Durante un’intervista del 16 settembre a “Trunk Nation With Eddie Trunk” su SiriusXM, il leggendario cantante Sammy Hagar ha riflettuto sulla sua partecipazione al concerto-evento “Back To The Beginning” svoltosi il 5 luglio allo stadio Villa Park di Birmingham (Regno Unito). La serata, come noto, ha segnato l’ultima esibizione di Ozzy Osbourne e dei Black Sabbath.

Hagar ha cantato il classico di Ozzy del 1981 “Flying High Again”, accompagnato da un supergruppo che includeva Nuno Bettencourt (Extreme), Vernon Reid (Living Colour), Adam Jones (Tool), il bassista Rudy Sarzo e Chad Smith (Red Hot Chili Peppers). Successivamente, Reid ha lasciato il palco per far spazio al direttore musicale dell’evento, Tom Morello, che ha suonato insieme agli altri una cover di “Rock Candy”, brano tratto dall’album di debutto dei Montrose, la prima band di Hagar.

Parlando della sua performance, Hagar ha ammesso:

“Sono rimasto deluso dalla mia interpretazione di ‘Flying High Again’, nonostante avessi avuto diverso tempo per prepararla. Pensavo di averla imparata, non uso il gobbo (un sistema elettronico di visualizzazione del testo ndr) e mai lo userò. Mi dissero che l’avrebbero attivato in ogni caso ma replicai di non averne bisogno, convinto di aver memorizzato il testo. Tuttavia poco prima di salire sul palco sono stato distratto da un gruppo di persone con le quali ho iniziato a chiacchierare finché d’improvviso ho sentito annunciare il mio nome, ero a circa 50 metri dal palco e ho dovuto correre per raggiungerlo, a quel punto ho preso tempo con frasi di rito e dentro di me pensavo ‘merda, ho dimenticato tutto’. Ho corso su e giù per il palco cercando i gobbi ma i testi scorrevano più veloci di come cantavo. Alla fine mi sono ripreso, ma all’inizio… ho fatto fiasco.”

Secondo Hagar, ciò che ha reso speciale la serata è stato il clima di collaborazione:

“Nessuno cercava di sovrastare gli altri. Era tutto positivo.”

Per Hagar, la vera emozione è stata partecipare a quello che si è rivelato l’ultimo concerto di Ozzy Osbourne:

“È stato un onore essere lì. Tutti erano presenti per Ozzy e per i Black Sabbath. Ozzy era chiaramente debilitato, ma ha portato a termine tutto: prove, soundcheck, foto, e poi il concerto. Ha alzato l’asticella più di chiunque altro. Nessun’altro potrà mai superare ciò che ha fatto quella sera.”

Poco più di due settimane dopo, il 22 luglio, Ozzy Osbourne è scomparso. Hagar ha ricordato con emozione la notizia:

“Non eravamo amici intimi, non avevamo i numeri di telefono, ma la sua morte mi ha colpito profondamente. Essere stato lì al suo ultimo show ha reso tutto ancora più toccante. Ogni volta che muore qualcuno lo senti, ma con Ozzy è stato molto più difficile di quanto avrei pensato.”

Redazione
Author

Comments are closed.