40 anni fa, 20 settembre 1980, Ozzy Osbourne pubblicava il suo album di debut come solista: ‘Blizzard of Ozz’. Un debut album capolavoro assoluto, una qualità incredibile racchiusa in nove tracce (includendo la strumentale ‘Dee’) che da pochi altri lavori verrà eguagliata.

Incredibile parlare di debut per un personaggio che con i Black Sabbath aveva cambiato la storia con album memorabili e dissolutezze varie.

Riascoltando l’album, i ricordi volano via a quaranta anni fa, a quelle emozioni fortissime, alla pelle d’oca e allo stupore, conseguenza dell’ascolto inaspettato.

Qualche mese prima della pubblicazione dell’album Ozzy era un  personaggio che apparteneva al passato, agli settanta che appartenevano ad un’altra era, che avevano visto la nascita di nuovi filoni musicali e culturali che ormai erano diventati vecchi di colpo. Le foto di Ozzy distrutto dall’alcol dopo l’espulsione dai Black Sabbath, il cantante ormai irriconoscibile e del tutto abbandonato verso la sua fine con il destino segnato. Poi la rinascita grazie a dei musicisti che permettono una nuova vita, su tutti Randy Rhoads giovane talentuoso chitarrista (un genio), Bob Daisley, navigato bassista, Lee Kerslake alla batteria (venuto a mancare ieri 19 settembre 2020) e Don Airey già noto tastierista dalla 1000 collaborazioni…

Ecco quindi la tempesta, la ‘bufera’ Ozzy pronta ad abbattersi sulla musica che caratterizzerà gli anni ottanta e quelli a venire. Ozzy il principe delle tenebre, l’uomo pipistrello, l’unico ritornato dalle tenebre con la sua stella che non lo abbandonerà mai!!!

Un album dai colori cupi e tenebrosi, quella foschia della mente unica e irripetibile, quella follia che è parte di Ozzy, altrimenti Ozzy non ci piacerebbe privo della dea della scriteriatezza. 

Ozzy dirà qualche anno dopo: ‘Questo è ancora uno dei miei preferiti, perché è stato un punto di svolta nella mia carriera. Questo album custodisce ancora grandi ricordi per me…’

Quando sento parlare di Ozzy in termini dispregiativi non capisco, non comprendo il perchè di tale astio nei confronti di un uomo, cantante, artista che ha trasformato la musica moderna, cambiato le carte del gioco della musica dura… non capisco e mi astengo dal farlo, preferisco godere della musica e delle emozioni che provo ogni qualvolta ascolto e mi lascio trasportare da anima nera e cuore malato invece di lasciarmi andare a contorte riflessioni cervellotiche di chi ha dimenticato il vero senso della musica.

‘Blizzard of Ozz’ è moderno ancora 40 anni dopo? Facile rispondere: ‘Sì, certamente’. La genialità inarrivabile, compositiva, stilistica, artistica di Randy Rhoads non può essere associata con le composizioni più moderne, con gli stili, i riff, i solo di chitarra. Il legame stretto di Ozzy e Randy rimarrà inarrivabile e non sarà mai dimenticato. 

Ieri è scomparso anche il batterista di questo immenso disco, Lee Kerslake e ascoltando i suoi ritmi, le sue rullate assieme ai riff di Rhoads la tristezza amplifica l’emozione della bellezza di questo album  e di quella amara terribile dolcezza del suo contenuto.

4 dischi di platino fino ad ora, tanti riconoscimenti che hanno voluto tributare ad un album hard rock / heavy metal il giusto riconoscimento per quella capacità di essere stato parte e visione del proprio tempo di vita e dei cambiamenti imposti dall’età e dal fluire del soffio eterno del rock’n’roll

I brani potrebbero essere benissimo 9 singoli da apprezzare separatamente. Tutti noi conosciamo questo album a memoria, brano dopo brano, vissuto solco dopo solco, gridato e cantato, sussurrato e apprezzato giro dopo giro… se mi dovessero chieder quale brano preferisco, non saprei rispondere, perchè sono tutti i miei preferiti, sono tutti impressi nella mia memoria, li ho cantati tutti singolarmente in tutti gli anni della mia vita a seconda dei momenti della mia vita e a seconda dei cambiamenti della mia vita. Brani trasportati dal vinile su mille cassette da inserire in macchina durante i miei viaggi o nei walkman, ridotti in mp3 per i cd da mettere ancora una volta in macchina o nel lettore portatile, oppure liquefatti per ascoltarli  con apparecchiature più moderne e al passo della modernità. Cambia il contenitore ma il contenuto rimane lo stesso, i brividi ritornano immutati, i battiti del mio cuore si animo ancora e i pensieri corrono, viaggiano… ricordi, ricordi, ricordi…

Ozzy è Ozzy… se non vi piace, basta girarvi dall’altra parte…

Adesso aspettiamo l’edizione speciale dei 40 anni…

 

Tracklist:
I Don’t Know
Crazy Train
Goodbye to Romance
Dee
Suicide Solution
Mr. Crowley
No Bone Movies
Revelation (Mother Earth)
Steal Away (the Night)

Band:
Ozzy Osbourne – voce
Randy Rhoads – chitarra
Bob Daisley – basso, gong, cori
Lee Kerslake – batteria, percussioni, timpani
Don Airey – tastiere

 

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