La sempre attenta e attiva Volcano Records, ha immesso sul mercato discografico l’interessante debutto di una nuova band italiana, gli Overchains. Questi ragazzi hanno già le idee chiare, ‘Veil‘ si è dimostrato un buon debutto con diversi spunti interessanti e tante buone idee. Ecco l’intervista con la band.

Ciao ragazzi benvenuti su long live rock n roll, innanzitutto volevo farvi i complimenti per il disco, mi è piaciuto decisamente.

Grazie mille a te per la bella recensione.

Vorrei iniziare questa intervista a distanza chiedendovi di presentare al grande pubblico rock la band. Vogliamo sapere tutto, come è nata, perchè il nome Overchains, insomma di tutto e di più.

Gli Overchains sono nati dall’idea di Anthony De Francesco (Guitar), Nicola Baldoni (ex Guitar) e Matthew Aguy (Voice) che nel lontano 2014 si vedevano per scrivere qualche pezzo quando ancora il gruppo non esisteva. La formazione si è stabilizzata nel 2017 ed ora i membri sono:
Matthew Aguy: Voice
Anthony De Francesco: Guitar 1
Jack CH: Bass
Tommaso Orfeo: Guitar 2
Paolo Pagnanini: Drums
Il nome Overchains è stato scelto fin dai primi giorni in quanto ritenevamo e riteniamo che lo scopo ultimo della nostra musica sia far riflettere le persone e provare a farle andare oltre
le loro catene, che possono essere metaforiche o fisiche; insomma, vogliamo che ogni persona sia libera di esprimere al meglio il suo potenziale.
Dal 2017 in poi abbiamo avuto l’onore di suonare in molti palchi italiani e aprire band per noi fondamentali come Lacuna Coil, Igorrr e Temperance.

Per quanto riguarda il disco, parto dall’artwork, molto bello e suggestivo. Volete parlarcene e raccontarci come è nata l’idea per la copertina?

Un dettaglio che pochi sanno è che la figura inquietante della copertina è la stessa attrice del nostro video “Hidden Veil”. Abbiamo fatto questa scelta per dare un idea di linearità della
nostra proposta. Per la copertina abbiamo pensato che l’importante fosse trasmettere la sensazione di prigionia che deriva dal non vedere il mondo ad occhi lucidi ma solo attraverso filtri che  mistificano la realtà creati spesso proprio dalla nostra testa. La figura urla nell’atto di strappare il velo dai propri occhi.
L’artwork del CD è stato realizzato dal nostro grafico Francesco Mattioni.

Veil‘ segna il vostro debutto sulla lunga distanza. Insomma un bel traguardo ma anche un bel punto di partenza. Arrivare a pubblicare un album quali emozioni vi ha provocato e quali stimoli vi ha dato?

Innanzitutto essere riusciti a pubblicare questo album segna un nuovo punto d’inizio per la composizione, dato che in questo album ci sono canzoni sviluppate dagli albori fino agli ultimi mesi,
Forse è anche per quello che ogni tanto si percepisce un pò di discrepanza stilistica.
Dunque ora siamo intenzionati più che mai a ricominciare a scrivere da zero e portare presto alla luce un secondo album.

Come e dove sono nate le canzoni? Potete raccontarci il processo di creazione delle songs, da dove partono le idee e poi come vengono sviluppate fino ad arrivare al risultato finale.

Le canzoni come dicevo sono state create nell’arco degli ultimi 5 anni, però il processo compositivo è rimasto più o meno invariato:
Anthony e Matthew scrivono lo scheletro iniziale della canzone, strumentale e vocale, e poi ognuno di noi passa al vaglio la canzone e insieme la modifichiamo fino a che non la reputiamo valida.

Reputo ‘Veil‘ un buon esordio, si intravedono notevoli potenzialità e a mio avviso avete già sviluppato una buona personalità. Ascoltando le vostre canzoni non viene da dire‚ “assomigliano a questo o quest’altro. Pensate di aver già trovato un vostro sound e una vostra precisa identità?

Cercare di non assomigliare a nessuno è stato sempre uno dei nostri obiettivi, preferiamo creare qualcosa che sia più possibile solo nostro.
Al momento è difficile dire se abbiamo trovato la nostra vera identità o sound, diciamo che siamo sempre più vicini a capirlo.

In sede di recensione ho criticato la produzione, purtroppo non all’altezza di un lavoro così valido. Chiaramente con un suono più professionale il risultato finale sarebbe stato ancora migliore, però questo aspetto ha a mio avviso penalizzato non poco un ottimo lavoro come ‘Veil‘. Cosa ne pensate? Il tutto è riconducibile a questione di budget o è stata una vostra scelta quella di avere un sound così scarno?

Purtroppo siamo consapevoli che la produzione non è stata adeguata, abbiamo avuto diversi problemi in fase di registrazione e mixing. Diciamo che abbiamo imparato dai nostri errori.

Per quanto riguarda invece l’utilizzo delle due voci, ho mosso alcune perplessità.
Non so se per una questione di missaggio o di troppa diversità tra la voce di Matthew e quella di Anthony, il connubio non mi ha convinto molto. Pensate in futuro di utilizzarle in modo più massiccio, oppure solo in qualche brano o si è trattato solo di un esperimento per il primo album?

Puntiamo ad utilizzarle più frequentemente, ma anche con più raziocinio di quanto fatto in questo primo album. Di solito la voce di Anthony è stata messa solo in un secondo momento quando invece d’ora in poi scriveremo già ragionando su questo aspetto.

Domandone un pò scontato, ma d’obbligo visto il periodo. Come state vivendo sia a livello personale che di band questo momento di difficoltà, di smarrimento collettivo e di confusione ?

E’ molto faticoso stare dietro alla composizione in una band in questo periodo, specie perchè viviamo anche molto lontani l’uno dall’altro e per esempio ora le restrizioni non ci permettono di andare a registrare. Speriamo passi più in fretta possibile e si possa tornare a suonare live e lavorare come un tempo.

Pensate che un ritorno alla normalità sia possibile oppure questo fottuto virus anche una volta che tutto sarà passato, lascerà dentro di noi paure e piccole fobie irreversibili.

Sicuramente i primi mesi sarà strano tornare a un live con molte persone e stare tutti vicini a fare casino, alcuni automatismi di questo periodo sono stati già interiorizzati, ma siamo convinti che passato un pò di tempo tutta questa storia resterà solo un brutto ricordo.

Parlando di argomenti più leggeri e attinenti alla musica, volevo chiedervi quali sono le vostre principali influenze musicali, quali sono gli ascolti di tutti i giorni.

Ognuno di noi ascolta un genere diverso dagli altri membri del gruppo e proviene da una scena ben precisa: Matthew viene dal pop, Anthony dagli ambienti Hardcore Punk, Jack dal Glam Metal, Paolo dall’epic e Tommaso dal classic rock.

Io sono cresciuto con un certo tipo di musica, quando ho iniziato ad ascoltare metal e rock non c’era internet, niente social, spotify e tutto quello che c’è oggi. C’era tanta passione, un pò di ingenuità, però c’era voglia di scoprire, di collezionare, si aspettava l’album con trepidazione, io mi leggevo tutti i credit inseriti nel booklet, insomma un altro mondo. Voi come vi rapportate con la tecnologia, con i social, acquistate musica, cosa ne pensate a riguardo?

Per quanto riguarda collezionare dischi e leggere maniacalmente booklet e testi siamo esattamente come te. L’era di internet ha dato la possibilità a tutti di essere facilmente reperibili,ma per assurdo sembra che siamo diventati tutti invisibili.
Quanti gruppi una persona può mai arrivare a conoscere tra milioni di band presenti online? Il rischio, che ormai sembra essere una realtà, è la saturazione della scena.

Obiettivi per il futuro? Avete già qualche idea o brano in cantiere?

Stiamo già lavorando su molte idee e puntiamo a tornare in studio il prima possibile. Expect us.

Volete lasciare un saluto ai lettori di Long Live rock n roll?

Ciao a tutti,speriamo di rivedervi tutti sotto il palco. Prima o poi.

Grazie per la disponibilità e a presto.

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