È stato un evento memorabile: a calcare il palco dell’Ippodromo delle Capannelle di Roma, gli Smashing Pumpkins, la leggendaria band guidata da Billy Corgan che ha chiuso con energia e spettacolo il festival Rock in Roma.

Il concerto di ieri, 1 agosto 2025, non è stato solo l’atto finale della manifestazione, ma un vero e proprio omaggio al rock alternativo, un ultimo boato che ha sigillato una serata indimenticabile.

Il viaggio musicale ha avuto inizio con Glass’ Theme, subito seguito da Heavy Metal Machine e Where Boys Fear to Tread, brani ricchi di distorsioni deciso e intensità atmosferica. La band ha alternato classici come Pentagrams e Today a pezzi più recenti come Bullet With Butterfly Wings e Muzzle, conferendo alla performance un’atmosfera oscura ma magnetica.

Cosa salta all’occhio nella scaletta? L’inatteso inserimento di Take My Breath Away, cover dei Berlin, che ha fornito un momento di sorprendente dolcezza prima di tornare in tripudio con 999, Disarm e Tonight, Tonight. Sul filo nostalgico, hanno poi proposto Cherub Rock, Jellybelly e If There Is a God, dimostrando ancora una volta come il repertorio più profondo dei Pumpkins mantenga intatta la sua potenza emotiva.

La seconda parte dello show ha visto un’esplosione: Bodies, Ava Adore, Stand Inside Your Love, fino al crescendo finale con Zero e The Everlasting Gaze, quest’ultimo anticipato da un toccante tributo a Ozzy Osbourne con l’intro di “N.I.B.” dei Black Sabbath – un omaggio sentito da parte di Billy Corgan che ha raccolto l’adorazione del pubblico.

Questo concerto di chiusura di Rock in Roma ha radiografato il meglio degli Smashing Pumpkins: una performance che unisce teatralità sonica, rimandi nostalgici e spirito innovativo. Lo show ha saputo catturare l’anima di una band che non ha mai smesso di spingersi oltre i confini del rock alternativo. È stato il perfetto epilogo di una manifestazione estiva, suggellato dalla potenza dei riff, dall’intensità emotiva dei brani e dal legame autentico con il pubblico.

Gli Smashing Pumpkins hanno reso la notte romana un viaggio tra gloria e introspezione. Non è stato solo un concerto, ma una celebrazione vibrante dell’eredità sonora e della visione musicale della band.

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