2025 – earMUSIC

Nonostante negli ultimi anni si stia concentrando principalmente sulla sua attività con i Guns N’Roses, Slash riesce comunque a rimanere estremamente attivo sia come produttore e compositore di colonne sonore horror, sia attraverso collaborazioni con vari artisti, ma soprattutto con le band con cui è più prolifico dal punto di vista delle pubblicazioni di materiale inedito. Non lo dico con polemica, ma come si suol dire, in casa Guns N’Roses, tranne qualche brano sparso qua e là e per di più ri-registrato, dal momento della reunion tra Axl Rose, Slash e Duff McKagan, dal punto di vista del materiale inedito è successo praticamente nulla.

Siano quindi benedetti sia il ritorno degli Slash featuring Myles Kennedy and The Conspirators, che torneranno con un nuovo album nel 2027, sia in questo caso il ritorno degli Slash’s Bluesball, ribattezzati anche con l’acronimo SBB 2.0. Il progetto Slash’s Bluesball nasce nel 1996 con una serie di concerti che suscitano grande interesse tra i fan, portando la band a suonare anche in locali di proprietà degli Aerosmith a Boston e in un club di New York di proprietà dell’attuale Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. La band arrivò anche in Europa, esibendosi a Londra e Amsterdam.

A sorpresa, subito dopo la fine del tour europeo 2024 di Slash con i suoi Conspirators, il chitarrista nascosto dietro Ray-Ban e cilindro annunciò la pubblicazione di un album solista, come quello del 2010. L’annuncio fu doppio, quando rivelò che si sarebbe trattato dell’album blues che aveva sempre tenuto nel cassetto e mai pubblicato. I Bluesball vennero infatti accantonati per gli Slash’s Snakepit parte 2 (quelli con Rod Jackson), e ora finalmente il cerchio si è chiuso. Venne così pubblicato Orgy of the Damned, album con collaborazioni incredibili, tra cui Chris Robinson, Billy F. Gibbons, Brian Johnson, Steven Tyler, Beth Hart, Gary Clark Jr., oltre a scelte inattese ma vincenti come Dorothy e Demi Lovato. Slash decise poi di promuovere l’album con una serie di date estive negli Stati Uniti: un festival itinerante pensato per celebrare il blues e il suo spirito libero e ribelle, con numerosi nomi coinvolti nelle varie date.

In attesa di possibili concerti nel 2026 (anche se, onestamente, con gli impegni con i Guns N’Roses la cosa appare complicata), qualche mese fa è stato pubblicato Live at the S.E.R.P.E.N.T. Festival, disponibile in vari formati: vinili colorati da collezione, doppio CD con Blu-ray o DVD, oltre a merchandise esclusivo come T-shirt e litografie ufficiali sul sito del chitarrista. La data scelta per la registrazione è quella del 17 luglio 2024 al Mission Ballroom di Denver, in Colorado. Quindici brani e c’è da dirlo subito: questo disco è a dir poco perfetto e straordinario. Potrei sembrare di parte, vista la mia arcinota ossessione per i Guns N’Roses, ma è semplicemente la verità. La band scelta da Slash è formata da Tash Neal (voce e chitarra ritmica), Michael Jerome (batteria), Johnny Griparic (basso e cori), Teddy “Zig Zag” Andreadis (tastiere, voce e cori) e ovviamente Slash alla chitarra solista e ritmica. La continuità con la formazione del 1996 è garantita dalla presenza dei fedelissimi Teddy e Johnny.

Tash Neal, di cui ignoravo l’esistenza prima del suo coinvolgimento in Orgy of the Damned, si rivela una scelta azzeccatissima come frontman, rendendo piena giustizia alle canzoni leggendarie presenti in scaletta. A sorprendere è anche un brano non incluso nell’album in studio, Parchman Farm Blues, portato al successo da Bob Dylan ma composto negli anni Quaranta da Bukka White. Un pezzo trascinante, cantato da Teddy Zig Zag, dominato dal suo Hammond e impreziosito da uno Slash in stato di grazia. Alla faccia dei saccenti che vivono di gloria riflessa e lo considerano ormai finito. Lui in giro per il mondo, voi, se va bene, al circolino sotto casa. Fine polemica. Una carica iniziale di Tash Neal introduce Killing Floor, sempre capace di trasmettere energia immediata. Il confronto con Brian Johnson non ha senso: stili diversi e versioni entrambe convincenti, con Teddy Zig Zag Andreadis spesso più in evidenza rispetto al ruolo avuto da Steven Tyler su disco.

Questa band meriterebbe di essere vista anche in Europa, magari in qualche festival estivo, con tanta birra e tanto sole. Chi non ama Slash potrà trovarlo prolisso nei suoi assoli, ma onestamente chi se ne importa per chi lo segue da sempre. Le critiche non sono mai mancate, sia dal cosiddetto fuoco amico, che vede i suoi progetti come un ostacolo ai Guns N’Roses, sia da chi lo considera semplicemente sabbia negli occhi. La resa sonora del live è eccellente e la band suona con passione e compattezza assoluta, trasmettendo energia a un pubblico entusiasta e composto da persone di ogni età e provenienza. C’è spazio anche per un inedito strumentale molto toccante, Metal Chestnut, dedicato durante il tour a Lucy Blue, figlia della compagna di Slash, tragicamente scomparsa proprio nel corso del tour.

Novanta minuti non ritoccati, senza correzioni o ripuliture eccessive. La band ha dato il 101 per cento e la festa è stata di quelle che restano a lungo nella memoria. Slash è perfettamente a suo agio sia davanti a grandi arene e stadi con i Guns N’Roses, sia in contesti più raccolti e controllabili come quelli del S.E.R.P.E.N.T. Festival.

Long live Rock ’n’ Roll. Long live Slash’s Bluesball.

Mauro Brebbia.

Tracklist

  1. Intro
  2. Parchman Farm Blues
  3. Killing Floor
  4. Born Under a Bad Sign
  5. Oh Well
  6. Big Legged Woman
  7. Key to the Highway
  8. Papa Was a Rollin’ Stone
  9. Stormy Monday
  10. The Pusher
  11. Metal Chestnut
  12. Cross Road Blues
  13. Stone Free
  14. It Takes a Lot to Laugh, It Takes a Train to Cry
  15. Shake Your Money Maker

Band

Slash: chitarre
Tash Neal: voce, chitarre
Johnny Griparic: basso, cori
Teddy “Zig Zag” Andreadis: voce, tastiere, cori
Michael Jerome: batteria

Sito web
https://www.slashonline.com

 

 

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