Tre album realizzati con oltre 250.000 copie vendute nel mondo, sei dischi d’oro conquistati in Svezia, quattro tour europei e tre americani da headliner negli ultimi quattro anni, 80 milioni di “clic” su Spotify ed oltre 40 milioni su YouTube: l’ascesa al successo della band degli Amaranthe sembra davvero inarrestabile.

Il sestetto svedese, fautore di un sound moderno che travalica un po’ tutti i generi musicali dal power metal al synth pop caratterizzato dalla presenza in line up di ben tre lead vocalist, è pronto a tornare tra un paio di mesi sul mercato con un nuovo album, al quale farà seguito l’ennesimo tour europeo, questa volta in compagnia di Sonic Syndicate e Smash Into Pieces (saranno al Live di Trezzo il prossimo 17 novembre).

Abbiamo incontrato la band poche ore prima della loro esibizione all’ultimo Sweden Rock Festival (qui potete leggerne il live report): ecco cosa ci hanno raccontato il chitarrista e principale compositore Olof Mörck e la bella cantante Elize Ryd.

LLRNR: Ciao ragazzi e benvenuti a LongLiveRocknRoll. Parliamo subito del vostro nuovo album “Maximalism”, che uscirà nel prossimo mese di ottobre (per l’esattezza il 21 su Spinefarm Records, ndr): cosa potete dirci a tal proposito? Si tratterà di una naturale progressione sulla scia dei vostri precedenti lavori, oppure ci sarà qualcosa di nuovo, sia a livello compositivo che di sonorità e produzione?

ELIZE: Ci sarà ovviamente qualcosa di nuovo, perché siamo una band a cui non piace ripetersi e fare sempre le stesse cose: sarebbe davvero noioso, non trovi? Abbiamo provato ad inserire nuove influenze, e credo proprio che ci siamo riusciti, ma ci sono anche alcuni brani con sonorità simili a quelle dei nostri precedenti lavori, in particolare a quelle di “Massive Addictive”, un album che ci ha davvero soddisfatti e che credo ci rappresenti in pieno: abbiamo quindi cercato di partire da lì e di sviluppare il nostro sound e renderlo ancora più “estremo”.

LLRNR: Estremo in che senso?

ELIZE: Non saprei bene come spiegartelo… (ride, ndr)

OLOF: Direi che è estremo in ogni direzione…

ELIZE: E’ un album molto variegato: c’è un brano ad esempio nel quale accanto a delle strofe molto accattivanti e più tranquille del solito si affianca un coro con un ritmo molto veloce. Ci sono canzoni molto differenti fra loro su questo nuovo lavoro. A livello lirico devo poi dirti che abbiamo cercato di incentrare i nostri testi maggiormente sulla persona umana, perché nei nostri precedenti lavori ci eravamo incentrati forse anche troppo su temi futuristici, tipici di un mondo digitale e poco umano.

LLRNR: Parliamo del concerto che terrete qui tra poche ore: ricordo che l’ultima volta che siete stati qui allo Sweden Rock Festival nel 2013 avete suonato su un palco più piccolo, di fronte ad una vera e propria marea di persone, come raramente capita di vedere davanti al “4Sound Stage”. Fu sicuramente un grande successo, tanto che quest’anno vi hanno invitato a suonare sul più grande “Sweden Stage”: di questo passo tra qualche edizione vi ritroverete a suonare sul palco principale probabilmente…

ELIZE: E’ il nostro obiettivo quello di arrivare a suonare sul “main stage”!

OLOF: Pensa che in realtà ci era stato chiesto già quest’anno di suonare sul “Festival Stage”, però di pomeriggio. Ma siccome volevamo proporre uno show ricco di fuochi pirotecnici e cose del genere, abbiamo preferito concordare con l’organizzazione del Festival di farci suonare su uno palco un po’ più piccolo, ma alla sera.

LLRNR: Cosa dobbiamo aspettarci quindi dal vostro show di questa sera? Avete in mente qualcosa di particolare? Suonerete magari per l’occasione qualche canzone dal nuovo album in uscita? Oppure qualche altra canzone che non suonate spesso dal vivo?

ELIZE: Suoneremo la medesima setlist del nostro tour americano dello scorso anno. Sfortunatamente non presenteremo nessun pezzo dal nuovo album, perché faremo uscire il primo singolo solo il prossimo settembre e quindi sarebbe un po’ troppo presto. Anche perché non è nemmeno ancora stato registrato (ride, ndr). Avremo a disposizione un’ora e un quarto di show, durante il quale suoneremo comunque tutte le hits dei nostri tre album. Ma quello che davvero mi entusiasma è che avremo, come diceva prima Olof, i pyros: una cosa per noi inusuale visto che quando suoniamo al chiuso ovviamente non possiamo usarli. Sarà davvero divertente!

OLOF: Se devo fare un paragone con l’ultima volta che abbiamo suonato qui allo Sweden Rock Festival, devo dire che adesso siamo diventati un live act decisamente migliore, molto più affiatato e con molta più esperienza. Spero non si sia notato troppo, ma nel 2013 ci furono un sacco di problemi tecnici, problemi che a volte possono accadere ad un festival, a causa dei veloci cambi palco e del fatto che non puoi sempre fare un adeguato sound check. Questa volta, come ho anche detto in una precedente intervista, abbiamo con noi una squadra fantastica, tutta la nostra macchina è ben oliata e ciò fa sì che tutti noi ci si senta molto più sicuri sul palco, pronti ad offrire il miglior show possibile. Speriamo che il pubblico apprezzi.

ELIZE: Per un artista, sia esso un cantante, un musicista o un compositore, la cosa più importante è quella di crescere come tale, cercando di migliorarsi costantemente. Abbiamo il nostro corpo, la nostra voce, il nostro modo di suonare e dobbiamo provare lavorare su questi elementi: probabilmente non riusciremo mai a cambiare ciò che siamo, ma dobbiamo avere sempre l’ambizione di migliorare e di cercare di essere simili a degli eroi, come cantiamo nel brano “Invincible”. Sul palco pertanto dobbiamo sempre dare il massimo: è difficile, ma questo deve essere il nostro obiettivo, dobbiamo provare sempre a dare al pubblico il miglior spettacolo possibile e vogliamo che la gente si accorga che negli ultimi anni siamo davvero migliorati, altrimenti per noi sarebbe un fallimento.

LLRNR: Quali sono le principali differenze nel suonare ad un grosso festival come lo Sweden Rock rispetto ad un proprio show da headliner? C’è lo stesso tipo di pressione? Oppure pensate che ad un festival occorra dare ancora di più il massimo per conquistare nuovi fans che magari non conoscono ancora gli Amaranthe?

OLOF: Ovviamente suonare di fronte alla folla enorme di un festival è una cosa davvero fantastica che ti dà un sacco di energia, anche quando magari il pubblico non risponde così bene come ad un tuo concerto da headliner: vedere tutta quella gente davanti ai tuoi occhi non può che spronarti a fare del tuo meglio per riuscire a farla divertire. Viceversa, quando stai suonando uno show da headliner in posti come Tokyo, Mosca o New York, sai che il pubblico e lì solamente per te e quindi non puoi assolutamente deluderlo: ognuna di queste due situazioni, per ragioni differenti, ti spinge a dare assolutamente il massimo. Indipendentemente dal tipo di show cui stiamo partecipando, quello che ci interessa è di fare del nostro meglio per intrattenere il pubblico, anche se poi sappiamo che un’ottima performance ad un grosso festival come questo non può che far avvicinare agli Amaranthe un sacco di nuovi fans. Questo poi alla fine è il motivo per il quale ogni nuova band è contenta di suonare ad un festival e ci viene volentieri: per questo non vediamo l’ora di salire sul palco stasera!

LLRNR: Qual è il vostro ultimo pensiero prima di salire sul palco? E quale invece il vostro primo pensiero una volta che tornate in camerino dopo il concerto?

ELIZE: Il mio primo pensiero prima di salire sul palco…

OLOF: L’ultimo pensiero…

ELIZE: Ah sì, scusami, l’ultimo… Mmm, non saprei… Oh mio Dio, che domanda difficile, non ci ho mai pensato! Non appena sento le note dell’intro, cerco di concentrarmi su me stessa e sulla musica, cercando di non pensare a qualsiasi altra cosa… Ah ecco: penso che forse dovrei andare in bagno, perché mi sembra sempre che mi scappi la pipì! E per quanto riguarda l’ultima cosa che penso quando torno in camerino…

OLOF: La prima…

ELIZE: Oddio, scusami ancora: ho dormito solo un paio d’ore, non mangio da stamattina e sono un po’ agitata per il concerto di stasera… ma stai tranquillo che le canzoni me le ricordo ancora eh, te lo giuro! (risate generali, ndr). Ho solo il cervello un po’ addormentato, ho bisogno di mangiare qualcosa. Che è poi il mio pensiero in questo preciso momento… Comunque ti dicevo… il mio primo pensiero quando rientro in camerino è “Quali errori ho commesso?” (ride, ndr), così chiedo a tutti “Cosa è successo? Ho sbagliato qualcosa?”: solitamente sono molto concentrata su di me, perché sono una perfezionista e quindi mi rendo subito conto se qualcosa è andato storto. Quando invece sappiamo che lo show è andato alla grande, siamo tutti di ottimo umore e pronti a far festa, tanto che l’adrenalina in questo caso mi tiene poi sveglia fino alle sei del mattino.

OLOF: Io invece, prima di salire sul palco, penso quasi sempre alla stessa cosa: durante il nostro intro, quando entriamo sul palco uno per volta in maniera molto teatrale, normalmente il palco è piuttosto buio e ci sono cavi dappertutto. Ecco in quel momento penso sempre “Non inciampare!”.

ELIZE: Davvero? Interessante, non la sapevo questa cosa… Non ci ho mai pensato in effetti.

OLOF: Credimi, è meglio che non ci pensi, perché quando cominci a guardare i cavi per terra è la volta buona che vai in confusione e inciampi sul serio…

ELIZE: Mi hai fatto venire in mente un’altra cosa a cui penso prima di salire on stage. Mi concentro su quando è il mio turno di entrare in scena, perché ho paura di dimenticarmelo: io sono il numero cinque, subito dopo Jake (E. Lundberg, uno degli altri due cantanti, ndr), quindi vado sempre a cercarlo per mettermi in fila dietro di lui ed essere sicura di non sbagliare! Ecco, questa è veramente l’ultima cosa cui penso prima dell’inizio dello show!

LLRNR: Cosa pensate del vostro crescente successo in tempi brevi? Ne siete rimasti sorpresi o eravate ben consci delle vostre potenzialità?

OLOF: Si è trattato di una cosa molto graduale in realtà. Sembra sia passato un milione di anni da quando pubblicammo le nostre prime canzoni su MySpace ottenendo i primi responsi positivi da parte del pubblico e da lì in poi il nostro successo è cresciuto gradualmente. Certo, in alcune fasi della nostra carriera la nostra fama è aumentata in maniera molto rapida, ma alla fine si è comunque trattato di una cosa talmente graduale che per noi è difficile dire “Ok, adesso siamo davvero grandi!”: non ci è capitato da un giorno all’altro o da una settimana all’altra, come può invece succedere ad un artista pop che dal mattino alla sera si ritrova in vetta a tutte le classifiche. Ci siamo costruiti il successo rimanendo costantemente in tour, facendo un sacco di interviste e promozione ed apprezziamo davvero il fatto che il nostro pubblico compri i nostri album e che li ascolti dall’inizio alla fine, senza limitarsi ai nostri brani più famosi.

LLRNR: Sembrate essere una band davvero molto affiatata e unita on stage: siete così uniti anche giù dal palco? Continuate a frequentarvi anche quando non siete in studio o in tour, oppure sentite la necessità di starvene un po’ per vostro conto o con le vostre famiglie?

ELIZE: Ultimamente devo ammettere di essere oramai “dipendente” dagli altri membri del gruppo: sono diventati una parte così grande della mia vita che adoro frequentarli anche fuori dal lavoro. Quando non siamo insieme sento che mi manca qualcosa: siamo diventati inseparabili. Per dirti: alla fine dello scorso tour, appena arrivata a casa io ho chiamato subito Olof…

OLOF: In effetti, una volta tornati a casa, continuiamo a frequentarci spesso anche nel nostro tempo libero. Per esempio: quando qualche mese fa ci siamo presi una pausa prima di iniziare a comporre i brani del nuovo album, io ed Elize ci siamo visti quasi tutti i giorni ed è stato divertente ritrovarci a fare cose diverse da quelle che facciamo di solito, come cucinare insieme o farci lunghe chiacchierate. Era la prima volta che ci prendevamo una pausa così lunga e sono riuscito davvero a capire quanto mi mancassero quei cinque pazzi coi quali ero appena stato in tour. Ovviamente, come puoi immaginare, non è così facile vederci spesso tutti insieme perché non abitiamo tutti vicino, ma appena abbiamo l’occasione cerchiamo di vederci ed è fantastico notare come questa cosa non possa che contribuire a rafforzare il nostro affiatamento anche come band.

LLRNR: Quanto è difficile stare in tour con una ragazza? Voglio dire: una ragazza ha bisogno dei suoi tempi e dei suoi spazi. È Elize una sorta di “maschiaccio” molto ben camuffato oppure è la principessina del vostro tour bus?

OLOF: Credo proprio che dovresti chiedere a lei quanto sia difficile stare in tour con cinque uomini…

ELIZE: Non è per nulla difficile… Ti dico subito che io penso di essere la persona meno femminile della band! Non fraintendermi: non penso di essere un uomo e sono davvero felice di essere una donna, ma non nel modo in cui tutti pensano che una donna debba necessariamente essere. Per esempio: ci sono alcuni ragazzi nella band che trascorrono delle ore in bagno per sistemarsi i capelli; io, al contrario, non faccio nulla, sono molto naturale dal quel punto di vista e, anche se per esigenze di scena devo pettinarmi, mi piace farlo in fretta e non metterci tre ore, come invece uno si aspetterebbe da una ragazza. Le persone tendono sempre ad apprezzare le cose più specifiche del proprio sesso: ai ragazzi devono piacere determinate cose, alle ragazze altre. Per me questo non è un problema: se una cosa mi piace, mi piace e basta, senza pensare se sia una cosa da maschio o da femmina. Vivendo costantemente a contatto coi ragazzi della band ho scoperto che quando gli uomini parlano fra loro parlano delle stesse cose di cui parlano fra loro le ragazze, solo usando termini differenti; ho imparato molte cose su come gli uomini pensano e si comportano: alla fine sono uguali a noi donne e fanno le nostre stesse cose, anche se in maniera diversa. Per me non esiste alcuna distinzione di genere, da questo punto di vista, tra uomini e donne: le differenze sono state soltanto create dalla nostra società. Almeno io la penso così.

OLOF: Credo che Elize abbia davvero colto nel segno, perché quando io la vedo sul tour bus o in camerino prima dello show non mi capita mai di pensare a lei come ad una ragazza: in quel contesto è davvero irrilevante, capisci cosa voglio dire? È una musicista fantastica, una gran bella persona ed una mia carissima amica, ma il suo genere sessuale per me non è assolutamente importante. Può essere importante per il pubblico che la vede sul palco o per le ragazze che magari si identificano con lei ed è una cosa che capisco e rispetto: ma all’interno della band non è così. Forse all’inizio della nostra carriera, la pensavamo in modo diverso e abbiamo provato a trattarla come un maschio e per lei credo sia stata dura…

ELIZE: Oh, sì, era terribile…

OLOF: Adesso invece, anziché trattare Elize da maschio, preferiamo semplicemente trattarci tutti a vicenda senza fare più caso al genere sessuale.

ELIZE: Esattamente! E per quanto riguarda la nostra convivenza sul bus, ovviamente io sono una ragazza, sono diversa da loro: ho le tette! Ma al di là di questo le nostre necessità sono le stesse…

OLOF: Anche Wolf (il loro autista, ndr) ha le tette… (ride, ndr)

ELIZE: Una volta davo molta più importanza alla mia appartenenza di genere. Pensavo che, essendo una ragazza, dovevo per forza comportarmi in maniera diversa, pensare in maniera diversa e avere necessità diverse, ma poi ho iniziato a pensare a noi semplicemente come “esseri umani” e le cose sono cambiate.

LLRNR: Ho visto recentemente su Facebook alcuni divertenti video di Elize, mentre canta facendo i mestieri in casa oppure mentre ascolta una canzone dei Ghost a una festa. Quale tipo di relazione avete con i social networks? Sono solo un passatempo divertente o li ritenete invece utili per promuovere la band?

OLOF: Sono un mezzo davvero enorme! Elize è molto coinvolta dai social media, sia per il suo privato che soprattutto per le questioni riguardanti la band. Ci siamo accorti subito dell’importanza dei social networks sin da quando abbiamo iniziato a formare la band grazie a MySpace; questi nuovi mezzi di comunicazione sono efficientissimi per aiutare i nuovi gruppi a formarsi ed a crescere: senza di essi probabilmente non saremmo riusciti a farlo così in fretta. In questo senso, credo che siamo stati forse uno fra i primi gruppi metal a comprendere l’importanza dei social media e ad utilizzarli a nostro vantaggio, anche perché siamo nati praticamente insieme a loro: le altre band erano già famose e in giro da una quindicina d’anni quando per esempio è nato Facebook e quindi hanno iniziato ad utilizzarlo senza la particolare necessità di farsi conoscere, a differenza nostra che lo abbiamo utilizzato proprio con questo scopo.

LLRNR: Se doveste descrivere la vostra band a qualcuno che non ha mai ascoltato nulla degli Amaranthe, come descrivereste il vostro peculiare sound?

OLOF: Schizofrenico! (ride, ndr)

ELIZE: Forse qualcosa tipo “melodic death metal” con influenze pop, dance, rock: cerchiamo di miscelare tutto insieme con i nostri strumenti e trovare una formula che funzioni. Credo che il tutto alla fine possa ridursi alla giusta combinazione delle nostre personalità che vanno poi a costruire il sound degli Amaranthe: sta a voi cercare di capire cosa piaccia maggiormente ad ognuno di noi…

OLOF: Direi che forse possiamo dire che si tratti della perfetta combinazione delle nostre influenze musicali… quella stessa miscela di gusti ben bilanciata che puoi trovare in un vino italiano!

LLRNR: Sei appassionato di vini italiani?

ELIZE: Ovviamente sì! Adoro il Valpolicella come un sacco di gente qui in Svezia, ma apprezzo molto anche il Chianti Classico, il Nebbiolo e naturalmente il Barolo. E anche il Prosecco mi piace un sacco! (A questo punto Elize si mette scherzosamente ad imitare un sommelier definendo il sound degli Amaranthe come un corposo Poppidian Death dal forte retrogusto Metal, scatenando l’ilarità di tutti i presenti, ndr).

LLRNR: Per chiudere, una domanda per Elize: quali sono i tuoi cantanti preferiti in assoluto, non solamente in ambito rock/metal ma in generale?

ELIZE: Il mio cantante preferito in assoluto è Freddie Mercury! La sua voce è quella che mi ha colpito di più. A parte lui, mi sono sempre piaciute le voci degli Abba, in particolare quelle delle due ragazze. Ma Freddie è sempre stato il mio preferito e mi piacerebbe che ci fosse qualcuno in futuro in grado di calcarne le orme, ma temo sia molto difficile. So che domani i Queen suoneranno qui con Adam Lambert: mi hanno detto che è molto bravo, ma non ho ancora avuto occasione di vederlo e purtroppo non riuscirò a farlo nemmeno questa volta perché ripartiremo subito questa notte per la Finlandia.

Dopo foto e autografi di rito, ci congediamo da Elize e Olof ringraziandoli per la loro grande disponibilità e simpatia. Qui sotto potete vedere il loro video di saluti a LongLiveRocknRoll.

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