I SEPULTURA hanno pubblicato il videoGuardians Of Earth” in collaborazione con Amazon Frontlines, un’organizzazione senza scopo di lucro con sede nell’Alta Amazzonia che si serve della tecnologia, dell’assistenza legale e della costruzione di movimenti per sostenere i popoli indigeni nella difesa dei loro diritti alla terra, alla vita e alla sopravvivenza culturale nella foresta pluviale amazzonica.

Abbiamo intervistato il chitarrista della band brasiliana, Andreas Kisser, che ci ha spiegato come è nato il progetto.

Ciao Andreas, sei il benvenuto a Long Live Rock’n’Roll, grazie di essere qui con noi oggi, è davvero un onore. Come sai viviamo tempi difficili dovuti all’emergenza causata dalla pandemia, ma almeno l’arte e la musica ci hanno aiutato in questi mesi e sono stati un “porto sicuro” dove potersi piacevolmente distrarre.

Non sempre però la musica è pura distrazione, può anche veicolare l’attenzione su temi importanti. Siamo qui infatti per parlare dell’ultimo video dei Sepultura per il singolo “Guardians of Earth” estratto dall’album “Quadra” uscito lo scorso febbraio. Probabilmente questo brano rappresenta un punto di svolta perché guida l’attenzione su un tema molto sensibile da denunciare: la deforestazione in Amazzonia e le conseguenze che si riversano sulle popolazioni indigene, ma anche su tutti noi.

Quindi Andreas, parlaci di come tu e la band siete giunti all’idea di supportare questa causa.

Si, questo è un tema che abbiamo affrontato molto spesso nei nostri testi, la prima volta che ci venuta l’ispirazione è stato durante il tour di “Arise” nel ‘91/92 in seguito al quale abbiamo realizzato Chaos A.D., dove abbiamo inserito maggiori riferimenti alla tradizione del Brasile, la sua storia e i suoi problemi. 

Quando abbiamo iniziato a viaggiare per i tour nell’‘89 abbiamo avuto l’occasione di osservare il Brasile dall’esterno, un po’ come un astronauta che osserva la terra dalla luna, cominci così ad avere una prospettiva completamente diversa del luogo da cui provieni. Così abbiamo notato l’unicità del nostro Paese e abbiamo iniziato a introdurre elementi della musica brasiliana, a parlare di San Paolo, della nostra città Bel Horizonte, Rio de Janeiro, della corruzione dei politici e della violenza, denunciando tutto ciò che rovina questa terra. Abbiamo cercato di sottolineare i contrasti e le contraddizioni perché oltre alla musica e le belle spiagge in Brasile ci sono problemi importanti di organizzazione a partire dagli allevamenti, l’educazione, riposizionamento delle popolazioni indigene… non esiste una pianificazione per la risoluzione dei problemi, il primo approccio è sempre la distruzione per ottenere un immediato guadagno, ed è così da sempre sin dalla colonizzazione di portoghesi e spagnoli. San Paolo era ai tempi un piccolo villaggio, ed è cresciuto cosi tanto e così in fretta e come tutte le metropoli nel mondo, non si è posto il problema di un consumo e un ingrandimento irrazionale.

Ci sono eccezioni di città cresciute in maniera più intelligente come Manaus nella regione della foresta pluviale a nord dell’Amazzonia, ma non esiste pianificazione o dialogo, esiste solo il profitto e noi come musicisti e come cittadini , abbiamo usato la musica per esprimere la nostra visione su queste tematiche.

Ad esempio in Chaos A.D abbiamo scritto un pezzo strumentale intitolato “Kaiowas” che sarebbe il nome di una tribù e per questo brano ci siamo avvicinati alla loro cultura al loro tipo di società, le loro regole e al loro rapporto con la natura fino a introdurre questi elementi ancora di più con  “Roots”. Per noi è stata un’esperienza eccezionale poterci confrontare con loro, capire il loro rispetto per qualsiasi cosa… avremmo tanto da imparare dai loro metodi anziché distruggerli…

E in tutto il mondo ci sono situazioni come queste, dove un’educazione alla pari con le popolazioni indigene avrebbe portato ricchezza, ma è prevalsa infine una sola cultura che si è imposta.


In effetti nella vostra musica si riesce a percepire questa influenza e necessità di denuncia, usando il metal come canale universale per raggiungere un vasto pubblico lo avete avvicinato a queste realtà locali creando così un’opera autentica e continuate a trasmetterlo dopo tutti questi anni di carriera.

Mi sbaglio se dico che questo singolo “Guardians of Earth” è forse il più significativo dell’album “Quadra” per via di queste contaminazioni e per ciò che racconta?

Beh sì… anche se Guardians of Earth non è stata subito concepita come il racconto di questo tema, voglio dire l’idea guida per l’album Quadra è stata più generica ovvero si tratta di questo spazio limitato dove si definiscono le regole il giorno in cui si inizia il gioco, è un punto di partenza, dove possiamo parlare di ogni cosa della nostra società come l’isolamento (che non riguarda la Pandemia ma il sistema carcerario specialmente negli Stati Uniti), la depressione, abbiamo inserito anche un tributo a Mohamed Alì fino a giungere ai Guardiani della Terra che sicuramente è diventato uno dei brani più speciali di questo album.

Nella divisione di Quadra in 4 parti abbiamo collegato la prima al nostro passato, al Thrash, la seconda parte è connessa invece al Groove agli elementi di percussione, mentre la terza parte dove troviamo Guardians of Earth, corrisponde a un volto più strumentale dell’heavy metal con l’influenza progressive, e per finire un ultima parte dedicata più alla melodia. Così abbiamo deciso a priori come inserire ciascun brano secondo questa divisione. Quindi Guardians of Earth è stata scritta appositamente per introdurre la terza tipologia strumentale di Quadra, e ho voluto incorporare la chitarra classica e acustica, connessa all’ambiente della band non con lo scopo di fare un solo o una intro fine a se stessi, questo pezzo voleva introdurre ognuno di noi gradualmente fino a creare un crescendo dalle proporzioni “epiche“. Tutta l’orchestrazione è frutto della collaborazione con Renato Zanuto e quando siamo giunti alla fine della registrazione dell’album, il risultato è andato veramente oltre alle nostre aspettative e Guardians of Earth rappresenta davvero un momento di transizione dal thrash al progressive e al melodico. Un perfetto collegamento per questo cambiamento di sonorità e Derrick ha scritto i testi in seguito ad aver deciso per ciascun pezzo quale tematica affrontare. Quando siamo arrivati a questo brano sentivamo che fosse giusto parlare di questi eventi.

Riguardo alla collaborazione con l’organizzazione no profit “Amazon Frontlines”, le immagini che hanno concesso che vediamo nel video documentano benissimo la situazione. Come siete entrati in contatto con questa organizzazione ?

Sì, Derrick ha molti contatti e agganci in questo campo, in effetti tutto nasce dalla nostra lunga partnership con “Sea Sheperd”, soprattutto in Europa, cerchiamo di dare una mano per la promozione delle loro idee, partendo dal loro sito e merchandising e li supportiamo facendo il possibile per far sapere alla gente quello che fanno. Derrick soprattutto è molto coinvolto come attivista per il veganesimo, sai, significa preoccuparsi di cosa mangiamo, da dove proviene quel cibo e come è stato prodotto. E’ anche coinvolto in una produzione di un programma televisivo che si chiama “Highway to Health” e così ha viaggiato per il mondo, navigando anche con “Sea Sheperd” per comprendere più da vicino come agisce l’organizzazione.

Pensando ai vari collegamenti che abbiamo avuto da Amazon Frontlines, mi viene in mente anche un membro della nostra SepulArmy in Ecuador dove Amazon Frontlines lavora, e questo nostro caro amico è coinvolto in tutto il lavoro di preservazione per la bio-diversità dell’ambiente. E’ così che abbiamo costruito una rete di contatti nel tempo per combattere insieme per questa causa e tutte le persone coinvolte sono sempre state molto felici di lavorare insieme a noi e quelli di Amazon Front Lines sono stati fantastici, hanno realmente aperto gli archivi di foto e video e ci hanno dato tutto quello che abbiamo chiesto, erano davvero contenti del risultato finale.

Il pubblico da tutto il mondo ha accolto questa iniziativa con entusiasmo e io sono qui a fare interviste con voi in Italia, con la Finlandia, la Russia.. davvero ovunque, ed è stupendo riuscire davvero a raggiungere così tante persone per diffondere questo messaggio.

E così come noi ci preoccupiamo dell’Amazzonia, ci sono altre cause affini per cui combattere come in Siberia, in Tailandia, in Africa, lo stesso problema purtroppo accade dappertutto e noi dobbiamo renderci conto che è necessario prendersi cura della nostra casa, è la semplice verità.

Il regista brasiliano Raul Machado, nostro buon amico che ha esperienza nelle propagande sociali e ha lavorato con moltissime band, è stato davvero unico, molto creativo e ci ha coordinato alla perfezione da casa per farci fare dei filmati di effetto seppur con i nostri cellulari. Sai Derrick vive a Los Angeles, io sono qui in San Paolo, Paulo sta a Bel Horizonte… E ha inserito al meglio le immagini prese da Amazon Front Lines con una certa sensibilità… il fine era realizzare un grido di protesta chiaro che motivi le persone a non farsi ingannare dalle giustificazioni del governo.

Questo virus ci ha mostrato che volendo abbiamo la capacità di scegliere altri cammini e altri metodi per vivere senza dover continuare a correre… perché corriamo così tanto? Perché dobbiamo andare al supermercato a comperare un’ ananas già tagliata confezionata nella plastica? Cosa c’è di male nel prendere un coltello e tagliare un frutto fresco intero?

La gente si è talmente viziata con certi usi e consumi per un confort che sta distruggendo il pianeta. Dobbiamo davvero essere meno pigri e abbracciare la coscienza della natura che ci circonda facendone parte non difendendoci da essa con scudi di plastica. Così come ai supermercati, qualsiasi prodotto che siamo abituati ad usare, quando lo compriamo c’è più plastica che prodotto!

Tutto è un’illusione, tutto è un’immagine e non è assolutamente necessario. Con questa  pandemia abbiamo visto quanto la natura abbia risposto positivamente ai mesi di lockdown e così anche solo in 2 settimane si può capire quanto sia brutale il nostro impatto sull’ambiente.

Parlando della pandemia che ci impedisce al momento di fare i tour, almeno con questo video speriamo di raggiungere ugualmente i fan per fare conoscere il nostro ultimo lavoro . Oltre ai video aggiorniamo i fan ogni settimana anche grazie al nostro programma web “SepulQuarta” con domande e risposte  in inglese e portoghese in base agli ospiti che abbiamo. Questo è ciò che di buono ci porta la tecnologia, questo è il progresso. L’obiettivo è trovare il giusto equilibrio tra progresso e conservazione delle risorse, ma purtroppo sembra che si insista sempre in un’ unica direzione. Nell’immaginario di fantascienza il nostro pianeta diventerà come uno di quelli in Star Wars? Premetto che io amo “Star Wars” , “The Mandalorian” e simili, adoro quel genere, ma si vedono città di solo cemento e costruzioni artificiali, è quello che vogliamo per il nostro futuro? 

Ciò che facciamo ogni giorno per abitudine, anche i piccoli gesti, creano danni enormi, l’unico modo quindi è cercare di rieducare la nostra società ad avere un rapporto più sano con l’ambiente, imparando anche dalle tribù indigene rimaste nel mondo, hanno molto da insegnarci su come sfruttare le risorse senza eliminarle. Io penso al fiume qui in San Paolo che è molto grande e attraversa le città, è inquinato sin da quando sono nato, nel 1968!

Ed è assurdo che l’acqua potabile sia considerata tale solo se in plastica. Acqua è vita, è assurdo che dobbiamo pagare per averla, hanno creato un sistema secondo il quale siamo costretti a pagare una risorsa così indispensabile. Se potessero ci farebbero pagare anche la luce del sole!

Il valore è un’illusione, il denaro è un’illusione. Il valore per alcuni significa distruzione per altri, questo non è valore. Questo è il punto, creare concetti e bisogni instaurati fin dalla prima educazione che così diventano verità assolute da difendere. Valori che non esistono per davvero a discapito di ciò che invece è concreto e a rischio di esaurimento. Noi siamo vittime della nostra stessa cultura, culture diverse percepiscono le stesse identiche cose in maniera opposta, è assurdo. E così creiamo differenze per poterci combattere, per razza, religione, divisioni costruite su idee astratte che fanno gli interessi di chi vuole controllo e potere… quando l’unica e sola verità è che facciamo parte della stessa natura.

Come ci hai raccontato, questa non è la prima volta che rivestite questo impegno ecologico, da ora in poi state comunque pianificando altro su questa linea di azione?

Sì sicuramente, noi siamo sempre aperti a qualsiasi possibilità nella misura di quel che possiamo fare come musicisti.

Non siamo attivisti, medici o politici, quindi quello che continueremo a fare è utilizzare la nostra arte e formare i nostri messaggi a sostegno di queste cause in veste di cittadini del mondo.

Sebbene nel mondo ci siano linee immaginarie politiche di separazione, è terribile come tutto si sia così conformato a causa della globalizzazione. Oggi se vai negli Stati Uniti vedi tutto uguale, stessi negozi, stesse caffetterie su tutto il territorio! Quando ho viaggiato là per la prima volta nel 1989 non era così, anche se naturalmente si vedeva quale fosse la direzione, ma se andavi a San Francisco percepivi e osservavi una città diversa da Dallas o da Chicago. Oggi sai che in qualunque città andrai non importa a quanti km di distanza, troverai lo stesso tipo di cibo e marchi, lo stesso genere di cose ovunque. Questo è il risultato di un’idea sbagliata di unità, perché non rispetta le culture locali e le tradizioni, non rispetta le interazioni autentiche, l’apprendimento e l’ascolto come i portoghesi e gli spagnoli fecero qui nel ‘500 invadendo questa terra tenendo in mano una croce. Ora succede la stessa cosa con diversi strumenti e diverse croci e divinità.

La nostra fortuna è che possiamo raggiungere persone in tutto il mondo con questo strumento che è la musica e sappiamo di doverlo usare responsabilmente nella speranza di poter trovare soluzioni diverse da quelle attuali per risolvere problemi così radicati.

Se pensi all’arte, a quanto sarebbe diverso il mondo senza Pablo Picasso, Stravinsky, i Beatles, Jimi Hendrix scrittori, registi… ce ne sono stati così tanti che hanno contribuito a cambiare la nostra cultura provando a migliorarla.

Però non dobbiamo usare il passato per convenienza, strumentalizzarlo per scopi presenti, non importa cosa è scritto perché tanto cambia in base alle diverse interpretazioni, dobbiamo semplicemente vivere il presente e abbracciare nuove situazioni, nuovi punti di vista, massaggiare il nostro cervello con la filosofia per scorgere le numerose possibilità.

Certamente con questa Pandemia penso anche alle tribù che sono lasciate a loro stesse e non possono accedere a cure mediche. Per questo sei a conoscenza di come possano agire le organizzazioni con cui siete entrati in contatto?

Beh noi non essendo attivisti possiamo solo indicare dove le persone possono ottenere le informazioni ufficiali, facendo ricerche attive e approfondite cominciando dai siti di queste organizzazioni e le possibilità per contribuire e sostenere il loro lavoro sono infinite partendo dal lavoro volontario e dalle donazioni.

Una curiosità: quanto tempo ci avete messo a creare il video, visto la situazione molto particolare alla quale vi siete dovuti adattare?

E’ stato tutto abbastanza veloce, credo circa 3 settimane in tutto, appena abbiamo deciso che ne avremmo fatto un singolo per promuovere Quadra. Certamente abbiamo dovuto varare tutte le varie burocrazie legali per i collegamenti con Amazon Frontlines, ma una volta decisa la data, abbiamo pianificato ed è andato tutto liscio. Abbiamo davvero una grande squadra, non solo quella che ci segue per i tour, ma il nostro manager, la nostra etichetta, gli avvocati, tutti coloro che sono coinvolti sono sempre entusiasti di far parte del nostro progetto e tutto ciò è davvero molto motivante. Questo è un ottimo modo di vivere il presente ad esempio secondo me, lavorare insieme a persone che sono li con te in prima linea ad affrontare i problemi che abbiamo oggi con questa situazione, e che ci aiutano a cercare sempre e comunque nuove soluzioni. Io lo chiamo The “Mac Gyver Effect” ovvero imparare a cavarsela con gli strumenti a disposizione del momento.

 

Ok, certo non c’è dubbio che questa sia la giusta via.

Provando a prendere in considerazione il futuro però, parliamo di previsioni sulla ripartenza dei tour. Ho notato che avete pianificato il rinvio delle date nel 2021 soltanto negli Stati Uniti per il momento, nessun piano in Europa ancora?

Beh si in effetti, so che in Europa ci sono alcuni festival che stanno riprogrammando per il 2021 dovremmo esserci al Download e a Hellfest, ma sicuramente ce ne saranno altri, perché il nostro calendario per il 2020 era incredibile grazie al nuovo album, Giugno e Luglio sarebbero stati pieni di festival, ma con calma confido che ci arriveremo, bisogna aspettare per forza con le elezioni in America e la pandemia che anche in Europa sta di nuovo peggiorando. Siamo sempre in contatto per aggiornamenti con i nostri agenti e promoter in tutto il mondo, così da essere pronti quando tutto potrà ripartire. Ad esempio so che i Destruction hanno lavorato davvero duramente per ricominciare, ma  hanno poi dovuto ricancellare il tour che avevano riprogrammato.

Però non ci fermeremo, la community, la “nazione del metal” è forte, lavoreremo insieme per ripristinare gli eventi, ma adesso dobbiamo focalizzarci sul presente vivendo giorno per giorno, consci che il futuro sarà la conseguenza delle azioni che decidiamo di compiere oggi. 

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Pensate di fare uscire altri video per Quadra ?

Si, ci sono così tanti brani in Quadra che sono d’ispirazione per fare dei video. Per ora ne abbiamo fatti uscire 4, il primo un video solo con il testo, il secondo è stato il video tratto da Rock in Rio per “Isolation”, l’altro “Means to an End” girato a San Paolo, molto professionale e di certo valuteremo altro da fare uscire prossimamente.

Io ti ringrazio Andreas, è stato fantastico averti qui oggi. Vorresti lasciarci con un ultimo speciale messaggio per i nostri lettori e fan?

Sì, solamente un grande “Grazie”, i fan sono coloro che tengono in vita tutto questo, tutta la “SepulNation” nel mondo che con motivazione e ogni mezzo non ci ha mai fatto smettere di fare questo lavoro, non ci siamo mai fermati grazie a voi tutti. Provo un grande rispetto per quello che riusciamo a fare insieme e noi ci mettiamo tutta la nostra energia e amore nella nostra arte. Questo è un grande momento per i Sepultura nonostante quello che sta accadendo.

Siamo molto solidi e pronti ad affrontare anche questo periodo di difficoltà, voglio dire dopo 36 anni di carriera ne abbiamo viste tante prima del virus… il passaggio dal vinile al cd, dal cd al download e vinile ancora! (almeno una cosa buona ahah).

Quindi grazie di tutto e sappiate che lo supereremo insieme, la fase di transizione verso nuove possibilità è sempre interessante.

Quando sento che molte persone vorrebbero tornare alla normalità, non ne capisco il senso, cos’è la normalità? Come artista io combatterò sempre contro la normalità. Accogliamo il cambiamento e combattiamo per migliorarci. (In italiano)  “Grazie per tutto Italia!“

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