Deep Purple – Il Sapore Viola del Rock… Unipol Arena, Casalecchio di Reno (BO), 26 Giugno 2017

from the web

 

Quando le colline che sovrastano Bologna aspettano che il sole al tramonto cominci ad iniettare nel cielo i suoi colori dopo la pioggia di inizio estate, il confine con il cielo all’orizzonte si riempie di un rosso purpureo che man mano comincia ad immergersi in un viola che attimo dopo attimo diventa sempre più oscuro e più profondo, messaggero di suoni e di emozioni.

Ed è così che la storia si ripete. Deep Purple, una band che è storia in fin dei conti, 50 anni di carriera circa, quasi mezzo secolo possono considerarsi storia oppure dobbiamo continuare a fare inutili discussioni da bar? (con tutto il rispetto che ho per le discussioni e per i bar)! oppure dobbiamo parlare del fatto che i componenti della band siano anziani, vecchi… o magari mi devo sentir ripetere la solita domanda meravigliata ‘…i Deep Purple? ancora suonano?…’ stolti! Troppe domande quando invece la cosa che conta è la musica! 50 anni di pagine di storia, di alti e bassi, di altissimi e bassissimi. 50 di musica e di passione, di rock, di vita e di capacità creativa meravigliosa e che meraviglia ancora così come ci è successo di rimanere attoniti e stupefatti dalla bellezza  dell’ultimo album in studio ‘Infinite’ uscito lo scorso aprile 2017. E proprio per celebrare questo album e, così si dice, per celebrare l’addio dalle scene della band, approda in Italia ‘The Long Goodbye Tour’. Tre Date, Roma, questa di Bologna e la conclusiva di Milano.

Confessa Gillan….

“Quante volte ho suonato a Bologna… non lo ricordo…”

Un concerto vivace, tosto, irriverente e divertente e i primi a divertirsi sono proprio i cinque protagonisti della serata, i primi a cogliere il senso della magia della musica che rende colorata la serata e la loro performance, il colore? facile da intuire. Poi il sesto protagonista, ovvero il pubblico (rubo questa similitudine calcistica). L’audience è formata da un popolo che non ha età, poichè l’età è un dato mentale… Il pubblico balla, si diverte, canta e urla a più non posso, ci si scambia effusioni amorose (hey, non dimentichiamo che stiamo parlando di rock’n’roll). Dall’iniziale ‘Time for Bedlam’, che apre il concerto così come l’ultimo album del quintetto, è tutto un frastuono. C’è complicità fra i protagonisti sul palco di fronte a noi, c’è un profondo legame di amicizia e di rispetto. Lo si capisce dalle occhiate di intesa, da i cenni di approvazione e dalle strette di mano dopo ogni solo di chitarra di Steve Morse o di tastiera di un incredibile Don Airey. E sornioni Ian Paice che ogni tanto fa esplodere i nostri timpani con le sue secche rullate di batteria e Rocger Glover che se la ride quando ascolta i virtuosismi dei suoi compagni e si diverte col pubblico. E poi Ian Gillan che va e viene da dietro le quinte, ritorna, canta, ci delizia e ci piace da morire… Che grande band, che grandi questi Deep Purple…

Davvero smetteranno? non vogliamo proprio crederci…

I brani sono di tutti i tipi e per tutti i gusti… Quante volte avremo ascoltato ‘Smoke on the Water’? Sempre una volta in meno, mi viene suggerito dal mio compagno di posto. Quante volte? migliaia, no forse anche di più, eppure non stanca mai. E ‘Perfect Stranger’? Non credo di aver avuto i brividi soltanto io. E ‘Hush’? chi non si è mai messo a ballare ascoltando un brano nella versione dei Deep Purple? ‘Birds of Prey’, sempre dall’ultimo album, viene eseguita in modo splendido e si dimostra un grande brano anche dal vivo. Speravo di ascoltarla live, in studio è davvero impressionante e dal vivo ha una carica di energia capace di creare delle vibrazioni e atmosfere uniche…

Non penso che i Deep Purple siano vecchi, non credo di essere vecchio… chi pensa in questo modo allora è giusto che stia a casa o al bar a gustare un pregiato bicchiere di vino mangiando del saporito formaggio…

Setlist:
Time for Bedlam – Fireball – Bloodsucker – Strange Kind of Woman – Johnny’s Band – Uncommon Man – The Surprising – Lazy – Birds of Prey – Hell to Pay – Keyboard Solo – Perfect Strangers – Space Truckin’ – Smoke on the Water – Encore: Peter Gunn (Henry Mancini cover) – Hush (Joe South cover) – Black Night

 

 

 

Articoli Correlati

About Francesco Amato 625 Articoli
Born to Lose, Live to Win | Rock'n'Roll is my life, so... long live rock'n'roll !!!

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com