Voivod + Nightrage + Game Over @ Largo Venue, Roma – 19 settembre 2018

La mia prima volta in assoluto al Largo Venue mi lascia abbastanza soddisfatto: a prima vista il locale è ampio, areato e con una buona acustica (condizioni non scontate, se conoscete un minimo la situazione media romana… ): quando arrivo, infatti, i ferraresi Game Over hanno iniziato il loro set da quindici minuti (sia sempre ringraziato il Pigneto per la sua enorme quantità di parcheggi), e questo mi permette di apprezzare gli ottimi suoni del locale.
Il genere proposto da questi ragazzi è thrash metal puro e semplice, suonato bene, con tutte le influenze del caso: Nuclear Assault, Death Angel, Overkill e via dicendo.
Questi ragazzi ci mettono molta carica ed energia, anche se personalmente trovo il genere musicale proposto poco interessante da diversi anni.
Ampiamente promossi comunque, per il loro impegno, la genuinità e il livello della performance.

Setlist:

– Evil Clutch
– Seven Doors To Hell
– Two Steps In The Shadows
– Last Before The End
– Masters Of Control
– Another Dose Of Thrash
– Neon Maniacs

Non posso esprimermi altrettanto favorevolmente per i Nightrage; facendo mente locale, ricordo che già nel ’99 – 2000 ritenevo il death melodico svedese ampiamente arrivato al capolinea… figuriamoci ora, mentre sto ascoltando sostanzialmente un mix di At The Gates ed In Flames, il quale mi causa ben più di qualche sbadiglio.
Sul serio, non me ne vogliano i loro fans, arrivare alla fine del loro set per il sottoscritto è stata veramente impresa ardua. Decisamente non la mia cup of tea, alzo le mani.

Setlist:

– Being Nothing
– In Abhorrence
– From Ashes Into Stone
– Scathing
– The Venomous
– Wearing A Martyr’s Crown
– Affliction
– Spiral
– The Tremor

Cosa dire sui Voivod che non sia già stato ampiamente scritto?
La band canadese festeggia i trentacinque anni di attività, ripescando canzoni quasi da ogni album e proponendo in aggiunta alcuni estratti dal nuovo “The Wake”.
Rispetto a quando li vidi l’ultima volta – nel 2011 all’Init – al basso troviamo Dominique “Rocky” Laroche, il quale ormai da quattro anni ha preso definitivamente il posto di Jean-Yves “Blacky” Thériault.
Arrivati a questo punto della serata, l’affluenza purtroppo non è quella delle migliori occasioni, un centinaio di persone circa. Essendo un mercoledì è anche comprensibile, ma gli organizzatori, nel fissare questa data, hanno considerato quella tenutasi l’anno scorso? Riproporre dopo così poco tempo la stessa band, secondo me, è controproducente… poi ognuno tragga le proprie conclusioni.
Per il resto, i canadesi sul palco fanno sempre il loro lavoro con ironia e allo stesso tempo professionalità, proponendo il loro collaudato mix di thrash e progressive metal, anche se ormai da qualche anno la voce di Denis “Snake” Bélanger non è più la stessa (le cinquantaquattro primavere si fanno sentire… ).
Personalmente avrei voluto ascoltare più materiale dai primi album, essendo questo tour un occasione per la band di celebrare sé stessa; anche l’assenza di canzoni come “Astronomy Domine” o qualsiasi estratto da “Rrröööaaarrr” è secondo me abbastanza grave.

Ma tant’è.
Alla prossima.

 

Setlist:

– Post Society
– Ravenous Medicine
– Obsolete Beings
– Technocratic Manipulators
– Into My Hypercube
– Iconspiracy
– The Prow
– Order of the Blackguards
– Fall
– Always Moving
– The Lost Machine
– Voivod
– Overreaction

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