2025 – earMUSIC
Come già detto a riguardo dell’album live di Slash, Live from the S.E.R.P.E.N.T. Festival, di cui potete leggere la recensione sul nostro magazine, è un vero peccato che Duff McKagan e Slash accantonino provvisoriamente le loro attività artistiche al di fuori dei Guns N’Roses. Nel 2026 è previsto un tour mondiale della band di Los Angeles che, comunque, non toccherà almeno stavolta la Penisola italiana, ma purtroppo sembrano non esserci novità nemmeno dal punto di vista discografico per la carriera solista di McKagan.
Uscito qualche tempo fa e quasi in contemporanea con l’album live blues dell’amico e, direi, fratello acquisito Slash, Lighthouse Live From London è la riproposizione, tramite doppio CD o album live con aggiunte nei vari formati Blu-ray e DVD, della data all’Islington Assembly Hall di Londra del 5 ottobre 2024. Una data completamente sold out in una location suggestiva, tenutasi undici giorni prima della data italiana di Milano ai Magazzini Generali, il 16 ottobre 2024.
Setlist praticamente identica per ogni data del tour, con brani prevalentemente tratti dagli album Tenderness e Lighthouse, e con l’inclusione di alcune cover: I Fought the Law dei The Clash, You’re Crazy dei Guns N’Roses, Can’t Put Your Arms Around a Memory di Johnny Thunders e Heroes di David Bowie. Queste ultime due sono eseguite in compagnia di Steve Jones, leggendario chitarrista dei Sex Pistols, mito assoluto e storico amico di Duff dai tempi della loro militanza comune nel supergruppo Neurotic Outsiders con John Taylor e Matt Sorum.
Diciannove canzoni che testimoniano la crescita sempre più evidente di Duff McKagan come cantante e come intrattenitore, vista la sua capacità di coinvolgere il pubblico. La band che accompagna Duff è formata da musicisti diversi rispetto a quelli che lo affiancarono nel tour precedente con Shooter Jennings.
Alla chitarra solista troviamo il talentuoso Tim DiJulio, autentica leggenda di Seattle; alla batteria Michael Musburger; alle tastiere e cori Jeff Fielder; al basso Mike Squires, che molti ricorderanno nei Duff McKagan’s Loaded ed ora chitarrista degli Ugly Kid Joe. Duff suona chitarra acustica ed elettrica e si occupa ovviamente delle parti vocali. La copertina mostra un Duff elegantissimo, con occhiali da sole scuri, giacca scura e camicia bianca, mentre è pronto a salire sul palco dal backstage.
Il disco ci consegna un Duff all’apice della forma artistica: un artista globale che sa miscelare in modo credibile e vincente sonorità rock, punk e folk, confermandosi anche abile cantastorie e autore di storie appassionanti.
L’album Lighthouse viene eseguito quasi per intero e c’è spazio anche per un brano pubblicato come singolo prima dell’uscita ma non inserito nel disco, This Is the Song. Proprio un pezzo tratto dall’ultimo album apre la serata: Forgiveness, che inaugura il concerto in modo lieve, con le sue venature folk.
Il ritmo sale con il mid-tempo Chip Away, che ha ricevuto persino la pubblica approvazione di Bob Dylan, e l’alternanza tra pezzi lenti e veloci è una caratteristica evidente della scaletta. Non mancano i momenti punk, rappresentati da brani grintosi come Just Another Shakedown o dalla sing-along Longfeather, da cantare tutti insieme, così come i momenti di pura dolcezza con le dediche di Duff alla moglie Susan in Feel, Tenderness e Fallen.
Probabilmente, anche in modo inconscio, McKagan sta facendo emergere l’influenza di un grande amico purtroppo scomparso non molti anni fa, Mark Lanegan. Il pubblico partecipa con grande trasporto, ma assapora maggiormente la performance ascoltandola in un silenzio quasi adorante.
Le versioni di You’re Crazy dei Guns N’Roses e di I Fought the Law dei The Clash sono autentici manrovesci assestati con professionalità da un musicista ultranavigato. La cover di Heroes di David Bowie è da brividi e la coppia Jones/McKagan si riconferma una garanzia assoluta.
In passato Duff aveva già reso omaggio a Bowie con Cracked Actor, inciso come B-side dell’edizione giapponese del suo primo album Believe in Me del 1993. Un Duff ormai lontanissimo parente di quello degli esordi, vista la sua profonda evoluzione artistica. La ribellione oggi passa anche dal continuare a essere uno dei bassisti più richiesti per le collaborazioni, come dimostrano gli ultimi casi eclatanti con Ozzy Osbourne e Iggy Pop.
Il concerto si chiude con un brano da pelle d’oca: Don’t Look Behind You, che accende le luci del teatro londinese e manda tutti a casa felici e soddisfatti.
Spero di vederti come solista nel 2027, caro amico Duff McKagan.
Mauro Brebbia.
Tracklist
- Forgiveness
- Chip Away
- This Is the Song
- I Saw God on 10th St.
- Tenderness
- Feel
- Holy Water / I Wanna Be Your Dog
- I Just Don’t Know
- Fallen Ones
- Fallen
- Wasted Heart
- Longfeather
- Just Another Shakedown
- I Fought the Law
- You’re Crazy
- Lighthouse
- Can’t Put Your Arms Around a Memory (feat. Steve Jones)
- Heroes (feat. Steve Jones)
- Don’t Look Behind You
Band
Duff McKagan: voce, chitarra acustica, chitarra elettrica
Mike Squires: basso e cori
Michael Musburger: batteria e cori
Tim DiJulio: chitarra elettrica e cori
Jeff Fielder: tastiere, chitarra elettrica e cori
Steve Jones: chitarra acustica e cori su Can’t Put Your Arms Around a Memory e Heroes
Sito web
https://www.duffmckagan.com

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