Autoprodotto – 2015

Un heavy ottantiano in grande stile per gli Stormwolf di Francesco Natale, un progetto che palesa certo richiami illustri sia dei grandi dell’heavy (Saxon, Judas Priest, Running Wilde), sia dimostrando modernità  e creatività . La voce di Elena Ventura si pone all’attenzione del pubblico e al livello di grandi (poche ancora rispetto a quelle maschili) interpreti heavy sia del passato che attuali, italiane e non.  Non passa infatti certo inosservato il talento della Ventura, che coniuga magistrale chiarezza e pulizia del canto, derivati dalla sua evidente e solida formazione canora , con la giusta grinta consona con le sonorità  proposte. Un basso che non risulta certo in penombra quello di Max Castellaro, ma è impegnato con andamento continuo ora a introdurre l’arpeggio di chitarra, ora in modo fluente a creare l’ intermezzo giusto per il cambio di tempo, ma sempre sapientemente dosato. L’ottima e precisa batteria del giovane e promettente Jack Stiaccini, impegnato in moduli classici di accompagnamento heavy, completano i presupposti per un bell’album. Un’anteprima che mostra quindi tutte le qualità  della band in brani di propria composizione ma anche in cover di omaggio a band amate nelle quali la parola d’ordine è reinterpretazione e non pedissequa reiterazione.

L’apertura è affidata a “Stormwind”: una cavalcata in pieno stile epico introduce il canto e preannuncia quelle che saranno le caratteristiche sonore di tutto l’album , ma anche immagini tematiche che sono echi dell’epic (“Courage and Bravery/ On the Stormwind we ride/ we fight/Power/ Honour/ Might”). Velocità  e precisione graffianti ma gradevoli all’ascolto e attenuati dalla voce della Ventura e dall’arpeggio come intermezzo. Cori epici e assolo di chitarra in chiusura. Segue “Marathon”, con un inizio super heavy di chitarra e batteria e che si sviluppa poi in andamento cadenzato per aprire al canto, anch’esso pare catapultato direttamente da una female band 80’. Un breve duetto tra chitarra e basso lasciano poi il passo ad assolo di chitarra ricco e vario che si prolunga a metà  circa del brano in virtuosismi e effetti variegati.

La prima cover (“rockenrolleggiante” davvero  per divertirsi e smorzare l’andamento)  illustre in scaletta è “Rock’n roll Gipsy”, e il confronto con i Saxon è piùche efficace, così come per le altre. Forse la piùfedele tra quelle proposte dalla band, la vera sfida per la Ventura sarà  stata misurarsi con tonalità  per voci maschili, che nelle cover prescelte sono comunque tutte per registri alti, ma Natale si diverte a giocare con l’assolo originale con variazioni tutte sue. Altro brano proprio con “Winter of the wolf” e la figura (metaforica) del lupo che corre impavido e veloce per la sua lotta.  Tiratissimo e maestoso allo stesso tempo, richiama direttamente scenari vichinghi (Berseker). Altra cover di una celeberrima canzone di una grande formazione heavy è  “Crazy Nights” dei Loudness, che non spaventa certo i nostri. Anch’essa impreziosita in modo efficace da effetti di chitarra di marca Stormwolf. Ampia introduzione di effetti di tastiera (di Pier Gonella, special guest oltre che produttore dell’album) e rullante di medievale memoria per il brano strumentale “Thasaidon”,  giocato su basso continuo e melodia vigorosa di chitarra, degno di una colonna sonora di un film fantasy storico. Soulblighter:  con ampio uso di growl quasi in botta e risposta di forte contrasto con la voce femminile, che è invece morbida e suadente, l’ultimo loro brano inedito è forse un rito contro i detrattori”…? Chiude l’album “All we are” cover Warlock . La vera sfida per la Ventura è forse questa: cimentarsi in un brano già  pensato ed eseguito per voce femminile. Sfida ampiamente superata , perché il timbro della Ventura, duttile e vellutato rispetto alla ruvidezza e acutezza di Doro, rende propria la composizione e non lascia certo spazio a cedimenti tecnici.

Fra Cover che dimostrano forte identità  che viene fuori nonostante l’apparente temibile confronto con la band 80’ e brani originali che dimostrano piena padronanza di ciò che si propone, eredità  e modernità  insieme, il debutto degli Stormwolf ha sicuramente un ottimo impatto fra le ultime uscite italiane degli ultimi anni.

www.facebook.com/Stormwolf.it

Tracklist:
1. Swordwind
2. Marathon
3. Rock And Roll Gipsy (Saxon cover)
4. Winter Of The Wolf
5. Crazy Nights (Loudness cover)
6. Thasaidon
7. Soulblighter
8. All We Are (Warlock cover)

Band:
Elena Ventura – voce
Francesco Natale – chitarra
Mark Castellaro – basso
Jack Stiaccini – batteria

Stormwolf - Band 2015

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