AFM Records – 2021

La ‘Nephilim’s Empire Saga’ è arrivata al secondo capitolo con ‘Glory For Salvation’, il nuovo attesissimo lavoro dei Rhapsody Of Fire, una band che in molti dopo l’abbandono di Turilli e Lione davano per morta e sepolta, ma che invece grazie alla tenacia e al talento di Alex Staropoli è risorta a nuova vita già col precedente ‘The Eighth Mountain’, ottimo disco che ha fatto tornare nei metal-fans la voglia di Rhapsody.
Visto l’ingombrante curriculum, ogni nuova uscita della band italiana (con questo album vi è un ritorno ad una formazione completamente italiana) genera attesa, curiosità e i famosi detrattori ogni volta sono lì pronti ad andare giù pesante, ma puntualmente ogni volta i Rhapsody Of Fire li zittiscono a suon di grandi album, come succede anche in questo caso. Prima di addentrarci nella disamina dell’album, mi preme spendere due parole per i restanti componenti della band. Roberto De Micheli alla chitarra (già membro originario dei primi Rhapsody) ha dovuto raccogliere un’eredità pesante, subentrare a Luca Turilli, mica uno qualsiasi. Beh il suo apporto ed il suo stile sono diventati fondamentali per i “nuovi” Rhapsody Of Fire, Alessandro Sala al basso assieme al nuovo drummer Paolo Marchesich garantiscono una solidità e qualità elevatissime.
Infine Giacomo Voli, la voce, entrato in punta di piedi, ha conquistato tutti con i fatti, e anche grazie all’esperienza accumulata in questi anni in studio e on the road, è cresciuto notevolmente, ed oggi è sicuramente uno dei migliori cantanti sulla piazza.

Si parte alla grande con l’opener ‘Son Of Vengeance’ non il solito brano esplosivo in doppia cassa, ma molto epico e battagliero, introdotto dalle tastiere di Staropoli dal giusto piglio cinematografico, così come il ritornello nel tipico stile dei Rhapsody Of Fire.
Con ‘The Kingdom Of Ice’ e soprattutto la title track la componente epica e “Hollywoodiana” è l’elemento distintivo e preponderante che dona freschezza e fierezza alle composizioni.
’Eternal Snow’, un breve intermezzo strumentale ci apre le porte per ‘Terial The Hawk’, la giusta “pausa” dalla potenza e magniloquenza del metal, un brano che ci trasporta in pieno nell’atmosfera fantasy dell’album, una sorta di ballata medieval/folk sublime.
Maid Of The Secret Land’ si muove in territori power, ma non quello esplosivo e diretto alla Helloween, qui la struttura è più articolata e pur avendo un refrain che rimane in testa, si tratta di una canzone non propriamente immediata.
Eccoci arrivare al pezzo lungo, ‘Abyss Of Pain II’ che riprende come intro ‘Abyss Of Pain’ del precedente album, per poi svilupparsi in un continuo mutare di atmosfere ed emozioni. Grandioso l’arrangiamento, una piccola opera d’arte la parte musicale che spazia in tutto l’universo musicale dei Rhapsody Of Fire, potremmo definirlo come un cortometraggio modellato dalla musica, siamo davvero immersi nel cuore dell’album e della storia.
Dura riprendersi dopo questi esaltanti dieci minuti, ‘Infinitae Gloriae’ ha il compito di mantenere l’adrenalina alta e ci riesce molto bene, ritornano i Rhapsody più power-oriented che poi vengono interrotti dalla grandiosa e commovente ‘Magic Signs’, maestosa nel suo incedere sofferto e fiero.
Momento di grande speranza e ariosità con ‘I’ll Be Your Hero’ già presente nell’EP uscito qualche mese fa, semplicemente uno dei migliori nella lunga carriera della band, cori, melodie, potenza, c’è proprio tutto.
Ci avviciniamo alla fine del viaggio, ‘Chains Of Destiny’ è la perfetta chiusura del cerchio, anche se la fine vera e propria spetta a ‘Un’ode per L’eroe’ (presente anche nella versione in lingua spagnola) una ballata molto intensa che ci lascia dentro tanto ma anche un piccolo rammarico, ossia quello che il disco è finito.

Che dire, ‘Glory For Salvation’ conferma (se mai ce ne fosse stato bisogno) la giusta scelta fatta da Alex Staropoli qualche anno fa, quella di continuare questo magnifico viaggio a nome Rhapsody Of Fire, così come la scelta dei nuovi compagni di ventura, uno su tutti Giacomo Voli, un talento puro, una voce fresca e versatile che ha aggiunto un qualcosa allo stile della band, un vincitore.
Mi ricordo nel lontano 1997, quando incuriosito dalla copertina, acquistai ‘Legendary Tales’, il classico fulmine a ciel sereno. Ne sono passati di anni, il mondo è cambiato, ma è con immenso piacere e un pizzico di orgoglio, trovarmi ancora qui ad ascoltare la musica dei Rhapsody Of Fire e far parte del loro mondo musicale.

Il passato non si dimentica, ma vale anche la pena di entusiasmarsi e godersi questo presente.

www.rhapsodyoffire.com

Tracklist:

1.Son Of Vengeance
2.The Kingdom Of Ice
3.Glory For Salvation
4.Eternal Snow
5.Terial The Hawk
6.Maid Of The Secret Sand
7.Abyss Of Pain II
8.Infinitae Gloriae
9.Magic Signs
10.I’ll Be Your Hero
11.Chains Of Destiny
12.Un’Ode Per L’Eroe
13.La Esencia De Un Rey

Band:

Alex Staropoli – tastiere
Giacomo Voli – voce
Roberto De Micheli – chitarra
Alessandro Sala – basso
Paolo Marchesich – batteria

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