Skunk Anansie – Anarchytecture

 

Ear Music – Gennaio 2016

Ricordo come se fosse oggi il periodo in cui in rotazione su MTV, girava il video di questa nuova band dove la faceva da padrona una cantante schizzata con una voce strepitosa. Il pezzo era “I Can Dream” e fu uno shock! Pezzo di una violenza assoluta ma pregno di grande melodia, sorretto da una ritmica micidiale e da una voce inarrivabile, apriva le porte a “Paranoid and Sunburt”, esordio di altissimo livello, livello mai più raggiunto a dire il vero solo perché fin dal secondo album, la band ha scelto altre strade, scendendo di tono e volume per avvicinarsi ad un pop rock di grande presa e qualità, ma chiaramente lontano dalle sferzate musicali e dialettiche dell’inizio.

Aver vist il live dell’esordio degli Skunk Ananise, a supporto di Lenny Kravitz, poi nel tour di “Stoosh” al Beach Boom Festival di Jesolo davanti a non più di 100.. e più volte durante il trionfale “Post Orgasmic Chill Tour”  mi ha definitivamente convinto che gli Skunk Anansie sono stati una delle più grandi band degli ultimi 25 anni!

Con questo back ground, alla luce poi del deludente predecessore, “Black Traffic” e della sovraesposizione mediatica avuta da Skin con X Factor, mettersi a mente libera e senza preconcetti ad ascoltare il nuovo prodotto è impresa non semplice.

Largamente anticipato e “pompato” dall’accattivante singolo “Love Someone Else”, “Anarchytecture” si dimostra, con mia somma soddisfazione un prodotto di grande maturità, ruffiano e schietto al punto giusto, dove trovano spazio pezzi di ottima fattura che sanno rendere merito a tutte le anime della band, quella più marcatamente hard e quella delle grandi ballad.

Detto del singolo di apertura, al quale mancherebbe solo un po’ di cattiveria in più (ma in fin dei conti, anche la band ha 25 anni in più), “Anarchytecture” è perfettamente bilanciato regalando un’alternanza costante di pezzi “strong” alternati a momenti più intimi e pop.  Le ballate “Victim”, “Without You” ed il toccante finale di “I’ll Let You Down”  rientrano nell’ormai alto livello compositivo che la band sa esprimere senza troppi sforzi, spicca al contrario “Death to the Lovers” per intensità e qualità di melodie vocali paragonabile alle loro top ballads.  Buone sono anche “We Are The Flame” e “That Sinking Feeling”. Di stampo superiore e decisamente trascinanti nel loro incedere pop rock “Beauty is Your Course”, “In The Black Room” e “Bullets” sulla scia delle migliori hits di “Stoosh”.

L’ unico rammarico riguarda il granitico riff di “Suckers” che riporta alla memoria capolavori dello stampo di “Selling Jesus” ma che alla fine si rivela solo un breve pezzo strumentale.. e io che già ci immaginavo la voce di Skin, peccato davvero.

Nel complesso “Anarchytecture” è davvero un’ ottima prova d’insieme, perché questa è una BAND vera e propria non il progetto solista di Skin (peraltro passato velocemente nel dimenticatoio).  Il basso di Cass è sempre un portento, preciso, pesante e ricco di fantasia nelle sue articolazioni, il drumming di Mark pesante e leggero allo stesso tempo ed i riff di Ace, mai banali e sempre ricchi di pathos ed energia. Certo, se poi alla voce hai Skin….

Tutto è un po’ più facile no?

www.skunkanansie.net

Tracklist:
1. Love Someone Else
2. Victim
3. Beauty Is Your Curse
4. Death to the Lovers
5. In the Back Room
6. Bullets
7. That Sinking Feeling
8. Without
9. Suckers!
10. We Are the Flames
11. I’ll Let You Down

Band:
Skin – voce
Cass Lewis – basso
Ace – chitarra
Mark Richardson – batteria

Skunk Anansie - Band 2016

 

Articoli Correlati

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*