Ho il piacere di dare un chiacchierata con Nico Secondini tastierista dei Fuzztones, band garage rock americana, nata negli anni 80 ed ancora in attività. Entrato nella band nel 2016 ci parla delle sue passioni, del suo background e di questo momento di drammatica attualità.

 

Prima di tutto grazie per aver collaborato con noi al progetto le ‘voci del rock’n’roll unite’… Il tuo contributo è stato molto importante…

Grazie a voi per avermi coinvolto. Bello vedere tanti musicisti aderire all’iniziativa, specialmente in questo periodo particolare.

Come stai vivendo questo periodo di chiusura forzata a causa dei recenti avvenimenti che ci coinvolgono e ci coinvolgeranno ancora per molto tempo, ahimè…

Mi divido tra lezioni via Skype con i miei allievi, qualche registrazione e lo studio dello strumento; ne ho approfittato per riprendere la musica classica dopo tempo e fare qualche video-jam a distanza con amici musicisti di vecchia data.

Credo che per voi musicisti la possibilità di comunicare con amici, fan, colleghi tramite internet sia di fondamentale importanza adesso…

Assolutamente ora più che mai. Questa quarantena forzata ha cambiato e cambierà per sempre le nostre abitudini e per molti anche il modo di lavorare; per me è stato fondamentale poter continuare l’attività d’insegnamento anche a distanza.

Momenti di crisi a causa della reclusione?

Per fortuna no ho cercato fin da subito di riorganizzarmi le giornate al meglio; anche se l’annullamento di tutti i concerti da qui all’estate e il non sapere quando poter tornare in tour è  davvero un brutto colpo.

Sei in contatto con Rudi Protrudi e gli altri membri dei Fuzztones? Che dicono anche loro di questo periodo?

Ci sentiamo spesso nonostante le distanze, pensa che viviamo in 4 stati diversi! Anche loro sono rimasti  scossi dal tutto. Prima del blocco il 7 marzo avevamo l’unica data italiana a Bologna, poi saltata a causa del divieto di concerti ed eventi pubblici. Quando poi stati cancellati anche i concerti estivi in tutta Europa abbiamo capito che la situazione si stava aggravando davvero e non solo in Italia.

Sei entrato come tastierista turnista con i Fuzztones nel 2016 se non erro… e raccontaci un po’ come è avvenuto l’incontro e l’ingaggio (scusa il termine… mi sembra da far west)…

L’incontro è avvenuto tramite il loro batterista Marco Rivagli, musicista italiano ma stabile in Germania da anni.  Mentre ero in vacanza a Berlino ci siam visti per un saluto: nell’occasione Marco mi ha parlato dei Fuzztones e che stavano giusto cercando un sostituto per Lana Loveland (impegnata a tempo pieno come  genitore). Al mio ritorno in Italia son stato contattato direttamente da Rudi, e neanche due mesi dopo a Novembre ero con loro al mio debutto in Francia.

Come va la tua avventura con questa band che ha 40 anni di storia musicale sul groppone?

All’inizio non sapevo cosa mi aspettasse, ero anche alla mia prima esperienza internazionale. Ciò che mi ha colpito di più è come mi han fatto sentire fin da subito parte della band e non solo un semplice turnista. Dopo il mio primo concerto  mi han comunicato che sarei stato in  tour in Messico e Costa Rica, una delle esperienze più belle della mia vita.

Visto che hai accumulato un po’ di esperienza dal vivo sia con i Fuzztones e con altre band… ci racconti un episodio divertente che ti è successo sul palco?

Certo che si! Come quando al 100 Club, storico locale di Londra, è salita sul palco una signora sulla cinquantina con capelli fucsia tinti. All’inizio pensavamo volesse solo abbracciare il cantante; ma poi ha preso il microfono  non voleva più scendere! Alla fine è dovuta intervenire la sicurezza per portarla via di forza sotto gli occhi divertiti del pubblico (si dovrebbe trovare qualche video su youtube).

Ti sei diplomato in pianoforte al conservatorio Gioacchino Rossini di Pesaro. Raccontaci un po’ la tua vita musicale che ti ha portato al diploma prima e alla lunga strada da percorrere per chi vuole arrivare ad alti livelli nell’amato e odiato rock’n’roll…

Sono entrato in Conservatorio all’età di 11 anni. Dopo il diploma volevo specializzarmi in pianoforte moderno e tastiere; così ho convinto i miei ad iscrivermi in un’accademia di Milano ed a 23 anni ho lasciato le Marche. Mentre studiavo ho cercato fin da subito persone con cui suonare; così son entrato in alcune band che mi hanno portato ad esibirmi un po’ per tutto il Nord Italia.

È bello pensare sempre ai musicisti e alla vita ‘on the road’. Spesso noi tutti da quest’altra parte della barricata proviamo un briciolo di invidia pensando alla strampalata vita tutta sesso droga e rock’n’roll…

Mi ritengo sicuramente fortunato a vivere tutto ciò, c’è l’altra faccia della medaglia però: le lunghe attese in aeroporti spesso da solo, le poche ore di sonno, il cibo non sempre come dire commestibile… Senza dimenticare che spesso non riesci a visitare i luoghi in cui vai e vedi solamente hotel, ristoranti e locali.

Quali progetti hai in cantiere in questo periodo, visto che hai molto tempo a tua disposizione?

Visto che di concerti purtroppo non se ne parlerà per un po’ vorrei dedicarmi alla composizione. Non son ancora se si svilupperà in un progetto strumentale o qualcosa di più, vedremo come si evolverà il tutto. Non mi dispiacerebbe anche poter collaborare a distanza con musicisti sparsi per il globo.

Tre domande a bruciapelo. Cominciamo:

  • Musica classica o Rock’n’Roll?

Rock ‘n’ roll tutta la vita ma non negherei mai gli studi classici che mi hanno formato, sicuramente un percoso lungo e difficile ma  che rifarei assolutamente.

  • Pianoforte o tastiere?

Rispondo tastiere per le possibilità che possono dare, ma ciò che ti trasmette un pianoforte a coda nessuna tastiera potrà mai sostituirlo.

  • Analogico o digitale?

Stesso discorso tra analogico e digitale,  andrei ad occhi chiusi sull’analogico anche se il digitale ha permesso di arrivare a sonorità o strumenti prima inarrivabili (vedi per esempio  i cloni di hammond)…

…e per concludere lascio a te campo libero…

Stiamo tutti vivendo un momento difficile senza precedenti, oltre ai colleghi il mio pensiero va a manager, tecnici, roadie che sono attualmente senza lavoro;  se restiamo uniti e ci aiutiamo a vicenda sono convinto ne usciremo in qualche modo. Nella speranza di vedervi presto in giro, sopra o sotto un palco, mando un caloroso saluto a tutti i lettori e Long Live Rock ‘n’ Roll!

Grazie Nico è stato un enorme piacere chiacchierare con te, grazie pe la tua disponibilità e lunga vita a noi e al rock’n’roll

 

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Born to Lose, Live to Win | Rock'n'Roll is my life, so... long live rock'n'roll !!!

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