Scarlet Records – Settembre 2010

Secret Sphere alzano il tiro: esce, come primo album su Scarlet Records, il nuovo e potentissimo “Archetype”, successore di “Sweet Blood Theory”, che segna un notevole passo in avanti per i power-prog metallers nostrani.

Nella precedente release i Secret Sphere ci avevano abituati a melodie persistenti e ritornelli penetranti, “Archetype” non è solo il figlio di questo approccio compositivo, ma è il rinnovamento frutto di una più consapevole e interiore ricerca musicale. Sicuramente il cambiamento di line-up avvenuto nel 2009 (entrano nella band Marco Pastorino e Gabriele Ciaccia rispettivamente alla chitarra e alle tastiere) ha contribuito a creare il sound più giovane e maturo.

Le parti sinfoniche, estremizzate e onnipresenti nonché frutto della strabiliante mente compositiva di Aldo Lonobile (leader e chitarrista della band), sono in “Archetype” uno degli aspetti che sorprendono in modo maggiore, rispetto a come avveniva negli album precedenti sono qui punto di riferimento e valvola di sfogo emozionale.

“Pattern Of Thought” è l’introduzione degna a sorreggere l’intera maestosità delle altre nove composizioni dell’album, trasporta l’ascoltatore subito al centro dell’archetipo lasciando intravedere nelle sue sonorità, appunto, l’idea platonica delle cose: la forma primitiva, cioè primordiale, e preesistente del pensiero, in questo caso, musicale. A questa segue “Line On Fire”: prima vera esplosione e micidiale folgorazione di “Archetype”, nella quale la melodiosa voce di Ramon Messina e sotenuta dalle cavernose corde vocali di Trevor, il noto cantante dei nostrani Sadist e Allheluja, e contiene nell’incipit un chiaro riferimento alla canzone conclusiva dell’album: la title-track “Archetype”. Racchiude, quindi, in modo davvero geniale all’interno di un cerchio l’inizio e la fine, ed è questo in fondo il segreto, o meglio, la “sfera segreta” di tutto il nuovo full-length.

Succede a “Line On Fire” “Death From Above” canzone che sembra essere uscita dalla tracklist di “Sweet Blood Theory”, nulla da togliere però alla linearità tagliente delle chitarre e alla melodia penetrante del ritornello. “The Scars That You Can’t See”, invece, rappresenta la vera evoluzione musicale dei Secret Sphere e rappresenta il primo capolavoro. É senz’altro uno dei capolavori dell’album, una canzone che ruggisce il dolore di una ferita trasmettendo un’emozione travolgente che neanche all’ascoltatore più distratto può essere occultata. La vera esplosione di “Archetype” è sicuramente “Into The Void”: puro power-prog suonato con la giusta grinta e potenza, il secondo vero capolavoro dell’album. Non c’è il due senza il tre, perciò è opportuno spendere ancora qualche parola sulla title-track, terzo capolavoro, canzone degna di dare il nome alla release e che racchiude in sé sostanzialmente l’essenziale musicale dei Secret Sphere.

“Archetype” è frutto di una grande produzione e registrazione, per questo motivo ogni canzone risulta travolgente. Con “Archetype”, infine, assistiamo alla presa di coscienza e alla vera maturità musicale dei Secret Sphere.

www.secretsphere.org

Tracklist:

1. Pattern Of Thought (Intro)
2. Line On Fire
3. Death From Above
4. The Scars That You Can’t See
5. More Than Myself
6. Future
7. Mr. Sin
8. Into The Void
9. All In A Moment
10. Archetype

Band:
Aldo Lonobile – chitarra
Roberto “Ramon” Messina – voce
Marco “Mark” Pastorino – chitarra
Federico Pennazzato – batteria
Andrea “Andy” Buratto – basso
Gabriele Ciaccia – tastiere

Redazione
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