Inverno (anche se non troppo) vuol dire solo una cosa: Barezzi Festival.

Un viaggio sonoro che fa della ricerca e della varietà e contaminazione sonora i propri imprescindibili punti cardinali.

Dal 19 al 26 novembre a Parma e dintorni torna Barezzi Festival per la sua diciassettesima edizione: otto giorni di grande musica, anticipati da due speciali anteprime il 24 ottobre a Reggio Emilia e l’11 novembre a Parma, che danno forma a una line up ricca e di altissimo livello, dal forte richiamo internazionale.

Nella serata di ieri, lunedì 20 novembre al Teatro Regio di Parma, si sono esibiti i Jesus And Mary Chain.

La band scozzese che ha aggiornato la lezione dei Velvet Underground al tempo del dark-punk, fondata dai fratelli Reid, ha aperto la strada al movimento degli “shoegazer”, che predilige ambientazioni oscure, tenui melodie e densi strati di feedback.
In bilico tra pop e punk, ma dotati di una peculiare vena psichedelica, gli scozzesi Jesus And Mary Chain sono stati tra i principali protagonisti degli anni Ottanta. Le loro intuizioni hanno aggiornato la lezione di Velvet Underground e Stooges al tempo del punk, aggiungendo un tocco di desolazione dark e un gusto speciale per le melodie. Con loro sono state poste le basi per il movimento degli “shoegazer”, che annovererà gruppi come My Bloody Valentine, Spacemen 3, Loop, Ride, Spiritualized, Catherine Wheel. Ad accomunarli, l’uso continuo e fragoroso di feedback e dissonanze di chitarra, nonché un’innata capacità di centrifugare stili pop ed esperimenti ambient. “Shoegazer” (letteralmente, “who gazes at his shoes”, ovvero “chi fissa le proprie scarpe”) è anche una metafora per descrivere una filosofia musicale incentrata sulla solitaria introspezione confinata al proprio micro-universo, sulla predominanza dell’estetica sull’etica e sull’assoluta scomparsa dai testi di qualsiasi messaggio etico, politico, sociale.

Programma Barezzi Festival

Si ringrazia GDG Press

Fotografie di Massimo Plessi

JESUS AND MARY CHAIN

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