2026 Strange Folk Records

Il 30 gennaio 2026 i Kula Shaker pubblicano “Wormslayer”, ottavo album in studio della loro lunga carriera, uscito per l’etichetta di proprietà della band. A trent’anni esatti dall’esplosivo debutto K (1996), il gruppo guidato da Crispian Mills torna con un lavoro che conferma la propria identità psichedelica, pur mostrando alcune interessanti variazioni sul tema.
La formazione è quella originale: Crispian Mills (voce, chitarra), Alonza Bevan (basso), Paul Winterhart (batteria) e Jay Darlington (organo). È il secondo disco del nuovo corso, dopo Natural Magick (2024), a ripresentare il nucleo storico al completo.

Il concept e il singolo “Wormslayer”:
Il  singolo “Wormslayer” è accompagnato da un video in formato short film che espande l’universo visivo e concettuale del brano, co-diretto da Crispian Mills insieme a Laurie Peters, confermando l’approccio autoriale della band anche sul piano cinematografico.
Secondo Mills:
“Dico che Wormslayer parla di uccidere draghi – ‘worm’ era un termine dispregiativo per indicare i draghi, un tempo – ma in realtà parla di sopravvivere agli abusi. Che si tratti di abusi da parte di un partner, di un capo o del proprio governo; chiunque sia stato prosciugato da vampiri spirituali sa di cosa sto parlando.”
Il brano affronta le dinamiche tossiche e manipolatorie:
“Narcisisti, sociopatici: sono parassiti. Indeboliscono, divorano, fanno gaslighting, predano l’innocenza e sfruttano le migliori intenzioni; creano caos e confusione, mentre si presentano come fari di virtù. Se questo non è demoniaco, non so cosa lo sia.”
Ma il cuore del pezzo è la reazione:
“Gran parte di Wormslayer parla di come sopravvivere a tutto questo: rifiutare la loro miseria e la loro matrice fittizia, coltivando un senso più profondo del Sé e un amore più alto, ovunque ti porti quella ricerca.”
Anche il video riflette questa visione:
“Quando si è trattato di creare il video di Wormslayer siamo completamente impazziti. Io e Laurie Peters lo abbiamo reimmaginato come un gioco in stile Dungeons & Dragons. Abbiamo coinvolto i nostri figli adolescenti, che sembrano usciti dal set di Stranger Things, e creato un mash-up tra live action e anime psichedelico.”
E ancora:
“È venuto fuori bene quanto il disco ed è stato adeguatamente liberatorio: affrontare tutti quei demoni, liberare la dea e uccidere quel grande verme viscido.”

 

Un viaggio psichedelico (con meno India in superficie)
“Wormslayer” è l’ennesima scorribanda del combo inglese in quel territorio sospeso tra britpop, rock psichedelico, folk e blues. Se c’è una novità, è forse la presenza meno evidente delle sonorità indiane che hanno reso celebre la band negli anni Novanta. Il sitar e le suggestioni raga sono meno centrali rispetto al passato, almeno in superficie, lasciando spazio a un impianto più classicamente psichedelico e seventies.
Mills ha dichiarato a NME:
“Abbiamo sempre amato quei dischi psichedelici che avevano grandi canzoni, una grande produzione, una grande narrazione e ti portavano in un viaggio. Ci immergiamo sempre in quel tipo di esperienza, perché siamo quel tipo di band.”

Analisi brano per brano
L’apertura con “Lucky Number”, “Good Money” e “Charge Of The Light Brigade” non è tra le più folgoranti della loro discografia. Rock classico, solido, ma non immediatamente memorabile. In particolare, “Good Money” resta comunque uno dei singoli più riusciti, con quel midtempo ondeggiante che è diventato un marchio di fabbrica.
Il disco inizia davvero a carburare con “Little Darling”, ma è con “Broke As Folk” che il livello sale sensibilmente: organi e bassi dal sapore doorsiano, ritornello ampio e trascinante. Uno dei vertici assoluti del lavoro.
Molto riuscita anche “Be Merciful”, mentre “Shaunie” profuma di swinging London sotto la pioggia.
Il capolavoro nascosto è però “The Winged Boy”: psichedelia liquida, delay floydiani, atmosfere cosmiche che evocano gli anni Settanta con grande naturalezza. Per chi ama il lato più visionario dei Kula Shaker, è pura pelle d’oca.

“Day For Night” rappresenta un intermezzo acustico gradevole ma meno incisivo, mentre la title track “Wormslayer” – sette minuti robusti e ascetici – riporta in primo piano suggestioni orientali e tensione epica.
Il finale con “Dust Beneath Our Feet”, ballata sospesa tra Crosby, Stills & Nash e malinconia crepuscolare, chiude il cerchio con eleganza.

 

I PEZZI MIGLIORI E QUELLI MENO RIUSCITI:
·Broke As Folk
·The Winged Boy
·Be Merciful
·Wormslayer
Meno incisivi:
·Lucky Number
·Charge Of The Light Brigade
·Day For Night

Nel complesso, “Wormslayer” non rivoluziona il suono della band, ma lo consolida con maturità. Se da un lato manca forse l’effetto sorpresa degli esordi, dall’altro emerge una solidità compositiva che poche band della loro generazione possono vantare.

I Kula Shaker in Italia nel 2024
Nel 2024 ,la band è tornata a suonare in Italia, esibendosi in diverse date che hanno confermato il forte legame con il pubblico italiano, tra club e festival estivi (Milano, Roma e Bologna tra le tappe principali). Si spera di rivederli presto live nel nostro Bel Paese.

Mauro Brebbia

Tracklist – Wormslayer
1.Lucky Number
2.Good Money
3.Charge Of The Light Brigade
4.Little Darling
5.Broke As Folk
6.Be Merciful
7.Shaunie
8.The Winged Boy
9.Day For Night
10.Wormslayer
11.Dust Beneath Our Feet

Line Up
·Crispian Mills – voce, chitarra
·Alonza Bevan – basso
·Paul Winterhart – batteria
·Jay Darlington – organo

Social ufficiali
Facebook: Kula Shaker
Instagram: @kulashaker
TikTok: @kulashaker
Spotify: Kula Shaker

Conclusione
A trent’anni dal debutto, i Kula Shaker dimostrano di essere sopravvissuti alle mode e al tempo. “Wormslayer” è un album psichedelico, narrativo e solido, forse meno intriso di India rispetto al passato, ma ancora capace di evocare visioni, simboli e viaggi interiori.
Non è una rivoluzione. È una conferma. E per molti, è più che sufficiente.

 

Mauro Brebbia
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