Olaf Thorsen è uno di quei personaggi che hanno contribuito a rendere famoso l’heavy metal italiano nel mondo. Una carriera tra Labyrinth e Vision Divine, sempre all’insegna della coerenza e della lealtà verso i fans. Nell’intervista che segue abbiamo parlato dell’attuale momento storico, di musica e di progetti futuri. Buona lettura.

Ciao Carlo, grazie per la tua disponibilità. Siamo sempre contenti di poterti ospitare fra le nostre pagine. Sono Andrea e ho preparato un paio di domande per te…come stai, come stai vivendo questo particolare periodo?

Ciao a tutti! La sto passando un po’ come tutti, credo: stando in casa ed uscendo giusto per quelle cose necessarie, come fare la spesa. Non c’è molto altro che si possa fare e credo che comunque sia giusto rispettare delle regole che sono state date a tutti. Speriamo solo si concluda presto, perché ammetto che inizia a pesarmi un po’.

Come vedi e che sensazioni hai in merito all’immediato futuro della musica? Pensi che il ritorno alla normalità avverrà o siamo arrivati catastroficamente a un punto di non ritorno in cui ci dovremo accontentare di vedere i nostri idoli in streaming?

Non saprei dirlo. Sicuramente il danno è già stato fatto ed è enorme, ma credo che alla luce di quanto successo si potesse fare ben poco, nell’immediato ( anche se avessero lasciato tutto aperto, dubito che la gente sarebbe corsa in massa ai concerti e comunque sarebbe stata un’incoscienza). Di nuovo, speriamo che la cosa si possa superare velocemente e che sia possibile tornare ad un minimo di normalità al più presto.

Parliamo di sensazioni musicali reali. Il cambio di cantante è sempre un rischio per una band. Nella vostra formazione hanno cantato due big come Fabio Lione e Michele Luppi. Anche se Ivan Giannini non è conosciuto come i suoi due predecessori, lo reputo un grandissimo cantante, scelta migliore non potevate fare. Come siete arrivati a lui?

Ci siamo arrivati dopo un’infinità di provini, in cui abbiamo valutato veramente un sacco di validissimi cantanti. Ivan è risultato essere il più adatto, non solo per i suoi indubbi meriti vocali, ma anche per l’entusiasmo e la voglia di emergere che ha dimostrato fin da subito e che è molto importante. Infine, cosa che a questo giro abbiamo valutato come caratteristica assolutamente fondamentale, abbiamo valutato fin da subito anche l’aspetto umano, perché trovarsi bene all’interno di un gruppo ormai consolidato era una cosa per me fondamentale.
Ivan è una persona fantastica, con cui abbiamo legato fin da subito e che anzi ha portato molto del suo entusiasmo, trasmettendolo a tutti noi.
Come hai detto tu, inoltre, è un cantante eccezionale, che sta sfruttando al meglio questa occasione per fare cose “straordinarie” e sono contento sia per lui che per noi, ovviamente.

Non ho ancora avuto il piacere di venire a vedervi dal vivo, ma mi sembra che l’attuale formazione sia molto solida e affiatata, mi sembra che ci sia una bella atmosfera tra di voi. Sono solo mie sensazioni o è davvero così?

È assolutamente cosi, come credo avrai avuto modo almeno di leggere un po’ in giro. Certe cose non puoi fingerle, quando sei su un palco: se ci sono problemi, se l’atmosfera non è delle migliori, puoi sicuramente suonare e fare un bel concerto, ma non potrai mai vedere facce sorridenti e magari dei cazzoni che hanno anche il tempo per prendersi per il culo, tra un pezzo e l’altro (o magari durante un pezzo…).
Ormai l’ossatura della band è assieme da tantissimi anni e siamo molto amici soprattutto fuori dal palco e la cosa si vede. Per questo, come ti dicevo, abbiamo valutato attentamente anche questo aspetto, prima di decidere chi sarebbe stato il nuovo cantante. Siamo una di quelle band che suona divertendosi ed è nostra intenzione continuare a fare cosi!

Vi seguo dal primo disco (in un certo senso è per me un vanto). Fino ad oggi avete realizzato dischi uno più bello dell’altro. Ti va di descriverli tutti con poche parole abbinando magari un ricordo legato al disco?

Oddio, sarebbe una lista infinita e se dovessi aggiungere commenti, non so quanto tempo e spazio ti prenderei. Diciamo che sono veramente orgoglioso della maggior parte dei miei album, perché siamo riusciti in quello che è sempre stato il nostro intento: non ripeterci all’infinito e cercare di evolvere il nostro sound, pur continuando a suonare quello che ci piace e nel modo in cui ci piace. Non ti nascondo che ci sono stati alcuni album più difficili da realizzare di altri e che magari mi faranno rimanere per sempre con la voglia di “rifarli”, come ad esempio 9 Degrees West of the Moon, ma avendo vissuto tutta la storia, posso dirti che in realtà sono stati fondamentali, a livello di esperienza e oggi se sono cosi soddisfatto dei miei lavori è anche per quelli che sono venuti cosi come li avevo pensati. Ho imparato a gestire le cose in prima persona, a non fidarmi di quello che ti promettono gli altri, solo perché te l’hanno promesso, e tante altre cose. Tra l’altro, anche quegli album che appunto mi hanno lasciato un po’ di amaro in bocca, hanno come unica colpa quelli di non essere stati prodotti e/o arrangiati nel modo migliore, o comunque nel modo in cui li avevamo pensati, ma non rinnego certo i pezzi o quello che c’è dentro, anzi! Il messaggio è sempre li, diciamo che ho imparato a fare in modo che le volte successive arrivasse nel modo esatto in cui lo volevo trasmettere.
Quanto al resto cosa posso dire? Dal primo ‘Vision Divine’ all’ultimo ‘When all the Heroes are Dead’, siamo cambiati, sia di testa che di età, abbiamo fatto un “lungo giro”, che è passato dal power metal ed è arrivato ai confini del prog (ammesso che ci si possa definire cosi), e ultimamente abbiamo un po’ iniziato a fare una specie di riassunto di tutti nostri lavori. Sono molto fiero di questa ultima parte, perché noto i progressi, come sound, come produzione, come stile espresso all’interno di un album (che mi permette di spaziare da uno speed “classico” ad una ballad strappalacrime, fino alla realizzazione di brani un po’ più sperimentali, come ad esempio l’ultima The Nihil propaganda).
Insomma, mi sento libero, mi trovo bene con tutti i ragazzi, ci divertiamo e mi piace molto quello che viene realizzato. È un gran bel momento!

Un aspetto che secondo me vi contraddistingue rispetto a tante altre band è quello di tenervi fuori da polemiche, gossip musicali e quant’altro, andando avanti per la vostra strada puntando molto sull’evoluzione musicale e alla qualità dei vostri album.

Grazie, apprezzo molto che tu lo abbia detto ed è assolutamente cosi. Siamo sempre restati fuori da qualunque forma di gossip, facciamo le nostre cose vivendo nel nostro mondo, in cui chiunque è benvenuto, se ha voglia di conoscerci e di divertirsi con noi. I nostri fan sono come noi, non fanno polemiche e sono soliti scambiare pareri ed opinioni, oltre ad avere imparato, negli anni, ad ascoltare ed accettare anche i nostri cambiamenti ed evoluzioni. Credo di poter dire senza presunzione che siamo una di quelle band che non crea problemi a nessuno, quando suoniamo su un palco ti potranno confermare un po’ tutti, dai tecnici alle band con cui condividiamo lo stage, che quasi non ci si nota. Arriviamo, prepariamo il palco e suoniamo, senza scenate fuori luogo o pericolosi rigonfiamenti dell’ego. Questo ci ha sempre permesso di essere amici praticamente di tutti e non avere alcun problema con nessuno e non è una cosa che puoi fingere: o sei cosi, o non lo sei.
Lasciami aggiungere che in alcuni casi però siamo stati comunque fraintesi, a causa della nostra riservatezza: non siamo una band caciarona e da party, quindi capita spesso che quelli che non ci conoscono ci vedano come, appunto, un gruppo di persone chiuso e riservato, ma questo non ha niente a che vedere con atteggiamenti fuori luogo o inopportuni.

Domanda diretta. Perché suonare heavy metal e non un altro genere? E c’è ancora spazio per questo tipo di musica?

Domanda più difficile di quanto sembri e la risposta è altrettanto complessa, visto che a me piace quasi tutto. Credo che l’unica risposta sensata sia “perché probabilmente so suonare solo questo, in questo modo per lo meno questo è quello che mi esce, quando cerco di fare musica”
Spazio ce ne sarà sempre, almeno fino a quando sarà anche una passione e non un mero lavoro, come tanti altri.

Tanti anni di carriera con Labyrinth e Vision Divine. Ti va di dirci un brano che rappresenta al meglio una band e l’altra? Io personalmente sono molto legato a ‘Lady Lost In Time e ‘Angel Of Revenge’.

Altro domandone… come posso ridurre cosi tanti anni di una band ad un unico brano? Capisco però il fascino della domanda e cercherò di rispondere, con la premessa che però se tu mi ripetessi la stessa domanda più volte e in momenti diversi, potrei darti risposte differenti.
Per Labyrinth ti direi Moonlight, che in fondo racchiude tutto quello che siamo come gruppo, mentre per Vision Divine sono d’accordo con te e credo che Angel of Revenge ci rappresenti al meglio, anche se il mio preferito in assoluto è The Nihil Propaganda.

Domanda da giornalaccio estivo… giusto per farmi i fattacci tuoi, cosa ascolti di solito, che film guardi e cosa leggi?

Ascolto moltissima musica anni ’80 in questo momento… sarà la nostalgia.
Guardo pochi film, perché ho poco tempo, ma di solito sono molto interessato agli Sci-Fi. Mi piacciono quelli in cui ci sono navi spaziali e viaggi verso l’infinito. Non sono molto interessato a Star Wars o combattimenti vari, però.
Quanto ai libri, come per i film, non ho molto tempo, ma quando posso leggo sempre e solo libri di storia o filosofia. Non sono interessato ai romanzi, se non quelli storici, che però ho già letto, e non sono molto interessato ai nuovi autori, che anzi ammetto vergognandomi di non conoscere affatto.

Tornando più seri volevo chiederti una volta pubblicato e metabolizzato il disco, riesci ad ascoltarlo con la mente libera o l’ascolto è un modo per analizzare per l’ennesima volta il prodotto finale?

No, mi è impossibile riuscire a distaccarmi completamente da un album appena completato, che ho scritto. Io ne percepisco tutte le sfumature e anzi, ne percepisco alcune che so che non verranno mai comprese e neppure percepite dal pubblico.
Do molta importanza anche al testo di un brano, perché li spesso c’è il messaggio attorno a cui ruota la musica ed i suoi arrangiamenti…già questo è frustrante, perché so che non saranno in molti a fare questa connessione mentale. Quasi sempre, terminato un album, sono cosi saturo di quello appena fatto, che non riesco neppure a capire se ho fatto una schifezza colossale o no.

Chi non lo fa di mestiere magari non riesce ad immaginare quanto lavoro ci sia dietro alla realizzazione di un disco. Musica, testi, registrazione, aspetto grafico e tanto altro. Puoi raccontarci il processo che porta alla pubblicazione di un tuo disco?

È un processo molto istintivo, infatti mi capita di restare spesso davanti al pc con la chitarra in mano e non scrivere neppure una nota, semplicemente perche non è partita l’ispirazione, perché non ho ricevuto niente da poter mettere giù. Non riesco a scrivere a comando, ci ho provato e ho visto che mi porta via molte risorse, per poi tradursi in una schifezza colossale da scartare.
Il mio processo è il seguente: mi siedo e penso ad un argomento, un’emozione, un titolo, qualcosa che mi accenda qualcosa. A quel punto, cerco di immaginare la musica, mentre penso a questo argomento. Inizio quindi a scrivere quello che immagino, di solito con la chitarra, ma mi è capitato spesso di partire da un arrangiamento di archi, o una tastiera.
In seguito il processo è un po’ caotico e casuale…dipende da quello che mi viene in mente, da quello che sento, oppure in alcuni casi da quello che sembra proseguire naturalmente e in automatico.
Il testo finale, comunque, arriva sempre alla fine, dopo avere completato tutto. A quel punto, sulla base di quell’idea che comunque ho avuto fin da subito, sistemo il concetto in metrica e con parole che abbiano spesso anche un senso più profondo di quanto possa inizialmente sembrare…faccio molte ricerche in merito, il che puo sembrare stupido per uno che in fondo scrive testi di heavy metal…

Io penso che da ormai molti anni i gruppi italiani abbiano raggiunto livelli eccelsi. Perché secondo te da parte di molte (secondo me) persone c’è ancora questo atteggiamento che tende a valorizzare e a incensare (quante volte a sproposito) le band straniere a discapito di quelle italiane?

Perché il motivo è all’opposto di quello che secondo me credi tu: è verissimo che ci sono molte band italiane di livello non solo uguale, ma secondo me addirittura superiori a tante estere…solo che mentre è facile ridurre queste band a poco piu di una curiosità del momento, è sempre stato molto difficile affermare che le band straniere, anche molto conosciute, spesso fanno ciofeche inascoltabili, per pure ragioni di mercato.
Ecco che la band XXX esce sempre col “capolavoro”, o nel peggiore dei casci non un album “solido, che ci si aspettava”, pronti subito a tornare in tour.
A me sembra quasi, e lo vivo sulla mia pelle praticamente ogni volta, che a un gruppo italiano si chieda sempre una specie Magnum Opus, il capolavoro assoluto, l’opera immortale. Anche quando questo accade, invece di affermare questo status in via definitiva, il tutto si riazzera all’album successivo ed anzi, l’eventuale capolavoro fatto precedentemente diventa uno scoglio irraggiungibile ed insuperabile, come se da quel momento in poi l’unico scopo sia “superare” quanto fatto in precedenza e tutto il resto diventi superfluo e da criticare.
Ecco allora che tutto quello che fai diventa criticabile, non più per il valore di quanto appena realizzato, ma solo in relazione a quanto fatto in passato. Un po’ come dire che Michelangelo non avrebbe più fatto niente di decente, dopo la Cappella Sistina, come se improvvisamente fosse diventato monotono, ripetitivo, o ancora peggio incapace…perdonami l’accostamento ai limiti dell’indecente, ma spero che renda l’idea.

E’ di questi giorni la notizia della chiusura di un negozio storico di Milano, Mariposa dischi (se non erro, non ricordo bene in che occasione) avevi presentato proprio lì un album? Mi ricordo male? Ormai per noi appassionati rimangono quasi esclusivamente le fiere del disco dove poter ancora assaporare certe atmosfere che solo il negozio ti sa dare. Tu sei un nostalgico in questo senso ti sei abituato a questa concezione della musica mordi e fuggi, scarico e poi cestino.

Sono molto legato alle confezioni, di qualunque tipo. Il piacere di acquistare un album, aprirlo, leggerne il libretto, compresi i crediti e i thanks della band…è qualcosa che non può essere completamente cancellato da un file ascoltabile in streaming. Non lo sarà mai, mi rifiuto di adeguarmi.
Certamente lo streaming è utile, mi permette di ascoltare velocemente molti album senza doverli inserire nel lettore, anche quando magari sono in viaggio, ma è un’altra cosa…

Ultima domanda. Parlaci del nuovo progetto Shining Black con Marc Boals

È un progetto a cui sono molto legato, lo sto ripetendo e so che anche se suona come una frase fatta, corrisponde alla realtà.
Per me è un’emozione fortissima sentire una voce storica, un personaggio che ha fatto e continua a fare parte dei miei ascolti, cantare su un album mio, in cui quella chitarra che sento è la mia.
È un disco diverso da quello che scrivo e suono normalmente con le mie band, ma in fondo credo che si possano riconoscere alcune caratteristiche che fanno parte del mio modo di suonare e di concepire la musica. Lo trovo molto melodico, se dovessi spiegarlo in termini più semplicistici lo definirei più “Rock” per quanto le chitarre siano ovviamente molto heavy. Lo è nella sua concezione più profonda, perché non ci siamo concentrati su virtuosismi e strutture complesse, ma piuttosto sulle canzoni e le loro melodie, mettendo tutto il resto veramente e semplicemente al servizio di tutto questo.
È stato difficile scegliere il primo singolo da pubblicare, perché l’album è molto vario e ci sono brani anche molto differenti tra loro, quindi sceglierne uno ha significato dare una prima impressione, a discapito di un’altra…insomma, credo che varrebbe la pena aspettare i prossimi singoli, per avere un’idea un po’ più completa ( anche se alcuni dei miei brani preferiti e più lontani dal mio stile non verranno lanciati in anteprima).”

Prima di salutarti volevo dirti che mia figlia di otto anni, è una vostra fan irriducibile. La sua canzone preferita è Angel Of Revenge e tu e Ivan (il pazzo come lo chiama lei) siete i suoi preferiti. A me questo mi riempie di gioia perché mentre i suoi compagni ascoltano cagate trap varie, lei mi chiede di mettere su il cd dei Vision Divine…

Grazie mille! Ringraziala e dalle un abbraccio da parte mia ( fa molto Papa Giovanni XXIII, ora che ci penso, ahaha)…

Ti lascio la parola per concludere questa chiacchierata epistolare ringraziandoti e chiedendo un saluto a tutti i rocker che amano la musica e agli appassionati dei Vision Divine

Grazie mille a tutti per l’attenzione e per l’entusiasmo che mi avete sempre dimostrato. Come abbiamo detto anche ad inizio intervista, noi siamo persone molto distaccate e che cercano di restare al di fuori delle polemiche e dei gossip i stile “novella 2000”, ma ci stiamo divertendo tantissimo facendo quello che più ci piace ed in questo, ne siamo coscienti, ci riteniamo molto fortunati.
Un saluto a tutti, sperando che tutto questo passi presto e che ci si possa incontrare nuovamente Live!

Grazie per la disponibilità Olaf e speriamo quanto prima di tornare tutti ai concerti e a sentire la musica dal vivo, cantando e saltando a suon di metal.

 

 

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