2025 – Indiebox Music
Tutti ricordano Enrico Forte (in arte Fiks) per la sua fortunata esperienza con “La Sad”, una band che ha conosciuto un momento di popolarità assai elevato dopo la partecipazione al Festival di Sanremo 2024 con il pezzo “Autodistruttivo”. A fine dicembre è uscito “Caos”, il primo lavoro solista dell’artista veneziano. Insieme a Theø e Plant, Fiks era diventato un idolo davvero per molti adolescenti, specialmente grazie alle canzoni molto cariche e dalle influenze emo, pop punk e rap de “La Sad”.
Questo suo primo lavoro è sicuramente prevalentemente pop punk, come è lecito aspettarsi da lui, ma ci sono momenti completamente anticommerciali, in cui fa letteralmente il cazzo che vuole, come nel selvaggio, violentissimo e rapidissimo opener “Daghe”. Da segnalare la presenza dell’amico e compagno di band Theø in “First Time”, pezzo chiaramente ispirato ai Blink 182, citati anche nella canzone, che racconta i piaceri delle prime volte in termini musicali, sessuali e di droghe leggere. Testo davvero leggero e senza troppe menate, ad esempio quando ricorda quando “ha messo il cazzo dentro la sua prima figa”.
Ci sono anche pezzi che forse non ti aspetteresti da lui, tipo “Drama Queen”, che ha qualche eco tipica del glam rock anni Settanta ed è un mashup con tipiche chitarre alla Blink 182 o Sum 41. Il lavoro è stato presentato alla stampa con queste testuali parole, che trovano praticamente conferma nell’ascolto di “Caos”:
“Un lavoro che segna una crescita, tanto nelle tematiche quanto nella visione artistica. Anche l’amore non è più visto sotto una lente distruttiva e pessimistica, ma come un luogo in cui imparare, cadere e ritrovarsi. Questo disco è nato quando ho smesso di cercare ordine a tutti i costi. Volevo darvi qualcosa di vero. Questo è il mio caos, in cui se ti rispecchi puoi trovare anche tu libertà”
racconta Fiks.
Il disco attraversa errori, confessioni e rinascite, ricordando che la vita di ciascuno è la somma delle esperienze e anche degli errori. È un invito a guardare il proprio disordine in faccia, senza scappare. Chiamarlo per nome, accettarlo. Perché è dentro al caos che smetti di recitare e inizi ad essere davvero te stesso. È ovviamente presente anche la title track “Caos”, la canzone ispiratrice dell’album, posta tatticamente come traccia numero due. Pezzo che inizia con il suono di una segreteria telefonica e che si fa apprezzare per la sua energia puramente hardcore e i suoi riff molto potenti. Un inno di ribellione, con un cambio di ritmo che si fa notare ed apprezzare a un certo punto.

Un pezzo che invece riporta in territori molto più affini a “La Sad” è “Mostro”, molto ritmata e cantata rabbiosamente da Fiks, che racconta di non voler uscire per paura del Mostro, rappresentazione della società moderna, di chi ti giudica e ti fa sentire inadeguato. “Quello che voglio” è invece un mashup velocissimo tra sonorità hardcore e doom metal: neanche un minuto che introduce alla conclusiva e velocissima “Anarchy”, pezzo tiratissimo e sicuramente scritto, pensato e realizzato senza farsi troppe seghe mentali se possa essere apprezzato da chi non è dentro La Sad, come il titolo di una loro fortunatissima canzone.
In sostanza, questo primo lavoro solista non è scontato né destinato all’oblio per chi non sopporta la band, ma è piuttosto un tentativo di affermare la personalità artistica di Fiks, nella stragrande maggioranza dei casi riuscito. Fiks intraprenderà un tour solista per promuovere questo lavoro.
Mauro Brebbia.
TRACKLIST
- Daghe
- Caos
- Sid & Nancy
- First Time (feat. Theø)
- Skincare
- Drama Queen
- Tutta la vita
- Numero 1
- Mostro
- Quello che voglio
- Anarchy
CREDITI
Scritto e composto da: Enrico Fonte
Arrangiamenti di: Omar sadaka

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