…il rock’n’roll, al pari della corrente elettrica, può essere controllato solo entro una certa misura al di là della quale è invece esso a controllare le persone e a determinarne reazioni e modi di essere…
cit: D. Tonioni – Come Back A-Live, Arcana Edizioni

Raramente mi capita di leggere un libro così come ho fatto con ‘Rain: Come Back A-Live‘ che narra delle vicende che legano la band bolognese Rain durante il tour statunitense come supporter degli W.A.S.P. nel marzo del 2010. Tutto d’un fiato, di getto, facendo una pausa per un pranzo veloce e per poi immergermi nuovamente nella lettura fino a tardissima notte, imprecando, il mattino dopo al momento della sveglia per il sonno ormai impossibile da recuperare, simpatiche imprecazioni nei confronti di Davide Tonioni, lo scrittore, che mi ha tenuto  ad occhi aperti e mi ha ‘costretto’ fino a notte fonda nonostante la sveglia del mattino dopo ad ora amorale…

Un racconto divertente, intrigante e spregiudicato che Davide vive e scrive avendo partecipato agli eventi che legano i 5 musicisti, il fonico e, appunto Davide – in qualità di addetto al merchandising, videomaker e successivamente autoproclamato tour manager della band. 

Tutto d’un fiato dicevo. Sì, vera verità. Da musicista fallito quale sono ho vissuto anche io, assieme ai Rain, quelle avventure, sensazioni, momenti di vita, pur essendo solo un lettore sul mio divano, prima, e letto poi con interesse, gioia e un pizzichino di fantasia, immaginando, gioendo, sorridendo, fibrillando … ‘se solo ci avessi provato anche io…’ 

Non sei l’unico a dirmelo… molti mi hanno confessato che una volta partiti sono andati avanti a leggerlo di botto fino alla fine… (le parole di Davide a proposito della mia prima affermazione).

Ho assistito alla presentazione del libro il 9 ottobre all’Estragon di Bologna e subito ho avuto modo di parlare con Davide Tonioni che mi ha introdotto brevemente ‘Come Back A-Live’:

Il libro è strutturato in modo cronologico, inizia Davide, da quando abbiamo cominciato a parlare del tour con la band a casa di AMOS (Alessio Amorati – chitarra, voce – ndr)(l’interno 18, ndr) e io da amico e spettatore esterno mi son trovato in questa discussione se andare o non andare in America. Appena ho sentito di questa possibilità ho detto: ‘se ci andate… io vengo!!!’, senza sapere quel che avrei dovuto fare e quello che sarebbe veramente stato. Una volta là l’ho scoperto. Mi son trovato a fare un po’ di tutto quel che non comporta il dover suonare, caricare, scaricare, stare al banchetto del merchandising (cercando di vendere il più possibile perchè con i soldi ricavati avremmo avuto la possibilità di vivere, hotel, benzina, mangiare). Poi mi sono trovato a scrivere dei report quotidiani, il diario di bordo che di giorno in giorno pubblicavamo su facebook e grazie a quelli ho avuto la possibilità di rispolverare le memorie che poi mi hanno permesso di scrivere questo libro. Tutto quello che abbiamo vissuto, le persone che abbiamo incontrato, la descrizione dei locali in cui siamo stati, situazioni strane che si siamo trovati a gestire… tutto scritto…

Davide è un ragazzo schietto e divertente. Va dritto all’osso e quando gli chiedo un appuntamento telefonico per aiutarmi a risolvere qualche curiosità, a lettura avvenuta, non perde tempo. Così ecco una seconda lunghissima chiacchierata.

Il libro è composto da tre piani narrativi, tre chiavi di lettura per interpretare il fluire delle avventure e dei ricordi. Il primo è quello di cui parlava Davide in precedenza, ovvero il report quotidiano, nato per divertimento, da leggere durante le lunghe trasferte da una città all’altra, iniziare il tour da New York (data cancellata a causa di problemi determinati da biglietti del meet & greet non venduti scatenando l’ira funeste dell’immenso Blackie L. – altro aspetto del libro… molti cognomi vengono spesso mostrati con le iniziali) e terminarlo a Los Angeles non è cosa da poco. Report scritti tanto per farsi qualche risata e lasciare una traccia degli eventi, divertenti e potenti, agli amici e fan in Italia. Un secondo piano con il ricordo e la scrittura attuale con immagini forti, le emozioni, lo sconforto di alcuni momenti, l’energia e l’entusiasmo di Amos, Gino, Mario, Francesco ‘il Biondo’, Max e di Rapali (il fonico) e ovviamente Davide, la difficoltà di condividere il palco, le stanze d’albergo e la vita on the road e la logica tristezza a tour completato…

E poi un terzo piano, anzi ‘il’ terzo piano che dà alla storia quel pizzico di pepe cha ha contribuito a farmi trascorrere una notte insonne pronto a rincorrere sempre più velocemente le parole impresse sulle 223 facciate dei fogli che compongono il libro… e non voglio scrivere di più. Lascio a voi lettori la curiosità di controllare come va a finire l’avventurosa avventura… Un fantastico aspetto romanzato che ha cambiato il punto di vista della lettura…

Esattamente così. Ho iniziato a scrivere le ‘memorie’ andando a rileggermi i post pubblicati su facebook, ci sono ancora, se vai indietro li trovi tutti. Ho fatto un lavoro in solitaria, avrei voluto chiamare tutti per parlare con loro e inserire i loro ricordi, ma poi ho deciso di continuare con il mio punto di vista che era ancora vivido. Alcuni report che avevo scritto erano ancora più lunghi e a volte ripetitivi, quindi alla fine ho fatto un lavoro di sgrossatura per far sì che tutto fosse più scorrevole lasciando le cose fondamentali e divertenti che servivano a mantenere un po’ il filo. Poi, ho chiesto ad Amos se raccontare proprio tutto e, avendo consultato anche qualche legale, abbiamo pensato che si potesse fare… 

Ecco il perchè dei cognomi puntati del tipo Blackie L. Sappiamo tutti chi è Blackie L… Massimiliano S.!

Poteva essere anche Blackie Lamberti, HAHAHAHA… Sempre per quel motivo di cui ti parlavo prima. Magari arriva uno di quei personaggi un giorno con il libro in mano e vuole spiegazioni… quindi abbiamo deciso di prendere delle piccole precauzioni… Non ho contattato Massimiliano, che ho rivisto alla presentazione di sabato scorso (9 ottobre 2021 all’Estragon di Bologna, ndr), e non sapevo se gli avesse fatto piacere essere citato nel libro. L’unico cognome che ho sempre messo per intero è quello del fonico, Rapali, che ho contattato, l’unico, e che mi ha dato il suo benestare. In fondo non diciamo male di nessuno se ci pensi.

Ma è tutto vero?

HAHAHAHA… E’ tutto vero… abbiamo soltanto sistemato un po’ come raccontarlo, abbiamo romanzato, però sì, è tutto vero…

Molto interessante in questo libro la presenza e l’accoppiamento di due tipi di linguaggio, quello della scrittura, classico nero su bianco, un susseguirsi di ricordi, emozioni a suggellare degli attimi indelebili e potenti, diretto, spregiudicato e poi un linguaggio più moderno, quello dei video, i QR code saggiamente inseriti ogni tanto a testimonianza della veridicità di alcune affermazioni e momenti vissuti. Davvero un aspetto interessante.

Il libro ha lo stesso nome del DVD che abbiamo prodotto ai tempi. Inizialmente un nostro ricordo per non cancellare un momento unico della nostra vita. Tutto fatto da me, prodotto da me anche se inizialmente per una proiezione privata a una festa. Poi Amos mi ha detto di fare un DVD nonostante la mia perplessità a causa della non professionalità delle attrezzature, una qualità video non ottimale.

Scrivendo questo libro, spesso ho dato per scontato alcune cose. Non ho mai descritto i ragazzi della band, non li ho mai descritti e quindi il lettore avrebbe potuto chiedersi  “ma com’era sta gente”… e da qui l’idea di mettere il link ai video per mostrare i protagonisti di questa storia. Li ho spezzettati e messi in ordine cronologico anch’essi in modo da seguire tutto e rendersi conto di un sacco di cose. Ho caricato i video su YouTube, e questo ha peggiorato ancora di più la qualità del prodotto, e tutto sommato ci sta perchè sembra tutto più sporco, più rock’n’roll…

Sono tanti i video e si può notare la potenza del pubblico americano che sostiene la musica a prescindere da chi si trovi sul palco, una caratteristica che è contrasto con quella di noi italici che a volte siamo schiavi delle apparenze e che storciamo il naso perchè le band italiane non ci piacciono… sono poco ‘straniere’…

Mi è piaciuto vedere la reazione del pubblico durante i concerti. Che differenza con l’Italia…

Il coinvolgimento del pubblico era vero. Che differenza. Ogni volta ci sorprendeva sempre di più e poi ci dava una carica una forza per andare a venti davvero notevole. Anche per quello ho voluto mettere i video perchè si vedesse che la gente seguiva realmente.

In America alle persone non importa di dove sei, seguono nonostante non conoscono la band ed è stato così con i Rain. Fanno un gran casino e si divertono a prescindere.

Sono tanti i personaggi che costellano questa storia che risale al 2010… in primis la grande band protagonista del racconto romanzo, Rain per l’appunto. Ma ci pensate a partire dall’Italia e intraprendere un tour di tre settimane in lungo e in largo per gli States? Visitando, osservando e vivendo… sì vivendo la musica fino in fondo, con i momenti entusiasmanti e i momenti di sconforto. Una avventura che rimarrà per sempre scolpita nei cuori dei fantastici 7 protagonisti sopra e sotto il palco. Poi il possente Blackie Lawless… Mortimer, Chucky, Caruso, Doug Scaratt, il posteriore di giovani donne e le scatenate donne attempate… una ricchezza di volti e coinvolgimenti che hanno reso il libro molto, ma molto particolare…

Con Mortimer non ci siamo piaciuti dall’inizio. Quando sono andato a mettere il banchetto del merchandising vicino al suo (quello degli W.A.S.P., ndr) mi ha subito cacciato e relegato in un angolo e a fine tour, dopo tutte le avventure passate sono andato a salutarlo con simpatia e lui mi ha mandato a quel paese dicendomi ‘questo gioco è finito…’ e dicendo di togliermi dalla mia faccia di m**da quel ghigno che avevo… e allora ma va*****lo… 

e il rapporto con Blackie Lawlees..

Anche con lui siamo partiti col piede sbagliato. Ero uno esterno alla band e da una parte me ne fregavo delle dinamiche che bisognava controllare, prendendo alcune cose poco sul serio. Vedendo e notando alcuni atteggiamenti che non mi piacevano ‘… ma vedi sti st***zi… che ca**o vogliono, chi si credono di essere’ e ho molto criticato inizialmente alcuni modi di fare. Adesso capisco che i miei modi di fare erano fuori luogo ed ero io ad essere fuori contesto…

ti atteggiavi a rockstar, di’ la verità..

esattamente… quando all’inizio il primo show, quello a New York è stato cancellato, e ho visto questo personaggio che incuteva un certo timore (ci sono passato vicino e mi sono reso conto di quanto sia grosso) e poi durante il loro soundcheck non potevamo stare nel locale, non potevamo usare lo stesso albergo, cancellavano i concerti e non capivo con quale criterio, insomma avevo una serie di opinioni personali. Poi quando siamo andati man mano avanti e ci siamo avvicinati alla West Coast le cose sono migliorate. Ci si incontrava con Doug (Doug Scaratt, chitarrista degli W.A.S.P., ndr) con Rapali durante il nostro soundcheck e chiacchieravamo. Un po’ alla volta anche il loro staff, i loro roadie e i loro driver ci salutavano, o almeno cominciavano a prenderci un po’ più in considerazione. Dopo 10 anni ho capito come funzionavano le cose, tutti molto professionisti e professionali.

Bellissimo il finale quando scrivi qualcosa su ognuno dei tuoi compagni di viaggio…

In quel momento era tutto un po’ triste poichè l’avventura era stata assolutamente epica nonostante le difficoltà, adrenalina pura mista a tanto divertimento. Unica. 

Averci creduto è stato davvero importante. Aver deciso di vivere fino in fondo la passione col cuore è stato ripagante e timori e paure sono stati sconfitti dall’emozione che ha trasformato il sogno in vita!

Concludiamo. Cosa porti con te di quell’avventura…

Tutto. Tutto quello che è dentro il libro verrà sempre con me. Stare sui furgoni, andare on the road ed essere sempre in viaggio per me è una gran passione. Mi porto dentro di me i paesaggi che scorrono al di là del finestrino, le persone che ho conosciuto e poi partire e muoversi, un crescere di sensazioni, l’esperienza.

Grazie Davide per la tua disponibilità. Consiglio il libro, da leggere, da gustare… è davvero bello….

 

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Born to Lose, Live to Win | Rock'n'Roll is my life, so... long live rock'n'roll !!!

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