SLAUGHTER TO PREVAIL – “Grizzly” (Sumerian Records) – 18/07/2025

Con “Grizzly”, gli Slaughter To Prevail, compiono un balzo in avanti nella loro carriera, offrendo un lavoro maturo, brutale e sorprendentemente sfaccettato.

Il terzo album della band capitanata da Alex Terrible – in uscita il 18 luglio 2025 per Sumerian Records – è il frutto di un lavoro minuzioso: ogni dettaglio è stato cesellato con attenzione, come dichiarato dalla stessa band, che lo considera il progetto più ambizioso e riuscito finora.

Fin dalle prime note di “Banditos”, l’album schiaccia l’ascoltatore a terra come un insetto, con riff pesanti e ritmi opprimenti, ma riesce a stupire con un inaspettato intermezzo latino che spezza la tensione senza farla svanire.

Segue la devastante “Russian Grizzly In America”, traccia che unisce groove marziale e growl gutturale in un assalto frontale.

Uno dei momenti più curiosi è “I’m Dead”, che vede la partecipazione di Ronnie Radke (Falling in Reverse). Il brano mescola deathcore e sonorità techno, con un ritornello quasi catchy che lascia il segno.

Altro highlight è “Song 3”, dove la collaborazione con le Babymetal da vita ad un brano surreale, ma devo dire accattivante, tra voci kawaii, break djent e shamisen (suonato da Matt Heafy dei Trivium), dimostrando un’ampia apertura musicale.

La componente culturale è fortemente presente in brani come “Babayka”, “Koschei” e la ballata “Rodina”, interamente in russo. Questi pezzi evocano atmosfere rituali e spirituali, arricchendo l’album con una profondità emotiva inedita. In particolare, “Rodina”, si distingue per l’uso massiccio di archi e chitarre acustiche, offrendo un raro momento di quiete nel caos sonoro che è il marchio di fabbrica degli Slaughter To Prevail.

Chiude il disco “1984”, traccia dura, potente ma allo stesso tempo un po’ malinconica, che sembra voler fondere l’energia dei primi brani con un senso di chiusura più riflessivo, quasi cinematografico.

La produzione l’ho trovata curata, la voce di Alex Terrible è versatile e feroce. Il growl profondo miscelato a passaggi più parlati ed intelligibili, donano dinamicità alle composizioni. La voce resta sempre al centro del progetto, senza però mai soffocare il lavoro strumentale della band.

Grizzly” è l’evoluzione di un gruppo che fa capire di voler arricchire l’universo deathcore, esplorando nuovi territori sonori, ma senza perdere la propria identità. Pur non rivoluzionando il genere, lo portano su un piano differente, dove brutalità e sperimentazione convivono in modo naturale, offrendo un panorama insolito agli sguardi interessati di chi osserva i nuovi orizzonti del metal con curiosità.

Questo prodotto discografico si manifesta con ricchezza di contenuti, potenza, idee e coraggio. Non è musica per tutti e a dire il vero, come dicono gli inglesi, “It’s not my cup of tea” come stile musicale. Spesso, però, mi piace allargare le vedute ed apprezzo sempre chi prova a rompere un po’ gli schemi, chi si avventura su sentieri sconosciuti, chi non solo cerca di fare bene ma individua ed utilizza anche nuove sfumature, con la presunzione di provare ad innovare.

Grizzly” lo trovo perfetto per chi desidera qualcosa che sia al tempo stesso estremo ed originale. Mi sembra possa essere un altro passo deciso verso la consacrazione definitiva della band russa nel panorama metal mondiale.

Voto: 8/10

Tracklist:
1. Banditos
2. Russian Grizzly in America
3. ImDead (feat. Ronnie Radke)
4. Babayka
5. Viking
6. Koschei
7. Song3 (feat. Babymetal)
8. Lift That Shit
9. Behelit
10. Rodina
11. Conflict
12. Kid of Darkness
13. 1984

Formazione:
Aleksandr “Alex Terrible” Šikolaj (voce)
Jack Simmons (chitarra)
Dmitryìij Mamedov (chitarra ritmica)
Michail “Mike” Petrov (basso)
Evgenij Novikov (batteria)

 

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