Century Media Records – 2020

I Voivod mi fanno sempre tornare indietro nel tempo, precisamente verso la seconda metà degli anni ottanta quando iniziai ad ascoltarli e a capirli. I Voivod non sono mai stati una band da colpo di fulmine, non sono mai stati una band facile e anche per questo, una volta entrati nel loro mondo difficilmente lo si abbandona.
L’evoluzione che la band ha avuto tra il 1984 (‘War And Pain’) e il 1993 (‘The Outer Limits’) è impressionante. Pur mantenendo una precisa identità la band canadese è passata con disinvoltura da un rozzo proto thrash metal che via via si è evoluto verso una forma musicale che ha incorporato elementi progressive, psichedelici e futuristici. Difficile inserire i Voivod in una categoria precisa, ma in fondo ce n’è davvero bisogno? Non credo, i Voivod sono semplicemente i Voivod, questo dovrebbe bastare.
Come sempre al timone della band troviamo gli storici Denis Belanger (Snake) alla voce fuoriuscito dal gruppo per qualche anno e poi rientrato, e Michel Langevin (Away) alla batteria, autore tra l’altro delle uniche e particolari copertine, a cui si aggiungono Dominique Laroche (Rocky) al basso e Daniel Mongrain (Chewy) che ha avuto il difficile compito di sostituire Denis D’Amour (Piggy) scomparso nel 2005 per un brutto e incurabile male.
Nonostante le avversità e alcuni problemi, la carriera dei Voivod non si è mai interrotta e oggi parliamo di un nuovo live album, ‘Lost Machine-Live’ registrato a Quebec City durante l’ultimo tour. Tredici canzoni, un po’ poche a dire il vero, una scaletta che tralascia le ultime produzioni salvo tre songs tratte dall’ultimo album ‘The Wake’ del 2018 e anche alcuni album capolavoro come ‘Angel Rat’ del 1991 e ‘The Outer Limits’ del 1993.

Partendo dal presupposto che un concerto della band canadese va vissuto fisicamente dal vivo, un po’ per la carica che i nostri sprigionano sul palco, un po’ per via delle immagini e delle luci che assieme alla musica creano un tutt’uno di grande effetto, questa nuova testimonianza live ci trasmette delle sensazioni positive e sin da subito si entra nell’universo sonoro dei Voivod, un universo a tratti allucinato, un viaggio che oscilla tra finzione e realtà.
Il concerto si apre con ‘Post Society’ e ‘Psychic Vacuum’, il presente (la prima) ed il passato dei Voivod, si entra già nel vivo dell’esibizione senza troppi fronzoli e inutili orpelli.

The Prow’ dal piccolo capolavoro che corrisponde a ‘Angel Rat’ e ‘Into My Hypercube’ sono tra i momenti migliori del concerto in quanto a intensità e coinvolgimento, due gemme del repertorio dei Voivod, così diverse tra loro ma allo stesso modo facenti parte di un mondo musicale ormai via in estinzione.
Overreaction’ da ‘Killing Technology’ (un album che all’epoca era davvero avanti anni luce) nonostante abbia più di trent’anni non smette di avere quella carica esplosiva degli anni d’oro, da applausi l’assolo di chitarra di Chewy, degno successore di Piggy.
Altri brani degni di nota sono ‘Fall’, ‘The Lost Machine’ e ovviamente ‘Astronomy Domine’ cover dei Pink Floyd, altro momento allucinato in perfetto Voivod-style.

In chiusura, presentata in francese da Snake con una dedica per lo scomparso Piggy, ‘Voivod’ un ultimo tuffo nel passato agli albori del grezzo thrash metal alla Voivod.

Sono passati molti anni, a volte troppi, ma parlare ancora oggi dei Voivod mi mette di buon’umore, questo nuovo live album è una testimonianza positiva della longevità e dell’unicità di questi ragazzacci canadesi.

www.voivod.com

Tracklist:

1.Post Society
2.Psychic Vacuum
3.Obsolete Beings
4.The Prow
5.Iconspiracy
6.Into My Hypercube
7.The End Of Dormancy
8.Overreaction
9.Always Moving
10.Fall
11.The Lost Machine
12.Astronomy Domine
13.Voivod

Band:

Denis “Snake” Belanger – voce
Daniel “Chewy” Mongrain – chitarra
Dominic “Rocky” LaRoche – basso
Michel “Away” Langevin – batteria

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