In una recente intervista rilasciata a Chuck Armstrong per Loudwire Nights, l’ex frontman degli Skid Row, Sebastian Bach, si è aperto in modo molto intimo riguardo alla perdita di due delle sue più grandi icone musicali: Ozzy Osbourne e Ace Frehley. Con un tono riflessivo e lontano dai sensazionalismi, il cantante ha spiegato come sta affrontando l’elaborazione del lutto per la scomparsa di queste leggende del rock.
Per Sebastian Bach, il legame con questi artisti supera la semplice ammirazione professionale. Parlando di Ace Frehley, storico chitarrista dei KISS, Bach lo ha paragonato a una figura mitica della sua infanzia:
“Per me Ace è come Babbo Natale. È un personaggio che ha segnato la mia crescita”.
Il cantante ha ricordato con commozione il senso della melodia di Frehley, citando brani come What’s On Your Mind? e Got To Choose.
“Il modo in cui suona la chitarra mi scioglie il cuore”,
ha ammesso, sottolineando come la notizia della sua morte lo colpisca in momenti inaspettati, proprio come un’ondata improvvisa di malinconia.
Anche la scomparsa di Ozzy Osbourne ha lasciato un vuoto profondo. Bach ha raccontato di aver assistito alla diretta streaming dell’ultimo concerto di Ozzy con i Black Sabbath, poco prima della sua morte, e di essere rimasto folgorato dall’intensità di quella performance.
“Non ero preparato alla sua morte”, ha dichiarato Sebastian Bach. “Una parte della mia mente si rifiuta di accettare che Ozzy Osbourne sia morto, perché con lui se ne va una parte della mia infanzia”.
Durante un recente concerto nel Michigan, Bach ha voluto rendere omaggio al ‘Principe delle Tenebre’ dedicandogli l’intera serata e suonando classici come Crazy Train.
Un passaggio molto toccante dell’intervista riguarda il modo in cui Bach gestisce il dolore, una lezione imparata dopo la morte di suo padre nel 2002. Il cantante ha spiegato che, all’epoca, lo strazio fu tale da impedirgli di vivere normalmente per un lungo periodo.
Oggi, per andare avanti, Sebastian Bach ammette di utilizzare una sorta di meccanismo di difesa psicologica:
“Dobbiamo imparare a compartimentare. Non possiamo chiuderci in casa a piangere tutto il giorno, dobbiamo continuare a lavorare”.
Questo approccio lo porta a volte a “fingere che non sia successo”, un meccanismo di protezione per evitare che il dolore per la perdita dei suoi eroi — tra cui ha citato anche Eddie Van Halen, Neil Peart e Gregg Allman — lo travolga completamente.

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