System Of A Down – Hypnotize

Etichetta: Epic Sony - Novembre 2005

Etichetta: Epic Sony
Novembre 2005

NdR: dai nostri archivi, la recensione del disco dei SOAD appena uscito nel 2005

Premetto che ho ascoltato il singolo “Hypnotize” appena è stato possibile e ho avuto un po’ di paura per il futuro dei System Of a Down e per tutti gli amanti del genere, ma ora ho finalmente a disposizione l’intero album, uscito dopo solo sei mesi del precedente “Mesmerize“. Due lavori a distanza così ravvicinata proprio perché sono legati da un unico filo conduttore che porta i nostri quattro artisti verso nuove sperimentazioni,ma che hanno attirato anche un bel po’ di critiche da parte degli addetti ai lavori soprattutto per quanto riguarda la prima parte di questo progetto: “Mesmerize”. Ma quel che è fatto, è fatto e ora è più che giusto volgere l’attenzione verso “Hypnotize”.

Si parte con “Attack“, brano apri-pista della nuova fatica del quartetto armeno più famoso del nostro pianeta,il sound è lo stesso, in perfetto stile SOAD, violento, non c’è che dire!!! Anche “Dreaming” non cambia ritmo: solita alternanza di parti lente e parti molto più veloci, gradevoli all’orecchio di qualsiasi metaller convinto. Una considerazione da fare,anche solo ascoltando le prime due tracce, è senza dubbio la presenza sempre più inquietante e preponderante della voce del chitarrista Malakian, che ormai si sovrappone e ‘ruba’ sempre più spazio al singer ufficiale del gruppo. Non è che la sua voce non sia gradita o non sia piacevole, anzi a volte si creano anche delle belle atmosfere dall’intrecciarsi di due voci totalmente differenti, ma sembra quasi che la potenza vocale di Serj sia poco sfruttata e quasi messa da parte, anche se le sue qualità canore non sono affatto da mettere in discussione! Dopo questa breve parentesi, inoltriamoci nell’ascolto di “Kill Rock’n Roll“, dura solo 2 minuti e mezzo, ma è davvero una botta di energia devastante, in un continuo crescendo di potenza compositiva e musicale, davvero una delle migliori dei System. Ecco finalmente la title-track (anche primo singolo estratto), una sorta di ninna nanna armena, con una musicalità travolgente nel finale, che però, mette in evidenza una grave pecca: la performance vocale di Malakian, che in questo pezzo è un po’ fuori tono, perchè troppo alta la tonalità e non adatta a lui; più indicata, invece, per uno che di mestiere fa il cantante e non il chitarrista. …’Yeah’ e ‘Alright’, incisi iniziali di “Stealing Society“, introducono sonorità decisamente del filone trash, ma la sorpresa è che le parti cantate sono molto più pulite del solito, tranne che qualche ritornello in sottofondo, abbastanza allucinante. Una potente distorsione di chitarra ci proietta in “Tentative” che ha toni decisamente un po’ più cupi rispetto allo stile dell’album e un’atmosfera sognante verso la fine; spazio poi a “U-Fig” in cui Serj è davvero devastante e nervoso nell’interpretazione. “Holy Mountains” inizia con un coro introduttivo molto solenne e tipicamente armeno, poi è molto lento, ma allo stesso tempo sembra sia molto sentito dai nostri; direi, un pezzo davvero speciale. Ecco poi una delle cose più folli mai fatte dai SOAD: “Vicinity of Obscenity“, che si basa su continui cambi di tempo e di intonazioni vocali, geniale è dir poco, è la sperimentazione in forma pura di quattro geni del metal moderno, peccato che sia così breve, ma il delirio finale non delude minimamente le aspettative!!! Rime folli, invece, ci accompagnano per tutta la durata di “She’s Like Heroin“, poco presente, però, il singer. In “Lonely Day” è da evidenziare il bel suono della chitarra con un assolo degno di nota in conclusione. L’ultima è “Soldier Side” che nel precedente “Mesmerize” era solo un intro di pochi secondi, invece qui è sviluppata egregiamente ed è molto emozionante il ritornello di Serj Tankian.

L’ascolto è terminato e devo dire che questo lavoro non mi dispiace affatto perché la genialità e la sperimentazione sono i suoi punti di forza in un panorama nu-metal troppo caratterizzato, ormai, dallo stallo sonoro e dalla scarsa fantasia e creatività di quasi tutti i suoi rappresentanti di spicco. E anche questa volta la fede nei System Of A Down rimane inalterata e col passar del tempo si fa sempre più viva, perché noi in loro ci crediamo sul serio!!!

Tracklist

1. Attack
2. Dreaming
3. Kill Rock’n’Roll
4. Hypnotize
5. Stealing Society
6. Tentative
7. U-Fig
8. Holy Mountains
9. Vicinity of Obscenity
10. She’s Like Heroin
11. Lonely Day
12. Soldier Side

Band

Serj Tankian – voce
Daron Malakian – chitarra
Shavo Odadjian – basso
John Dolymayan – batteria

 

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