Testament – The Formation Of Damnation

Nuclear Blast – Agosto 2008

L’attesa è stata lunga ma finalmente mi ritrovo tra le mani la nuova creatura targata Testament dal titolo “The Formation Of Damnation“. Nove anni sono stati eterni, prima di poter ascoltare finalmente del materiale nuovo dei cinque di San Francisco, ma come molti sapranno, non pochi sono stati i problemi che i nostri hanno dovuto affrontare prima di poter tornare con prepotenza a reclamare il loro ruolo di esponenti di spicco del trash metal. Problemi per i contrasti all’interno del gruppo con conseguenti e interminabili cambi di line-up, ma soprattutto il tumore al cervello per il singer Chuck Billy, che tanto ha preoccupato i fan dei nostri cari Testament. Ma ora, finalmente, il peggio sembra passato e i nostri, son tornati più vitali che mai, con la formazione originale quasi al completo, se si esclude il batterista Paul Bostaph (in passato ha suonato con Slayer, Forbidden ed Exodus) che prende il posto dello storico Louie Clemente. Che son tornati tutti al loro posto si avverte fin dalle prime note di questo nuovo lavoro, soprattutto per i possenti e formidabili assolo di chitarra ad opera dei due maghi dei virtuosismi tecnici: Eric Peterson e Alex Skolnick.

Sicuramente, la prima impressione che si ha, ascoltando questo “The Formation Of Damnation” è che, le sonorità decisamente più black e death del capolavoro “The Gathering” (il precedente lavoro), siano state messe da parte per riprendere suoni e ritmiche più legati al valido passato dei nostri e ad album come “Low” o “The New Order”, per citarne giusto un paio. E che dire, se non che i risultati sono davvero ottimali? Un ottimo album di puro trash metal, senza fronzoli, senza sbavature, ma perfetto in ogni suo aspetto: veloce, spietato, massacrante e a tratti anche un po’ cupo. Che chiedere di più da questo atteso ritorno, se non una prestazione eccellente di ogni singolo componente, che supera se stesso in ogni singolo pezzo? Questa, in sintesi, l’ultima e attesa fatica dei Testament, una fatica che non poteva non aprire le danze con la gradevole intro “For The Glory Of…”, che ben lascia intendere quelle che sono le caratteristiche delle tracce che seguiranno, come le due granitiche song successive: “More Than Meets The Eye” e “The Evil Has Landed”. La prima suona come un macigno che non ti lascia scampo, perché tosta, diretta, accattivante nel ritmo e con dei riff di chitarra al vetriolo che ti lasciano senza parole. Sulla stessa ottima linea, anche la seconda che si apre con una batteria rullante e una grinta del singer che testimonia come sia tornato più in forma che mai, senza dimenticare però, anche in questo caso, uno spettacolare assolo di chitarra stridente. Entrambe, comunque, ricordano molto da vicino le sonorità di “Low”.

E la scarica di energia prosegue con la title-track “The Formation Of Damnation”, che suona però un po’ più cupa, più death insomma, rispetto al resto dell’album, ma che di certo non delude per la velocità e la precisione impressionante di Bostaph alle pelli. Un attimo di pausa si ha invece con la quasi melodica “Dangers Of The Faithless”, che permette quindi al metaller in ascolto di riprendere fiato prima di buttarsi a capofitto nell’ascolto del miglior pezzo di questo lavoro: “The Persecuted Won’t Forget”: una traccia grintosa, spaventosa per la potenza del suono di ogni singolo strumento, perfetta e impeccabile in ogni suo aspetto, forse anche per via di qualche cambio di tempo che rende il tutto ancora più interessante. Una batteria stratosferica e ai limiti del normale la fa da padrone in “Henchman Ride” che lascia poi spazio al mid-tempo “Killing Season”. “Afterlife”, invece, è tra le mie preferite perché coinvolgente, ipnotica nel suono e per la perfezione e la grinta di chitarre e batteria che non si risparmiano neanche per un secondo. Ma c’è ancora spazio per altri due pezzi, prima di chiudere il pogo sfrenato, quindi ecco prima “False Evidence Appearing Real (F.E.A.R.)” e poi la conclusiva “Leave Me Forever”, che si apre con un bel giro di basso che finalmente si mette in grande spolvero per tutta la durata della song e che ci accompagna con grande maestria fino alle note conclusive di questo nuovo capolavoro dei Testament.

Insomma che dire di più? Niente, se non che The Formation Of Damnation è un grande album per il tanto atteso ritorno di una grande icona del trash metal… Bentornati Testament!!!

www.testamentlegions.com

Tracklist:
1. For The Glory Of
2. More Than Meets The Eye
3. The Evil Has Landed
4. Formation Of Damnation
5. Dangers Of The Faithless
6. The Persecuted Won’t Forget
7. Henchman
8. Killing Season
9. Afterlife
10. False Evidence Appearing Real (F.E.A.R.)
11. Leave Me Forever

Band:
Chuck Billy – voce
Eric Peterson – chitarra
Alex Skolnick – chitarra
Greg Christian – basso
Paul Bostaph – batteria

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