Sono trascorsi quasi vent’anni da quando i Pearl Jam sono apparsi sulla scena musicale ed altrettanti da quando hanno cominciato a calcare i palchi di mezzo mondo. Ebbene rivederli ancora è un piacere per l’intensità del loro spettacolo, per il calore che riescono a trasmettere, per le vibrazioni che sono in grado di generare e per il feeling che immediatamente riescono a creare con il pubblico. Sono poche le band al mondo capaci di produrre un trasporto totale e coinvolgente tale da lasciare quel gusto dolce di rock’n’roll difficile da dimenticare.

L’ultima serata del Heineken Jammin’ Festival di Mestre vede proprio loro come protagonisti conclusivi a sigillare la fine di un evento che da anni porta in Italia dei mostri sacri della musica. Ed è sempre una grande festa di musica e pubblico poichè il divertimento è assicurato, la capacità di trascinare all’interno di un mondo così particolare, sentito e vissuto, è una caratteristica peculiare del gruppo di Seattle che quando arriva in Italia propone sempre degli show indimenticabili.

Siamo quasi 40.000 persone pronte ad essere trasportate nell’universo Pearl Jam… Concerto ricco, intenso, potente, dolce, coinvolgente, che vede nella figura di leader carismatico Eddie Vedder il fulcro di tutto. Niente da dire Vedder è un autentico frontman capace di suscitare elevate emozioni, soprattutto per le sue capacità canore, ma anche per il suo voler dimostrare di essere parte di noi. E allora, con il suo immancabile fogliettino, ci parla in italiano per renderci parte dei suoi pensieri e delle sue sensazioni a proposito del pezzo scritto a Roma a bordo in una macchina piccolissima nel traffico della capitale mentre viaggia per la città con alcuni amici, oppure parlando delle varie forme e sfaccettature dell’amore, e poi in inglese comunicando sempre con noi e concludendo il concerto così, a proposito dell’Italia…

(a voi la traduzione)

E poi la musica. Due ore di magnifica musica, perfetta in tutti i suoi aspetti e forme, concreta e particolare, calda e avvolgente. Che spettacolo poter ascoltare tutti quei brani che fanno parte della nostra vita. Da “Even Flow” a “Jeremy”,”Once”, “Porch”, “Alive” sempre grandiosa, “Elderly Woman Behind The Counter In A Small Town”, “Corduroy”, “Red Mosquito” con Ben Harper (con il quale Vedder aveva in precedenza duettato durante la sua esibizione cantando “Under Pressure” della coppia Mercury/Bowie) condividendo l’ennesima bottiglia di vino italiano, “MFC”… e tutti gli altri fino a giungere ai nuovi brani di “Backspacer”, “The Fixer”, “Just Breathe”, “Got Some”, “Unthought Known”, lasciando spazio alle spendide cover “Arms Aloft” di Joe Strummer & The Mescaleros corredata dal personale saluto nei confronti dello scomparso compositore, “Public Image” dei P.I.L e la conclusiva Rockin’ in the Free World di Neil Young con Ben Harper e gli altri musicisti che hanno partecipato alla giornata conclusiva del festival, sul palco insieme ai cinque di Seattle.

Le impressioni immediate, a caldo, osservando gli sguardi ed i volti di parte dei 40.000 presenti, sono state quelle di chi si è reso conto di aver partecipato ad un evento straordinario, (non mi stanco di ripeterlo) carico di emozioni, empatia e fantastiche sensazioni; le impressioni a freddo, dopo qualche giorno sono le stesse percepite durante la serata. Sono e siamo consapevoli di aver assistito ad un grande evento e, pur non essendo la prima volta, l’adrenalina e l’entusiasmo non riescono a tornare a livelli accettabili poichè i Pearl Jam hanno un valore senza pari e senza di loro la musica avrebbe un enorme vuoto…

C’eravate anche voi?

 

Setlist:

1. Given To Fly
2. Corduroy
3. World Wide Suicide
4. The Fixer
5. Elderly Woman Behind The Counter In A Small Town
6. Breath
7. MFC
8. Even Flow
9. Present Tense
10. Do The Evolution
11. Unthought Known
12. Porch

13. Red Mosquito (with Ben Harper)
14. Just Breathe
15. State Of Love And Trust
16. Arms Aloft (Joe Strummer & The Mescaleros cover)
17. Jeremy

14. Got Some
15. Once
16. Black
13. Public Image (Public Image Ltd. cover)
14. Alive
15. Rockin’ in the Free World (Neil Young cover) (Ben Harper e molti dei musicisiti della giornata)

 

 

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Born to Lose, Live to Win | Rock'n'Roll is my life, so... long live rock'n'roll !!!

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