Legacy – Marzo 2010
Giorni fa, ascoltando una radio molto importante italiana, sento che la speaker annuncia l’uscita dell’ultimo album di Jimi Hendrix dal titolo “Valleys of Neptune“… Dopo un sussulto veloce ed un attimo di perplessità (ammetto di aver pensato che fosse resuscitato e quindi il giorno del giudizio già arrivato – in questo caso mi sarebbe piaciuto… davvero…) mi è venuto da ridere in modo fragoroso… “Cavolo”, mi son detto, “…Jimi Hendrix è vivo, lo sapevo mi avevano raccontato un sacco di frottole….”. Ma poi ho storto il naso pensando alla classica trovata pubblicitaria radiofonica. Ma poi ascoltando “Valleys of Neptune”, brano che dà appunto il titolo a questo ‘nuovo lavoro’ ho avuto un fremito poichè la genialità di questo compositore mi sconvolge come se fosse un’autentica novità …
Quest’ennesima trovata commerciale di sfruttamento infinito nei confronti di questo immenso talento e sicuramente padre assoluto ed indiscusso del rock’n’roll, inizialmente mi ha turbato, ma ascoltando i 12 brani inclusi nell’album sono davvero contento che sia stato pubblicato e che sia in mio possesso non avendo potuto vivere con o come lui quegli anni fantastici. “Valleys of Neptune” contiene dei brani mai incisi in precedenza scritti dopo il capolavoro “Electric Ladyland” del 1969, mentra altri li conosciamo già ma in versione differente dalle incisioni fatte in precedenza o sparpagliate in altre raccolte… La line up dovrebbe essere quella di “Electric Ladyland” e la produzione affidata a Janie Hendrix, Eddie Kramer (vecchia volpe) and John McDermott for Experience Hendrix, L.L.C.
La cosa che mi stupisce, nell’ascoltare per l’ennesima volta questo micidiale chitarrista e animale da palcoscenico, è la sua qualità e la sua innovazione nel suonare la sei corde, nell’interpretare il blues con una disarmante capacità e nell’abilità di trasformarlo in un rock talmente potente e vissuto che faccio fatica a trovare qualcuno abile come lui in 40 e passa anni (scontato dirlo, vero?). Vivere, interpretare e sentire la musica sono caratteristiche di pochi, e in un mondo musicale così crudele e pur sempre affascinante, fa piacere fare un tuffo in un passato così lontano per apprezzare cosa vuol dire far musica, creare qualcosa di originale, sperimentare le sonorità in una continua ricerca capace di creare cose grandi, in modo voluto o casuale non so, e cogliere quell’attimo di vita unico e raro, quella scintilla di vita che rende gli uomini così unici ed immortali.
Non voglio citare alcun brano di questo “Valleys of Neptune”, sarebbe un’altra azione retorica e di certo scontata come tanto di ciò che ho scritto in precedenza. Il consiglio è di ascoltarlo poichè ora come ora c’è poco di piùmoderno dei 12 brani che da giorni viaggiano a pieno ritmo nel mio lettore cd…
“Valleys of Neptune”… miracolo? truffa? sfruttamento economico? Lasciamo perdere tutto questo per una volta. Pensiamo alla musica, godiamo della musica e pensiamo al suo significato piùrecondito…
Silenzio… c’è Jimi Hendrix che suona…
Tracklist:
1. Stone Free
2. Valleys of Neptune
3. Bleeding Heart
4. Hear My Train a Comin’
5. Mr. Bad Luck
6. Sunshine of Your Love (instrumental Cream cover)
7. Lover Man
8. Ships Passing Through the Night
9. Fire
10. Red House
11. Lullaby for the Summer (instrumental)
12. Crying Blue Rain
Band:
Jimi Hendrix – voce, chitarra
Noel Redding – basso
Mitch Mitchell – batteria
Billy Cox – basso

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