Glenn Hughes – First Underground Nuclear Kitchen

Frontiers Records – Maggio 2008

E mi trovo a dover parlare di un altro mostro sacro della musica rock, un altro signore unico ed assoluto, un altro musicista immenso che dai primi anni ’70 ci ha letteralmente deliziato della usa musica, della sua enorme capacità e qualità di artista, delle sue svariate collaborazioni e delle sue performance da solista. Glenn Hughes, un vero maestro per generazioni di musicisti e fonte di ispirazione per vocalist e bassisti di tutti i tipi e generi. Un autentico pezzo da 90, insomma…

First Underground Nuclear Kitchen è il suo ultimo album… Decisamente strano ed inaspettato. Un’esplorazione di nuovi territori che creano un insieme di sensazioni positive e di nuove atmosfere meno rock e più funkeggianti; provate a fare l’acronimo del titolo ed il risultato è quanto mai scontato: F.U.N.K. Già, proprio funk, e di funky si tratta!!! E la domanda mi sorge spontanea: ma il mitico Glenn si è stancato di provare emozioni dal buon vecchio e sano rock’n’roll? Spero proprio di no!!! L’album è gradevolissimo, incredibilmente suonato con la classica maestria. Ritmi diversi tra funky e bebop si mescolano insieme, spruzzate di jazz e dure percussioni rock invadono l’aria, ma, nonostante i miei buoni pensieri e le piacevolissime sensazioni, in quest’album il rock è solo un vago ricordo. Maturità, qualità e armonia sono facili da constatare, perfezione stilistica nella voce, nei giri di basso, nei riff di chitarra, nei tocchi e fra le sfumature provocate dal piano e dalle tastiere, solo incredibili, ritmica da capogiro (il mitico Chad Smith dei Red Hot Chili Peppers è da sempre fedele amico del nostro Glenn) riempiono tutto First Underground Nuclear Kitchen, ma difficile per me da mandar giù. Never Say Never, Oil and Water e Too Late to Save the World mi fanno respirare un po’ perchè mi danno ancora una volta la possibilità di capire quanto sia bello il rock’n’roll suonato da un grande e suonato con un grande e maestoso stile. Ma tre pezzi sono un po’ pochini…

Non sarò l’unico a storcere il naso… ma questo poco importa perchè Glenn Hughes è storia… inchiniamoci!!!

www.glennhughes.com

Tracklist:
1. Crave
2. First Underground Nuclear Kitchen
3. Satellite
4. Love Communion
5. We Shall Be Free
6. Imperfection
7. Never Say Never
8. We Go To War
9. Oil And Water
10. Too Late to Save the World
11. Where There’s A Wil

Band:
Glenn Hughes – voce, basso, chitarra
Chad Smith – batteria
Luis Maldonado – chitarra
Anders Olinder – tastiere

Articoli Correlati

About Francesco Amato 680 Articoli
Born to Lose, Live to Win | Rock'n'Roll is my life, so... long live rock'n'roll !!!

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*