strike
7. Neue Regel
8. Chemical Youth (We Are Rebellion)

Band:
Geoff Tate – voce
Chris De Garmo – chitarra
Michael Wilton – chitarra
Eddie Jackson – basso
Scott Rockenfield – batteria

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