Gli Hell Riders sono una giovane band italo/svizzera, un nome che porta avanti il credo nella musica heavy metal con passione e professionalità. Forti di un contratto discografico con la Volcano Records, i cinque musicisti si stanno preparando alla realizzazione del secondo album, dopo aver esordito due anni fa con ‘First Race‘, buon debutto che ha messo in luce le qualità di questi musicisti. Gli Hell Riders hanno tutte le carte in regola per diventare un gruppo importante della scena metal, basta credere in loro.

In attesa dell’uscita del nuovo lavoro abbiamo fatto una bella chiaccherata col cantante Dave Jolly.

Ciao ragazzi benvenuti su Long Live Rock’N’Roll…è davvero un piacere fare due chiacchere con voi.

“Ciao a tutti! Grazie a voi per questa occasione, è un piacere conoscervi”.

Innanzitutto vi chiedo di presentarvi ai nostri lettori, vogliamo sapere tutto di voi.

“Gli Hell Riders sono una band di stampo heavy metal nata tra Italia e Svizzera. L’idea di creare questa band è del nostro Richard Crowley il quale ha deciso di riprendere alcuni membri della sua vecchia band e trasformare quei pezzi in chiave heavy metal. Dopo vari cambi di membri siamo riusciti a firmare con la Volcano Records and Promotions e il 1 novembre 2019 uscì il nostro primo album di debutto intitolato ‘First Race’, prodotto da Brutus Vox. Ora la band ha subito ulteriori cambi dovuti a vari problemi personali e siamo pronti per ripartire alla grande. I membri attuali sono: Bobo alla batteria, Sara Cerutti al basso, Dalto alla chitarra solista, Richard Crowley chitarra solista e Dave Jolly alla voce”.

Sono passati un paio d’anni dalla pubblicazione del vostro debut First Race. A distanza di tempo siete soddisfatti del risultato ottenuto sia per quanto riguarda la registrazione e la resa sonora, sia per il responso del pubblico.

“Dopo due anni posso di riascolto e di prove per i live posso dirti che c’è soddisfazione ma anche parecchie insoddisfazioni. Le registrazioni sono state parecchio intensive poiché arrivammo impreparati e l’emozione giocò brutti scherzi, ma fa parte del gioco ed essendo il primo disco l’emozione era alle stelle. La resa sonora sul disco è un punto su cui ancora faccio fatica perché non rende così tanto quanto dal vivo e anche in questo la nostra inesperienza non giocò a nostro favore. Se devo essere sincero dal pubblico abbiamo un ottimo riscontro ed anche dalla critica non abbiamo ricevuto delle cattive critiche per cui siamo stati davvero orgogliosi ed emozionati”.

Come nasce un vostro brano, raccontateci il processo creativo che sta dietro alle vostre canzoni.

“Il merito va dato più a Richard che a me ahahahah. Creare un brano non è mai facile e finché non si é soddisfatti a pieno continuiamo a plasmarlo finché non ci convince. Per i brani di ‘First Race’ nacque tutto da Richard, mettendo giù idee e melodie da cui poi insieme le avremmo assemblate per poi arrivare al risultato finale. Adesso, invece, abbiamo cambito metodo. Richard, insieme a Dalto, riescono a tirare fuori idee magnifiche e quando sono pronte le proviamo assieme, le registriamo così da sentire l’insieme e da li inizia il lavoro di arrangiamento ascoltando l’idea di tutti. Non lavoriamo mai distaccati ma sempre uniti così che ogni brano rispecchi ognuno di noi e piaccia a tutti”.

C’è una canzone in particolare del vostro repertorio che vi rappresenta più di altre?

“Domanda difficile questa. È difficile sceglierne una perché bene o male tutte rappresentano qualcosa di noi. Se dovessi sceglierne una direi ‘Aviator‘. Questo brano rappresenta appieno ciò siamo perché al suo interno troviamo melodie, solo strepitoso a mio avviso, è un brano che prende e sopratutto parla di un sogno e di come bisogna mai smettere di sognare e di provare a realizzare i nostri desideri”.

Avete un contratto con Volcano Records, una label davvero interessante e seria, direi un motivo d’orgoglio.

“Assolutamente si! Quando decidemmo, dopo aver registrato un demo, di provare a fare qualcosa di più serio scrissi a qualche etichetta italiana e quando la Volcano ci contattò rimasi scioccato ed allo stesso tempo emozionato. Richard fu al settimo cielo insieme a tutti gli altri. Il nostro obbiettivo era riuscire ad entrare nel mondo della musica e delle band emergenti e ci riuscimmo in qualche modo”.

Per quanto riguarda la promozione dell’album, come vi siete mossi?

“Quando l’album uscì facemmo più pubblicità possibile insieme alla Volcano ed a una radio norvegese che ci fece una promozione di un anno. La parte più difficile fu riuscire a suonare in giro poiché essendo una band emergente con un solo disco fu un’impresa ardua. Covid a parte siamo riusciti comunque a promuoverlo anche se, in tutta sincerità, non sono molto contento della promozione fatta perché si poteva fare molto di più. ‘First Race‘ è sempre in promozione, grazie anche a Mr. Jack e alla Wanikiya Record con cui abbiamo firmato poco tempo fa e che ringrazio di cuore”.

Questi ultimi due anni sono stati di tutto e di più. Surreali, difficili, imprevedibili, pesanti etc…Come avete vissuto sia come band che personalmente questi momenti. Siete riusciti a portare avanti la vostra musica?

“Sono stati due anni assurdi, non pensavamo di poter vivere una situazione del genere. Personalmente è stata dura poiché abbiamo dovuto dedicarci ad altro, senza mai smettere di sentirci. Siamo riusciti a portare avanti le nostre idee studiando da casa e scambiandoci idee ed opinioni. Abitando in due nazioni diverse è stata dura vedersi per via di tutte le restrizioni e permessi, ma quando siamo risusciti a provare assieme è stato un momento di grande felicità”.

Parlateci un pò delle vostre influenze musicali.

“Sono cresciuto in una famiglia di rockers, per cui le mie influenze sono verso il classic rock e heavy metal. Richard ha una miriade di influenze che vanno dal metal estremo, al rock classico fino alla classica. Dalto, invece, arriva dal classic rock ed heavy metal ma porta con se influenze di altri generi come thrash metal e rock pop. Sara arriva da influenze legate allo psichedelico e stoner metal. Bobo ha influenze legate al nu metal, ma arriva anche da ascolti di heavy metal e hard rock. Bene o male abbiamo tutti le stesse influenze che comunque si sentiranno nei prossimi lavori e su i live futuri di ‘First Race“.

Una vostra caratteristica che a me è piaciuta molto è sicuramente il forte contatto con la musica del passato, con l’heavy metal che ha fatto storia e che non passerà mai di moda. Vista la vostra giovane età è un aspetto in un certo senso sorprendente che però vi contraddistingue dalla massa.

“Ciò che dici è assolutamente vero! Fare heavy metal non è stata una scelta facile, sia per le varie influenze che ognuno ha e sia per la mia voce non adatta a tutti i generi. Cerchiamo di ispirarci ai grandi della storia della musica, dagli Iron Maiden ai Motörhead dai grandi della musica classica ai personaggi iconici come Ozzy Osbourne. Ognuno di loro ha un particolare che gli ha portati in cima ed è da loro che cerchiamo di imparare per poter fare sempre meglio”.

Avete in cantiere dei nuovi brani e idee per un nuovo album, potete darci qualche anticipazione?

“Abbiamo parecchi brani in cantiere e tantissime idee per il nuovo album. I lavori sul nuovo disco procedono a rilento perché vogliamo essere sicuri che ogni canzone sia costruita nel modo giusto. Stiamo facendo un lavoro molto meticoloso proprio per non rincorrere agli errori fatti in precedenza. Vi posso garantire che nel prossimo disco ci saranno argomenti di ogni tipo e sarà un viaggio davvero emozionate”.

A vedere le foto sulla pagina facebook, sembrate una band molto affiatata, prima di tutto amici, e poi musicisti, una band dalle idee chiare, molto professionale che però non ha perso di vista il piacere di suonare assieme tra amici e condividere sia la musica ma anche la quotidianità.

“Gli Hell Riders prima di una band è una famiglia e senza l’amicizia non può esserci un gruppo. Al di fuori del gruppo cerchiamo comunque di vederci e passare del tempo assieme al di fuori della musica ed è importante perché tutto ciò che si crea fuori dal gruppo alla fine lo si porta sul palco e sul disco ed ovviamente ci si accorge se una band è solida o meno. Mi ritengo fortunato di poter far parte di questo gruppo perché qualsiasi cosa succeda ognuno di noi può contare sul gruppo”.

Raccontateci un episodio strano, particolare, divertente che vi è capitato dal vivo.

“Ci sono successi parecchi episodi assurdi durante i nostro concerti, ma l’episodio più bello riguarda il concerto a Balerna, in Ticino, e credo che sia il concerto più bello che abbiamo mai fatto. Era il 15 Novembre 2019 ed ero riuscito ad ottenere un concerto presso un locale gestito da un meccanico di Harley di nome Mirko. Quando giunsi al locale per poter organizzarci su come posizionare il gruppo notai che il bar era troppo piccolo finché Mirko mi disse “possiamo scendere in officina e suonate li”. Dopo quelle parole rimasi scioccato e quando vidi l’officina accettai. Montammo la batteria sui montacarichi delle moto, posizionammo motori di Harley intorno a noi per delineare il palco, accendemmo delle candele e per creare atmosfera e qualche moto posizionata e pronta per essere accesa. Fu una serata indimenticabile e ci divertimmo un sacco e ancora adesso avrei voglia di risuonarci di nuovo ahahah”.

Cosa pensate della musica odierna, del fatto che virtualmente si può possedere tutta la musica che si vuole, ma che forse si sta perdendo la voglia di collezionare e custodire gelosamente un prodotto discografico. Abbiamo tutto e niente.

“In effetti è proprio come dici, abbiamo tutto e niente. Ormai in un telefonino possiamo avere tutta la musica che vogliamo e ascoltarla ovunque ci pare e onestamente è una grandissima cosa. Dall’altra parte a conti fatti avere la musica sul telefono non significa che l’abbiamo a livello fisico. Avere un prodotto discografico con se non riguarda solo il contenuto sonoro, ma anche la copertina, i testi e tutto ciò che si trova dentro nei libretti e purtroppo non tutti gli store virtuali li hanno. Mio padre è un collezionista di cimeli rock e sono cresciuto anche io con questa mania del comprare il disco invece che averlo sul telefono e sono contento di sapere che il vinile sta tornando”.

Domanda frivola. Con quali artisti vi piacerebbe suonare assieme anche solo per una data. Giusto per sognare un pò.

“È una domanda che ci poniamo sempre e credo che aprire a qualsiasi artista che abbiamo fatto la storia, o è storia, sia già motivo di orgoglio, anche se…aprire gli Iron Maiden o ai Judas Priest sarebbe un sogno ahahah”.

Cosa dobbiamo aspettarci assistendo ad una vostra esibizione live?

“Mi viene da ridere perché potresti aspettarti di tutto ahahah. Nei nostro live cerchiamo sempre di far divertire il pubblico e di renderlo partecipe il più possibile. Cerchiamo di dare ad ogni canzone la giusta atmosfera, sia a livelli di suono che visivo, così che rimanga il ricordo di ciò che si è visto e sentito”.

Per concludere vorrei chiedervi un vostro desiderio per il futuro e un vostro obiettivo, quello a cui tenete di più.

“L’obiettivo sarebbe di vivere di musica, riuscire a trasformare questa passione in qualcosa di più. Fare il musicista è un sogno che ci accomuna tutti e cerchiamo in tutti i modi di concretizzarlo, non è un percorso facile ed è pieno di salite, ma non ci si arrende mai!”.

Grazie per la disponibilità e STAY METAL!!!

“Grazie a voi per questa piacevole chiacchierata, restate in salute, Stay Metal e STAY RIDERS

Hell Riders:

Dave Jolly – voce
Richard Crowley – chitarra
Dalto – chitarra
Sara Cerutti – basso
Bobo – batteria

Contatti:

www.facebook.com/hellridersheavymetalband

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