2025 – earMUSIC

Bastava aspettare 52 anni per ritrovare Dennis Dunaway, Michael Bruce e Neal Smith in un disco con Vincent Furnier, meglio noto col nome d’arte di Alice Cooper. Cinquantadue anni nei quali il tenebroso di Detroit ha percorso una fortunata carriera solista e i suoi sodali, non da meno, hanno collaborato in dozzine di produzioni con altrettanto altisonanti nomi.

Per capire il perché, il come e il quando, vi rimando all’intervista alla band originale del 1968. Inutile, al momento, aspettarsi un tour a supporto del disco perché, come riferito dagli stessi musicisti, è stata più una rimpatriata tra amici che una proposta da portare sui palchi.

L’avventura è stata fortemente consigliata e guidata dal produttore Bob Ezrin (Lou Reed, Kiss, Pink Floyd, Deep Purple e letteralmente centinaia di altri), il quale è sempre stato intimo della band fin dagli esordi, arrivando anche a proporre lo studio – un sito in Pennsylvania – per riportare in vita lo spirito ribelle degli anni ’70.

Orsù, abbiamo aspettato 52 anni e, bando alle ciance, posiamo la puntina sul disco per vedere cosa ne esce, visto che di novità a corollario ce ne sono molte.

Si parte col singolo (già uscito da un mese) Black Mamba, che inizia col classico stile Cooper: una recita teatrale con sottofondo spettrale. E perché no? Parte una canzone sensuale, flautata, calda, dissimile dal metal e più vicina all’introspezione, al blues.
Casualità? Ovviamente no, vista la presenza aggiuntiva alla chitarra di Robby Krieger (i Doors vi dicono nulla?), storico amico dagli anni ’60. In aggiunta al minestrone, i nostri eroi hanno mescolato parti del compianto Glen Buxton, usando vecchie registrazioni incise su cassetta e ritrovate in uno scatolone.

Se questo non basta per stimolare la lacrimuccia, continuiamo l’ascolto per incontrare Wild Ones e Up All Night: questo è rock’n’roll eseguito con classe a secchiate. Ci sono tutti gli ingredienti della ribellione, della cultura che ha dato i natali a dischi eterni e ha contaminato l’intero pianeta, forse solo l’India esclusa.

I “ragazzini” suonano con maestria e l’Alice nazionale ci mette il carico da undici con rime e cori da applauso, vedi Blood on the Sun.

È puro divertimento hard rock, passando tra One Night Stand e Crap That Gets in the Way on Your Dreams, brani di facile ascolto che fanno muovere il piedino, mettono di buonumore e lasciano un sapore buono in bocca, come il rum dopo un sigaro cubano.

Famous Face la vedo come una possibile hit, vediamo se il futuro mi darà ragione. La causa è una mirabile parte di chitarra, un’accattivante melodia e una esecuzione perfetta.

Si spazia tra influenze degli anni ’60 con Money Screams e What a Sid, mentre si accelera un pochetto con Inter Galactical Vagabond Blues. Come ho detto alla band durante l’intervista, risulta palese che si siano divertiti a vagonate: il disco lo trasmette nella sua semplicità. Come direbbero i tedeschi di 200 anni fa, è “durchkomponieren”, ossia “composto attraverso”, frutto di emozioni palpabili nella musica.

Esattamente ciò che succede in What Happened to You e I Ain’t Done Wrong, mentre la ballata la troviamo con See You on the Other Side.
Bonus track blues: Return of the Spiders, e si conclude il percorso con Titanic Overunderture.

Un grande applauso alla tecnica, alla musica e al rock crudo. E a chi dice che non sia nulla di nuovo replichiamo: E MENO MALE.
It’s only rock’n’roll, but we like it.


Tracklist:

  1. Black Mamba
  2. Wild Ones
  3. Up All Night
  4. Blood on the Sun
  5. One Night Stand
  6. Crap That Gets in the Way on Your Dreams
  7. Famous Face
  8. Money Screams
  9. What a Sid
  10. Inter Galactical Vagabond Blues
  11. What Happened to You
  12. I Ain’t Done Wrong
  13. See You on the Other Side
  14. Return of the Spiders (Bonus Track)
  15. Titanic Overunderture

Formazione:

Alice Cooper – voce
Michael Bruce – chitarra ritmica, tastiere e cori
Dennis Dunaway – basso e cori
Neal Smith – batteria e cori
Robby Krieger – chitarra aggiuntiva su Black Mamba
Glen Buxton – registrazioni d’archivio integrate in alcuni brani

 

 

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