2024 – UNFD

Il sesto album degli ERRA, “Cure“, è una vera e propria testimonianza della loro visione artistica e della loro abilità musicale, mettendo in mostra il loro caratteristico stile guidato quasi esclusivamente dalla chitarra. Basandosi sulle fondamenta gettate dal loro album omonimo del 2021, quest’ultimo lavoro è una miscela magistrale di profondità emotiva e competenza musicale, che la band americana riesce a bilanciare senza alcuno sforzo. Ogni traccia di “Cure” è un viaggio sonoro all’interno del loro progressive metalcore, che lascia gli ascoltatori desiderosi di saperne di più e consolida lo status degli ERRA come una delle band più valide del genere.

Ciò che li contraddistingue, è la loro capacità di creare riff che diventano una parte fondamentale di ogni canzone, piuttosto che semplicemente mostrare l’abilità tecnica fine a se stessa. Il cantante/chitarrista Jesse Cash ed il chitarrista Clint Tustin bilanciano abilmente linee robuste con melodie eteree, creando un ambiente sonoro che affascina dall’inizio alla fine. La title-track, in stile Parkway Drive, presenta un riff dominante e la potente voce di J.T. Cavey (ex componente dei Texas In July). I cori puliti di Jesse si integrano perfettamente, creando un’unione efficace presente anche in tutto il resto dell’album.
Il chitarrista/cantante Jesse Cash, in merito, afferma:

‘Cure’ è stata una delle ultime canzoni che abbiamo scritto per le registrazioni. Avevo questo riff groove di cui ero così ossessionato, al punto che volevo mantenerlo per tutta la durata della canzone.

Per quanto riguarda il resto del disco, brani come “Idle Wild” e “Wave” impiegano molte combinazioni innovative di note accentate e palm-muted, migliorando la resa vocale e portando le canzoni ad un livello ancora più alto, mentre il potente riffing di “Rumor Of Light” eccelle con un stile di chitarra simile a quello che si trova nella celebre Holy Hell degli Architects. “Slow Sour Bleed”, nel frattempo, contiene alcune splendide melodie vocali che sono compensate dal ritmo oscuro e atmosferico della musica in sottofondo. La traccia di interludio “Wish” offre un momento di tregua: i suoi groove di chitarra puliti e l’ambientazione sonora offrono una pausa tranquilla ma anticipatoria della seconda metà dell’album. Questo porta senza soluzione di continuità a “Glimpse“, un brano dinamico che oscilla tra pesantezza sconvolgente e armonie celestiali, mettendo in mostra la capacità degli ERRA di padroneggiare l’intero spettro del metalcore. La qualità dei due cantanti è un vero punto di forza di quest’album, aggiungendo un genuino peso emotivo a canzoni come la brillante ”Past Life Persona”, con passaggi vocali che potrebbero facilmente adattarsi a una canzone pop-rock; tuttavia, gli strumenti distintivi e l’atmosfera caratteristica della band conferiscono al brano un’identità unica. Altri grandi momenti arrivano con “Crawl Backwards Out of Heaven” e “Pale Iris” – quest’ultima un eccellente esempio dell’equilibrio tra aggressività e melodia che hanno tutte le migliori band di questo genere.

Dai riff inventivi ai breakdown colossali, con “Cure” gli ERRA continuano ad evolversi come musicisti e a spingere i confini del metalcore, pur rimanendo fedeli alle proprie radici. La loro ambizione e sperimentazione sono più che evidenti: ogni traccia offre un’esperienza sonora unica, assicurando che gli ascoltatori siano accompagnati in un emozionante viaggio musicale dall’inizio alla fine. Il risultato cumulativo dell’ottimo lavoro degli ERRA non è proprio rivoluzionario, ma è un’aggiunta innegabilmente importante, dimostrando ancora una volta di essere dei veri pionieri nel panorama metalcore.

8/10

 

Tracklist:
01. Cure
02. Rumor of Light
03. Idle Wild
04. Blue Reverie
05. Slow Sour Bleed
06. Wish
07. Glimpse
08. Past Life Persona
09. Crawl Backwards Out of Heaven
10. End to Excess
11. Pale Iris
12. Wave

 

Band:
Alex Ballew – batteria
Jesse Cash – chitarra/voce melodica
J.T. Cavey – voce
Conor Hesse – basso
Clint Tustin – chitarra

 

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