La scuola serve. E’ una palestra di vita, ti responsabilizza, ti fa soffrire ma anche gioire, ti insegna se vuoi lasciarti guidare ma può anche essere noiosa se la vivi passivamente.
La scuola genera amicizie, alcune che durano per tutta la vita, altre passeggere che ben presto cadono nel dimenticatoio.

Siamo in Inghilterra a Sheffield, fine anni settanta, e proprio sui banchi di scuola nascono i Def Leppard, una band dalla vita travagliata che ancora oggi infiamma le platee a suon di rock.
Da qualche anno il punk è il genere che ha un po’ stravolto gli schemi, un genere che si contrappone alla complessità del progressive ponendosi come l’opposto che stupisce e fa storcere il naso. C’è voglia di qualcosa di fresco e nuovo e proprio in Inghilterra nasce un movimento chiamato NWOBHM, una nuova versione dell’heavy metal questa volta senza contaminazioni, più diretto e semplice.

Dopo essersi fatti le ossa nei club e aver completato la formazione della band (ricordiamo che il primo nucleo pre-Leppard si chiamava Atomic Mass), i Def Leppard pubblicano il 14 marzo del 1980 il loro album di debutto, ‘On Through The Night’.
Joe Elliott alla voce, Rick Savage al basso, Rick Allen alla batteria, Steve Clark e Pete Willis alle chitarre, questi sono i Def Leppard del 1980, anno in cui uscirono grandi album come ‘Depature’ dei Journey, ‘Ace Of Spades’ dei Motorhead, ‘Back In Black’ degli AC DC, ‘British Steel’ dei Judas Priest e tanti altri.

Il primo album dei Def non è un capolavoro, quelli arriveranno qualche anno più tardi, però rimane una testimonianza genuina e piacevolmente frizzante di un’epoca che non c’è più ma che ha lasciato tanto per noi e per le generazioni future.
La band è convinta dei propri mezzi, il lavoro in sala prove è estenuante e oltre alla voglia di divertirsi, c’è anche tanta voglia di farsi conoscere e realizzare un sogno. Tempo al tempo, anche questi obiettivi si concretizzeranno più avanti.
Oggi i Def Leppard sono una band da oltre cento milioni di dischi venduti, record su record, una band simbolo, proviamo per qualche istante a immaginarceli prima di tutto questo.

L’album si presenta con una bella copertina che ritrae un’imponente truck che trasporta una chitarra coperta da un telo e la produzione affidata a Tom Allom (The Colonel…), direi che come inizio non c’è male.
Per quanto riguarda la musica, ovviamente siamo lontanissimi dal sound che ha portato i Def Leppard sul tetto del mondo per molti anni, qui tutto è meno sofisticato e magniloquente, ma altamente esplosivo e ruspante.
Rock Brigade’, ‘Hello America’, ‘Wasted’, un tuffo nell’heavy metal primigenio dei primi anni ottanta. I Def Leppard forse heavy metal non lo sono mai stati fino in fondo, però hanno flirtato con questo genere con ottimi risultati.
L’intensa ‘Sorrow Is A Woman’ e la complessa e lunga ‘Overture’ denotano già una certa maturità in sede compositiva, aspetto che album dopo album sarà sempre più evidente.
Nel mezzo altre buone song come ‘Satellite’ e ‘Rocks Off’ sempre in bilico tra hard & heavy, insomma un debutto di tutto rispetto che va apprezzato e per chi non lo conoscesse rivalutato.

Nel corso degli anni, diciamo da ‘Hysteria’ in avanti, la band ha praticamente dimenticato le song di questo primo album, mi riferisco alle scalette dal vivo, salvo poi recuperare qualche canzone negli ultimi tempi.
Ragazzi sono passati quarant’anni, tanti, davvero tanti, ma i Def passando attraverso le difficoltà, i successi, le cadute sono ancora in pista. Non saranno più quelli di una volta, però a me vederli sul palco e sentire la loro musica mi da ancora un sacco di emozioni.

Voglio chiudere questo articolo con un piccolo ricordo di Steve Clark, primo indimenticato chitarrista dei Leppard.
Steve è morto nel 1991. Il suo sguardo a tratti timido, le occhiate di intesa con i membri della band, il suo stile genuino e personale, la chitarra appena sopra le ginocchia. Non l’ho mai conosciuto di persona, non posso sapere che persona fosse e che problemi avesse. Mi limito a giudicare la sua musica e quello che mi ha trasmesso. Una volta all’anno un mio piccolo pensiero va a lui.

Side One:

1.Rock Brigade
2.Hello America
3.Sorrow Is A Woman
4.It Could Be You
5.Satellite
6.When The Walls Came Tumbling Down

Side Two:

1.Wasted
2.Rocks Off
3.It Don’t Matter
4.Answer To The Master
5.Overture

Band:

Joe Elliott – voce
Steve Clark – chitarra
Pete Willis – chitarra
Rick Savage – basso
Rick Allen – batteria

 

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