Sonisphere Festival – Ippodromo delle Capannelle, Roma – 24 Luglio 2016

 

Gli Iron Maiden sono uno di quei gruppi che appartiene alla storia della musica rock in generale e merita di essere visto almeno una volta nella vita a prescindere dai gusti musicali, nella giornata odierna una schiera di fans di ogni fascia di eta’ si riversa all’interno dell’ippodromo per assistere a quello che si preannuncia uno show emozionante. La giornata odierna prevede anche la presenza di altri due colossi del metal, Saxon e Anthrax, prima di loro ci saranno i Sabaton, band svedese, nuovi portabandiera del power metal. Causa traffico perdo l’esibizione dei tre gruppi iniziali: A Perfect Day, Wild Lies e The Raven Age.

Arrivo giusto in tempo per vedere i Sabaton, gli svedesi ci propongono un oretta di power metal abbastanza scontato, il concerto  va avanti fino alla fine senza infamia e senza lode.

Da questo momento si comincia sul serio… arrivano le leggende della N.W.O.B.H.M. guidati dall’immortale Biff. I Saxon ci offrono una performance impeccabile sotto ogni punto di vista, ottima tecnica d’esecuzione, potenza e coinvolgimento. Si parte subito con la terremotante Battering Ram, tratta dall’ultimo omonimo disco, la quale scalda subito il numeroso pubblico. La scaletta va avanti proponendo una carrellata di classici da pelle d’oca: Motorcycle Man, Power and The Glory, Heavy Metal Thunder, la leggendaria Crusader, Princess of The Night e per chiudere un trittico micidiale, Wheels Of Steel, 747 Strangers in The Night, Denim and Leather, confermando di essere ancora i portabandiera del hard heavy mondiale.

Setlist:

Battering Ram, Motorcycle Man, Sacrifice, Power And The Glory, 20,000 Ft, Dogs Of War, Heavy Metal Thunder, Crusader, Princess Of The Night, Wheels Of Steel, 747 (Strangers In The Night), Denim And Leather.

 

Trenta minuti circa per il cambio palco ed ecco salire sul palco gli Anthrax, una leggera pioggia ci accompagna durante quasi tutto il concerto, i nostri miscelano sampientemente brani tratti dagli ultimi lavori a cavalli di battaglia come Caught In a Mosh, Got The Time, Madhouse e la famosa Antisocial, cover dei francesi Trust, dove il pubblico canta a squarciagola, per chiudere Indians facendo pogare le prime file. Gli Anthrax si dimostrano in ottima forma, grande Joe Belladonna, il tempo sembra non passare, un vero demonio e’ Scott Ian, macina riff su riff con una naturalezza disarmante, salta come un pazzo correndo da una parte all’altra del palco il bassista Frank Bello, prova superlativa anche di Jon Dette alla batteria il quale ha il compito di non far rimpiangere una leggenda come Charlie Benante e ci riesce alla grande.

Setlist:

You Gotta Believe, Caught In a Mosh, Got The Time, Madhouse, Flight ‘Em ‘Til You Can’t, Evil Twin, Antisocial, Breathing Lightning, Indians.

 

Ed ecco che alle 21 e qualche minuto parte l’intro di Doctor Doctor degli Ufo e finalmente arrivano loro, il gruppo metal piu’ amato al mondo, IRON MAIDEN. La scenografia sul palco e’ fantastica, rovine aztechi e in lonatanza si scorge una piramide, la voce di Bruce Dickinson ci introduce uno dei pezzi piu’ belli dell’ultimo The Book Of Souls, If Eternity Should Fail a seguire altro pezzo da novanta, Speed Of Light, il video viene proiettato sui due schermi giganti laterali, la folla impazzisce. La band e’ in forma smagliante, Bruce e’ straripante, scherza con i ragazzi delle prime file e annuncia un must: Children Of The Damned tratto dal capolavoro The Number Of The Beast, di seguito altri due pezzi dal recente ultimo lavoro, Tears Of Clown e The Red and The Black, apprezzati dal pubblico, soprattutto quello piu’ giovane. Dickinson e Gers si dannano e corrono per tutto il palco come ragazzini, Gers nelle sue classiche movenze. La scenografia cambia ed ecco apparire Dickinson con la consueta giubba rossa, The Trooper, il pubblico si scalda e Dickinson sventola come di consuetudine  la bandiera della Union Jack, da brividi. Un Eddie in versione stregone appare nella scenografia che introduce Powerslave, dove Bruce si presenta con una maschera. Dead Or Glory altro estratto dall’ultimo lavoro , dove Bruce ci spiega il testo del pezzo, in poche parole tutti i grandi imperi prima o poi cadono in rovina. Il classico arpeggio e i rintocchi ci introducono Hallowed Be Thy Name, e’ il delirio, Bruce si presenta con un cappio al collo, questo e’ uno dei pezzi piu’ amati da tutti i fans. Anche per Fear Of The Dark e’ apoteosi, il pubblico canta a squarciagola, un gigantesco Eddie appare sul palco ingaggiando un duello con Bruce, il quale alla fine gli strappa il cuore. Lo show termina con il classicissimo Iron Maiden, nella parte conclusiva esce da dietro la batteria il busto gigante di Eddie, come nella copertina dell’ultimo Book Of Souls, delirio totale. Il gruppo ritorna sul palco ed ecco che parte The Number Of The Beast, la scenografia e’ pazzesca,  un grande busto dall’aspetto demoniaco appare dietro il palco, fuoco e fiamme, sembra di stare in un girone infernale. Lo show svolge al termine con Blood Brothers e Wasted Years a chiudere. La band saluta il pubblico, Nicko McBrain immenso, lancia bacchette alle prime file, regalando sorrisi a tutti. Prova magistrale di Steve Harris, per il quale  il tempo sembra non passare mai, grandi Adrian Smith, Dave Murray e Janick Gers. Che dire… grandissimo concerto, grandissimi musicisti come sempre, un po’ di amaro in bocca per la scaletta dove i nostri hanno lasciato fuori classici come Aces High, Run To The Hills, Flight Of Icarus, 2 Minutes Of Midnight, ma ormai la volonta’ della band e’ stata chiara, portare dal vivo il maggior numero di nuovi brani, a noi va bene anche cosi’.

Setlist:

If Eternity Should Fail, Speed Of Light, Children Of The Damned, Tears Of a Clown, The Red and The Black, The Trooper, Powerslave, Death Or Glory, The Book Of Souls, Hallowed Be Thy Name, Fear Of The Dark, Iron Maiden, The Number Of The Beast, Blood Brothers, Wasted Years.

 

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