Data di uscita: 20 ottobre 2023
Etichetta: Fire Records
L’ascolto di Selva mi ha riportato alla mente Submarine Address di Bill Cargill, album (tanto sfortunato quanto affascinante) pubblicato nel 1997, in pieno edonismo trip hop.
Esattamente come Marta Del Grandi oggi, Cargill esplorava (ma non era certo l’unico) le strade di una “tradizione futuribile”.
Benché la parentela tra i due lavori sia più spirituale che estetica, è profondamente suggestivo che, dopo 26 anni, le possibilità offerte da quel percorso, ruralmente tradizionale ma non ostacolato da un vacuo luddismo a priori, siano ancora attualissime e capaci di accendere la creatività di una nuova generazione di songwriters.
Il secondo album dell’artista milanese (residente in Belgio dal 2012) è un “oggetto magnificamente alieno” per l’indolente routine discografica del nostro paese.
Rarefatti ed emotivi, i suoi dodici episodi incorniciano una tensione intima e mai timida che consente all’autrice di gestire la fragilità della materia con inconsueta ed invidiabile abilità.
L’ottima padronanza della lingua inglese fa il resto, marchiando l’internazionalità di un album tanto (inconsapevolmente) audace quanto (convincentemente) apolide.
8/10
Tracklist
1. Mata Hari
2. Eye of the Day
3. Chameleon Eyes
4. Snapdragon
5. Marble Season
6. End of the World pt. 1
7. Two Halves
8. Polar Bear Village
9. Good Story
10. Selva
11. Stay
12. End of the World pt. 2

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