Roadrunner Records – Marzo 2008

Credo che in tanti sperassero in questa reunion, anche se ormai nessuno ci credeva più… chi si aspettava che per davvero i due “cattivi fratelli” Cavalera sarebbero tornati a fare metal insieme? Troppo tempo è passato dall’ultima volta che li abbiamo visti insieme: più di 10 anni dall’uscita di “Roots” dei Sepultura, ultimo album sul quale i due fratelli hanno lavorato a stretto contatto. Ma, come si dice… ”la speranza è l’ultima a morire”, quindi eccoli di nuovo insieme in questo nuovo progetto chiamato Cavalera Conspiracy. Abbandonati i Sepultura definitivamente (per quanto riguarda Iggor) e i Soulfly provvisoriamente (per quanto riguarda Max), ecco questa nuova “creatura” definita da Max come una bomba, un vulcano pronto a eruttare, a causa della rabbia che i due fratelli si son tenuti dentro per tutti questi!

E con queste premesse, ecco l’album “Inflikted” (inizialmente questo doveva essere il nome del nuovo gruppo), registrato lo scorso giugno negli Under City Studios di Los Angeles, con alla produzione Logan Mader (ex-Machine Hea” e Soulfly). La prima cosa che mi ha colpito di questo nuovo progetto e lavoro, è senza dubbio l’ottimo equilibrio raggiunto tra ‘hold school metal’ e sonorità più recenti che danno vita ad un buon lavoro, per niente ripetitivo e molto aggressivo nell’approccio sonoro. Si parte con la potente title-track, “Inflikted”, apripista di questo album che fin da subito ci ammalia per il bel sound incalzante e aggressivo, una sorta di inno trash al pogo sfrenato in sede live. Con il secondo pezzo, “Sanctuary” (primo singolo estratto da Inflikted), sembra quasi di sentire i Sepultura ai tempi di “Beneath The Remains”: apprezzabili distorsioni, una batteria velocissima e in primo piano più il suono globale che la voce di Max. Sonorità spiccatamente trash in “Terrorize”: questa inizialmente, però, può trarre in inganno per l’incipit un po’ tribale, ma poi si evolve verso suoni graffianti e taglienti, che sostengono l’esplosiva voce di Max; sicuramente una delle migliori tracce dell’album. Anche la successiva “Dark Ark” è introdotta da sonorità tipicamente tribali per poi strizzare l’occhio verso un sound più hardcore, bello il finale grazie al buon lavoro di Iggor alle pelli. “Ultra-Violent” inizia con un grande attacco vocale di Max, rabbioso come non mai, e procede con vari cambi di tempo molto interessanti, mentre Iggor picchia duro alla batteria. Un pugno allo stomaco è la seguente Hex: velocissima, sincopata e con un ottimo connubio basso-chitarra. Voce un po’ black in “The Doom of Fall Tires”, caratterizzata da un ritmo impressionante al quale è impossibile resistere. Molto complessa e articolata è Bloodrawl: ritmica all’inizio, poi una piccola pausa per tirare il fiato e riprendere con un massiccio muro di chitarra; finale leggermente acustico con sognanti note di chitarra. Un classico pezzo da live, invece, sarà sicuramente “Nevertrust”, in chiara sonorità hardcore. Incipit da cavalcata per “Hearts of Darkness”, che lascia poi spazio alla conclusiva “Must Kill”, ultima traccia di questo lavoro.

A mio parere un buon nuovo esordio questo dei fratelli Cavalera, anche se per apprezzarlo al meglio, non bisogna tornar con la mente ai vecchi Sepultura, né fare nessun confronto con gli attuali Soulfly…

Basta premere play sul lettore e godersi questo nuovo pugno in faccia targato fratelli Cavalera!!!

www.cavaleraconspiracy.com

Tracklist:
1. Inflikted
2. Sanctuary
3. Terrorize
4. Black Ark
5. Ultra-Violent
6. Hex
7. The Doom Of All Fires
8. Bloodbrawl
9. Nevertrust
10. Hearts Of Darknes
11. Must Kill

Band:
Max Cavalera – voce, chitarra
Igor Cavalera – batteria
Marc Rizzo – chitarra
Joe Duplantier – basso

Redazione
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