Secret Sphere – Portrait of a Dying Heart

 

Scarlet Recrods – Novembre 2012

Devo dire la verità. Non ho seguito molto in passato le vicende dei Secret Sphere.

Mi sono avvicinato a loro perché il mio caro amico Michele Luppi ne è diventato il cantante. Conosco e seguo Michele da diversi anni in tutti i suoi progetti solisti o di band e lo ritengo, un marchio di assoluta e totale garanzia.  E’ una sorta di Re Mida musicale (un Myles Kennedy nostrano).

Dove approda crea sempre dei prodotti di altissima qualità che diventano mediamente l’apice delle produzioni di una band (esempio ne è l’abissoqualitativo che divide la produzione pre e post Luppi dei Vision Divine!).I Secret Sphere possono esserne l’ennesima conferma.Questo è un album davvero bello, ricco, completo, mai banale, ideato e suonato splendidamente. Gli arrangiamenti di chitarra e voce ne sono forse l’apice, ma la nota positiva è l’amalgama generale e le continue sorprese che in ogni pezzo i Secret ci riservano. La strumentale “Portrait of a Dying Heart” è una dichiarazione d’intenti. Si mette subito in chiaro cosa ci aspetterà durante l’ascolto.  Gli elementi ci sono tutti, epicità, velocità, melodia e chitarre heavy, cambi di tempo e armonie. Questo è l’introduzione e questo sarà fin dalla successiva “X” che  inizialmente ci riporta alla mente i fasti dei Dream Theater (Scene from a Memory), che poi si trasforma in una strutturata cavalcata power. “Whish & Steadiness” dopo un pomposo ed epico intro esplode in un potente e ritmatissimo riff di forte matrice King Diamond periodo Abigail. Come sempre ci pensa poi la voce di Luppi a caratterizzare il prodotto. “Union”, è forse il pezzo più lineare e diretto del lotto. Un bellissimo brano di heavy classico dove tutto è al posto giusto, dalle ariose armonie delle tastiere al riff arpeggiato che ne crea la base, dal cantato al semplice ma bellissimo assolo e soprattutto i cori, davvero originali e caratterizzanti (marchio di fabbrica di Luppi). “The Fall” si regge su un riff di puro e classico metal (Zakk Wylde is the house?), forse il pezzo più duro del cd. “Healing” pur reggendosi su una base piuttosto massicia e pesante, si attesta su orizzonti più sinfonici e melodici. Molto bella la linea vocale che apre ad un sentito assolo. Epiche tastiere aprono la strada ad una bellissima “Lie To Me”, uno dei migliori pezzi del cd.

“Secrets Fear” ricorda che il clichè del power metal esige una cavalcata tirata a mille con doppia cassa ovunque. Fortunatamente i nostri inseriscono nel pezzo una quantità di elementi e variazioni che  ne risollevano di molto le sorti.  Chiudono il cd due mega metal ballatone. L’ottima e ricca di pathos “The Rising of Love” e soprattutto la splendida “Eternity” apice qualitativo del disco e assoluto punto massimo dell’espressione vocale di Luppi che qui, mette sul piatto tutte le sue immense capacità vocali. Dalle parti più basse e calde ai picchi di altissima e cristallina classe che lui e pochissimi altri al mondo sanno regalarci.

Che bel disco! Che rarità ascoltare un intero cd senza la necessità di saltare di pezzo in pezzo per sperare in qualcosa di buono. Che bello che si possa dire questo di un’ italianissima band heavy. Che altro dire Bravi! Bravi! Bravi!

BRANO TOP: Difficile davvero scegliere una canzone in particolare in un cd dove il valore medio dei pezzi è tutto molto, molto alto. Certo, la ballatona finale eccelle, ma sarebbe riduttivo premiarla a discapito del resto. Dedico allora il mio TOP agli arrangiamenti. Questo è un disco che va ascoltato con estrema attenzione e molte volte, solo così si possono scoprire le tantissime perle che lo compongono.

Un esempio? Union: il breve ma enormemente intenso assolo e la geniale intuizione del coro finale (shelter me tonight) a sfumare. Semplicemente splendidi.

BRANO FLOP: In verità, caso più unico che raro,  non c’è in tutto l’album un vero e proprio pezzo flop.

Mi permetto allora di fare un piccolo e personalissimo appunto di valore generale. Trovo che (non solo in questo caso) il voler a tutti i costi basare i pezzi su testi molto articolati, che spesso diventano veri e propri fiumi di parole, complichi e vanifichi l’impatto della melodia del cantato. Spesso accade che il cantante sia costretto ad iperboli vocali per far combaciare testi e metriche. Alle volte sarebbe forse meglio lavorare sulla sintesi del testo per esaltare la melodia del pezzo.

www.secretsphere.org

Tracklist:
1. Portrait of a Dying Heart
2. X
3. Wish & Steadiness
4. Union
5. The Fall
6. Healing
7. Lie to Me
8. Secrets Fear
9. The Rising of Love
10. Eternity

Band:
Michele Luppi – voce
Andrea “Andy” Buratto – basso
Gabriele Ciaccia – tastiere, pianoforte
Marco “Mark” Pastorino – chitarra
Federico Pennazzato – batteria
Aldo Lonobile – chitarra

Secret Sphere - Band 2012

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