Il legame tra il thrash metal degli anni ’80 e la nascita del death metal è un argomento ampiamente dibattuto tra gli appassionati di musica estrema. In una recente dichiarazione, Alex Webster, storico bassista dei Cannibal Corpse, riflette chiaramente su come una band su tutte abbia tracciato il solco definitivo per l’evoluzione del genere: gli Slayer.

Secondo Webster, sebbene l’intera scena thrash abbia fornito le basi tecniche per ciò che sarebbe venuto dopo, l’approccio degli Slayer possedeva una qualità oscura e sinistra che mancava ai loro contemporanei, diventando l’ingrediente fondamentale per il DNA del death metal.

Nell’intervista rilasciata a Blabbermouth, Alex Webster ha spiegato che la differenza principale tra il thrash tradizionale e il death metal non risiede solo nella velocità o nella tecnica, ma nell’atmosfera.

“Le altre band thrash erano si brave, ma non avevano quel suono oscuro che avevano gli Slayer“, ha dichiarato il musicista. “Penso che quel tipo di sonorità sia il motivo per cui sono stati un’influenza così grande sulla scena death metal.”

Webster ha poi aggiunto una considerazione interessante sulla struttura dei brani: molte canzoni degli Slayer, se interpretate con un diverso stile vocale (meno vicino a quello di Tom Araya e più orientato al growl), potrebbero essere considerate a tutti gli effetti dei pezzi death metal.

L’impatto della band californiana non riguarda solo il genere in generale, ma ha toccato da vicino anche la scrittura dei Cannibal Corpse. Webster ha ammesso che l’ascolto ossessivo di album storici degli Slayer ha reso la loro influenza “pervasiva” e quasi inconscia nel processo creativo della band.

Nonostante i Cannibal Corpse abbiano sempre cercato di mantenere una propria identità distinta, Alex Webster riconosce che certi riff o passaggi ritmici possono richiamare accidentalmente lo stile di Jeff Hanneman e Kerry King, proprio perché quel sound è ormai parte integrante del loro bagaglio musicale.

 

Redazione
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