Sono trascorsi 21 anni dall’inizio della fine. La fine di Napster, il servizio di file sharing più popolare al mondo e furono i Metallica a far calare dall’alto la lama della ghigliottina che decapitò questo colosso di condivisione musicale. A torto o a ragione non sono cose che possiamo stabilire noi!!!

La condivisione di file musicali, il download sono sempre esistiti. Un tempo gli album in vinile si condividevano registrandoli su cassette con nastro magnetico, ma le copie erano di certo limitate a un paio fatte giusto per gli amici. Con l’avvento di internet, e la sua diffusione, la raffica e la quantità di materiale condiviso raggiungeva ogni (o quasi) angolo del pianeta. 

Fino al 2000 la piattaforma più importante per potersi scambiare file musicali era NAPSTER, un sistema di file sharing basato su un sistema peer-to-peer che permetteva di scaricare file connettendosi a server remoti, con i trasferimenti che avvenivano direttamente tra gli iscritti alla piattaforma Ti iscrivevi, ti collegavi, cercavi il brano, l’album che ti interessava e lo scaricavi condividendo il tuo ‘data base’ con gli altri utenti presenti sulla piattaforma. 

Il problema nacque a causa di un brano dei Metallica non ancora pubblicato e ufficializzato: ‘I Disappear’, inserito nella colonna sonora del film ‘Mission: Impossible II’. Come dicevo il brano non era stato ancora pubblicato. Una versione demo arrivò su Napster ed immediatamente venne condivisa tra migliaia di utenti, arrecando, a detta dei Metallica, un clamoroso danno economico e di immagine alla band stessa. Ed ecco iniziare un lungo dibattito legale. 10 milioni di dollari di risarcimento, più di 330 mila utenti di Napster videro cancellati i propri account napster. Le accuse furono tremende: violazione di copyright, uso illegale di interfaccia digitale audio e violazione del RICO (legge federale statunitense sulla responsabilità oggettiva in azioni criminali). 

Per farla breve Napster accolse tutte le richieste dei Metallica e inoltre furono bloccati più di 300 mila account. Poi alcune case discografiche colsero l’occasione al volo chiedendo di far bloccare altri 230 mila utenti, un altro duro colpo…

Ma il problema rimane anche oggi. la pirateria e le azioni illegali di downloading… forse il mercato discografico è ancora in ritardo non riuscendo a stare al passo con i tempi? come si diceva in precedenza, anche questo non sta a noi dirlo…

 

 

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