South Of Heaven Fest @ Teatro Lo Spazio, Roma – 28 Luglio 2019

Un rituale esoterico dove centinaia di fedeli partecipano stregati dalla bellissima Jinx Dawson, bionda sacerdotessa dell’occulto che ipnotizza i presenti e li catapulta in un vortice oscuro, non e’ un semplice concerto ma una vera messa nera con tanto di orpelli magici e bara. E’ cosi’ che i Coven capitanati dalla splendida Jinx Dawson si presentano dopo ben cinquant’anni dalla pubblicazione del primo fondamentale disco Witchcraft Destroys Minds and Reaps Souls, nella nostra amata Italia, con un mini tour di ben tre date, un occassione piu’unica che rara di vedere all’opera questo pezzo di storia della musica rock. La band sara’ headliner per questo South Of Heaven Fest, incentrato su sonorita’ Doom e Stoner e che vedra’ la partecipazione di bands interessantissime come i danesi Demon Head, Misantropus, Circle Of Witches e altre ancora. Il Teatro Dello Spazio si presenta come un ottima location per questa manifestazione, unico appunto la pochissima aria condizionata, e con la temperatura tropicale di questi giorni si e’ rischiato veramente di soffocare.

Il via alle danze lo danno i romani Ghost Of A Cosmonaut, power trio davvero potente, riffing di classica matrice doom condite con atmosfere desertiche ed oniriche, un mix di stoner, doom e sludge che ci viene fatto assaporare con brani tratti dal loro primo Ep pubblicato da poco. Promossi a pieni voti.

E’ la volta degli Ars Onirica , trio romano dedito ad un Depressive Doom Black, parecchio influenzati da gruppi come Pardise Lost, primi Opeth, Katatonia, presentano il loro primo disco uscito qualche mese fa intitolato I:Cold.

Mi hanno fatto davvero un ottima impressione gli Hemp da Ferrara dediti ad un Doom di chiara matrice Sabbattiana, ritmiche potenti e grande prova del cantante Danny Schiavina. La scaletta presenta parecchi brani dal nuovo “The Eye” pubblicato di recente. Esame superato alla grande.

Un blues dall’oltretomba, cosi’ si potrebbero definire i pugliesi The Ossuary, band nata dalle ceneri dei Natron, il loro e’ un mix letale di Southern, Blues, Doom e classico Heavy. La scaletta presenta brani tratti dal primo Post Mortem Blues e dall’ultimo bellissimo Southern Funeral. Davvero una mazzata sui denti, ottima prestazione.

Dopo il blues catacombale degli Ossuary ecco uno dei gruppi storici della scena doom nostrana, i pontini Misantropus. Band sempre coerente e fedele ad un certo tipo di sonorita’, doom strumentale con atmosfere esoteriche, dove il riffing di Alessio Sanniti la fa da padrone creando un vortice di note oscure e cerebrali. Prestazione eccellente immersa in un caldo ormai insopportabile.

Nel caldo infernale e’ ora la volta dei Circle Of Witches da Salerno, band attiva da gia’ da diversi anni pubblicando tre album ed un ep. Il loro e’ un Heavy Metal classico influenzato anche dal Doom. I nostri si presentano sul palco con tanto di tunica, incappucciati e danno il via ad un intro che sembrava un vero rito con tanto di pugnale.

Dalla Danimarca ecco arrivare i Demon Head band giovanissima, ma gia’ autrice di ben tre full lenght, l’ultimo dei quali Hellfire Ocean Void uscito quest’inverno. I danesi sono fautori di un sound in bilico tra il Doom e il Rock anni ’70, ossessivi e martellanti creano un atmosfera sulfurea e magica dove la voce evocativa del carismatico Ferreira Larsen prende il sopravvento. Dopo averli visti stasera possiamo dire che questi ragazzi hanno tutte le carte in regola per il salto di qualita’, aspettiamo di vederli in un tour tutto loro.

E’ passata la mezzanotte quando il rituale sta per iniziare, candele e teschi fanno da cornice ad una bara posizionata al centro del palco, la giusta atmosfera funerea e malsana per una notte all’insegna del diabolico. Le luci  si spengono e un intro sinistro e malvagio accompagnato da proiezioni diaboliche in bianco e nero danno inizio al rituale. La bara si apre ed ecco uscire la bella Jinx Dawson, vestita come una vera strega, mantello nero e croce rovesciata in bella vista, movenze sinuose e classe disarmante hanno ipnotizzato ogni adepto accorso alla messa nera. Impressionante e’ la sua voce, rimasta intatta negli anni , nonché il suo fisico asciutto e prestante, sembra aver fatto un patto con il diavolo. La scaletta prevede l’esecuzione quasi per intero del loro capolavoro, quel Witchcraft Destroys Minds and Reaps Souls uscito nel lontanissimo 1969, e motivo del tour celebrativo che ha toccato fortunatamente anche l’Italia, in piu’ verranno eseguiti alcuni estratti dal terzo lavoro Blood On The Snow. Della prima formazione ormai si sono perse le tracce degli altri due fondatori Oz Osbourne e Steve Ross, ma i sostituti fanno un ottima figura accompagnando la sarcedotessa bionda, dando nuova linfa alle composizioni e rendendole piu’ heavy senza snaturare troppo il sound. Out Of Lock da il via al rito dove Jinx si presenta coperta con una maschera argentata, segue il capolavoro  Black Sabbath, vero inno malefico presente nello storico primo disco, accompagnato da una proiezione sul maxi schermo di un cortometraggio in bianco e nero, dove alcune suore cercano di combattere dei demoni. La scaletta prosegue con White Witch Of Rose Hall per poi proseguire con l’ipnotica Wicked Woman e la cadenzata Black Swan, il coinvolgimento e’ pressoche’ totale da parte del pubblico letteralmete ipnotizzato dalla bella Jinx. Nella parte conclusiva del concerto viene eseguita la splendida Blood On The Snow, tratta dall’omonimo lavoro del 1974, uno dei momenti di maggior coinvolgimento personale per uno dei miei dischi preferiti. La band saluta il pubblico con il famoso segno delle corna, un concerto unico, emozionante e forse irripetibile, per una band da culto che ha influenzato tantissime band dei giorni nostri, vedi gli ormai famosi Ghost. Un grazie all’organizzazione per aver portato a Roma una leggenda vivente come Jinx Dawson e i suoi Coven.

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