Arrivando verso il Legend Club, nella serata di mercoledì 1° aprile, con un cielo ancora chiaro che riesce a resistere al buio con sempre più tenacia, una lunga fila si scorge fin dall’ingresso al club. Numeroso è il pubblico accorso per i Villagers of Ioannina City.
La fila scorre lenta ma decisa, un po’ di ritardo sulla tabella di marcia ma senza risultare eccessivamente pesante; il club prende sempre più forma, fino ad arrivare alla sua completezza già dall’arrivo della band di apertura della serata: gli Humulus.
HUMULUS
Gli Humulus sono una band italiana stoner, con influenze rock psichedeliche, nata a Bergamo nel 2009. Il gruppo è formato da soli tre membri e si distingue per un sound ispirato agli anni ’60 e ’70, con influenze che richiamano il rock vintage, il blues e il desert rock.
Il gruppo arriva sul palco e inizia uno show di stoner puro, alternando una canzone all’altra come un unico proseguo della stessa traccia; lo stile è molto marcato, l’identità della band riesce a trasparire in maniera netta, grazie a riff di chitarra egregiamente eseguiti e a dei ragazzi che hanno fatto del rock la loro missione. Personaggi stravaganti ma molto legati al loro pubblico e grati al calore dimostrato dall’audience nei loro confronti, suscitando entusiasmo anche in coloro che non conoscevano la band e assistevano a una loro performance per la prima volta.
I pezzi proposti dalla band non si diversificano tanto tra loro, ma sicuramente si percepisce all’interno della scrittura e degli arrangiamenti una volontà ben precisa: non stravolgere il genere ma affermarlo con decisione e grinta.
Nel corso della loro carriera gli Humulus hanno pubblicato diversi album, spesso caratterizzati da atmosfere fuzz, riff sostenuti e parti strumentali molto dilatate. Tra i loro lavori più noti ci sono “Humulus” (2012), “Electric Walrus” (2014) e “The Deep” (2018).
VILLAGERS OF IOANNINA CITY
Dopo una breve pausa di 15/20 min, arrivano i grandi protagonisti della serata. I Villagers of Ioannina City sono una band greca nata nel 2007 a Ioannina, che fonde rock psichedelico e stoner con elementi della musica tradizionale greca.
La formazione è a cinque membri fissi, guidati dalla voce di Alex Karametis, più musicisti aggiuntivi intercorsi sul palco nel corso della serata. La band risulta di una precisione nell’esecuzione da disco; anche le sporcature causate dagli strumenti a fiato, ovvero cornamusa e kaval, non disturbano ma, al contrario, accentuano questa aura folkloristica e dinamica che i Villagers of Ioannina City sono in grado di creare.
Il mix tra elementi tradizionali e rock più moderno risulta chiave vincente della band; in pochi ci riescono e sicuramente il loro progetto musicale risulta tra i più seguiti e apprezzati in tal senso. La band ringrazia il suo pubblico attraverso la voce del proprio frontman che, con un inglese accentato greco, porge gratitudine ai suoi spettatori, ringraziandoli per il sostegno alla band.
Il gruppo suona per circa 1 ora e 40 min, proponendo diversi brani tra passato e presente. Tra i pezzi che sicuramente non si possono non citare ci sono Dance of Night e Father Sun. Il loro album più famoso, “Riza” (2014), ha ricevuto grande apprezzamento per la capacità di unire folk balcanico e rock moderno. Durante il live vengono proposti due brani dell’album, ovvero Ti Kako e Skaros.
Sono sicuramente considerati una delle realtà più originali della scena stoner/psychedelic europea, grazie al loro sound distintivo e alle influenze culturali molto marcate.
Setlist:
- Home
- Age of Aquarius
- Skaros
- Dance of Night
- Arrival
- Father Sun
- Millennium Blues
- Venceremos
- Ti Kako
- Ghost in the Sky
- For the Innocent
- Zvara
- Requiem (Encore)
Comments are closed.