Sons of Apollo – MMXX

Inside Out Music - 2020

Con MMXX, nuovo lavoro dei Sons of Apollo uscito il 17 Gennaio, quello che sembrava nato come progetto estemporaneo, si rivela invece come una certezza nel mondo del Progressive metal.

Il supergruppo di virtuosi fondato nel 2017 per iniziativa del batterista Mike Portnoy e del tastierista Derek  Sherinian, entrambi ex-membri dei Dream Theater, e che comprende anche Ron “Bumblefoot” Thal alla chitarra (Guns n’ Roses, Asia),  Billy Sheehan al basso (Mr.Big e The Winery Dogs tra i tanti) e alla voce Jeff Scott Soto (Axel Rudi PellJourneyYngwie Malmsteen), tornano sulle scene con un album che tende maggiormente a sonorità Prog Metal moderne rispetto al loro primo lavoro pubblicato ad ottobre 2017, Psychotic Symphony

È chiaro come le 83 date in giro per il mondo degli ultimi due anni siano servite ad aumentare in modo significativo l’amalgama del gruppo, si sente che ogni membro della band è più coinvolto e libero di dare il proprio contributo. Si sentono nettamente i tempi dispari e la doppia cassa della batteria di Mike Portnoy, le note shreddate della doppiomanico di Bumblefoot, le linee di basso di Billy Sheehan e quelle melodiche delle tastiera di Sherinian, il tutto valorizzato dalla voce del talentuoso Jeff Soto.

I 5 saranno presto in tour in Europa, e dopo aver ascoltato questo nuovo disco, non vediamo l’ora di sentirli al Live Music Club di Trezzo sull’Adda  l’11 marzo 2020.

Ma ora veniamo all’album, che parte subito forte con il primo singolo, Goodbye Divinity, caratterizzato da una intro di chitarra e sinth dai toni epici, seguita dalla sezione ritmica che presenta un killer-groove con cui si intreccerà per tutto il brano. La potente voce di Soto completa l’insieme per un perfetto biglietto da visita del disco.

 Segue a ruota Winther to Black, con richiami a sonorità più 70ies e hard rock, e che valorizza particolarmente basso e batteria, mentre Bumblefoot  piazza un assolo spacca dita ed accattivante, seppur mantenendo intatta la melodia del brano.

La potente Asphyxiation, è il pezzo più prog del disco,  un brano duro, sincopato, con botta e risposta di chitarra e tastiere, e con una prova notevole di Jeff Soto che sa unire stili di canto diversi, e mostra tutta la versatilità della sua voce.

Le campane e il pianoforte di Sherinian introducono un’altro brano tra i più salienti dell’album, è il terzo singolo pubblicato, Desolate July. Si tratta di un malinconico omaggio a David “Dave Z” Zablidowskybassista degli Adrenaline Mob e amico fraterno di Jeff Soto, scomparso in un tragico incidente stradale il 14 luglio 2017 avvenuto durante un trasferimento della sua band tra due date del tour nordamericano.  Soto riversa il suo cuore e la sua anima in questa traccia, per omaggiare degnamente l’amico scomparso, e ci riesce meravigliosamente. 

King of Delusion presenta un’altra intro di pianoforte, cupa, inquietante e quasi psicotica, coadiuvata in seguito dai riff veloci e aggressivi della chitarra. Anche qui la sezione ritmica è notevole, con cambi di ritmo frequenti che trasportano l’ascoltatore via via tra diversi stati d’animo. Anche qui Soto da sfoggio delle proprie capacità camaleontiche. Una prova sublime di ogni singolo, che sfocia in una prova d’insieme eccelsa e che la rende un gioiello, probabilmente la migliore canzone del disco. 

Fall to Ascend è il secondo singolo di MMXX, anche qui troviamo sonorità cupe e una batteria stratosferica, Portnoy ci ricorda ancora una volta perché viene considerato uno dei batteristi più influenti al mondo nel suo genere, e l’assolo di Bumblefoot, trascinante e complesso allo stesso tempo, rende il brano di primo livello.

 Su Resurrection Day lo stesso Bumblefoot dà il meglio di se, sfornando riff potenti e con forti richiami alla musica medio-orientale ed egiziana; il botta e risposta tra la sua chitarra, le tastiere di Derek e il basso di Billy è veramente avvincente.

 Si arriva alla conclusione, con New World Today,  il riassunto di quello che sono I Sons of Apollo, 5 figli del Dio della musica che hanno deciso di mettere a disposizione le proprie qualità per un fine comune.

C’è spazio per tutti e per tutto in questo epico viaggio di 16 minuti, ognuno ha il suo momento di gloria e lo sfrutta alla perfezione. Brano che non annoia, nonostante la sua lunghezza, ma che veramente ti trasporta attraverso la miriade di stili, ritmi e influenze che i 5 hanno messo nel calderone. La degna conclusione per un album ispirato, senza punti deboli o cali di tensione, che sarà apprezzato non solo dai fan del prog metal, ma da tutti gli amanti della buona musica.

I Sons of Apollo si confermano e si migliorano, non era facile unire le capacità indubbie di tutti i membri e creare un’unica entità con un carattere definito, senza cadere nell’autocelebrazione o senza creare qualcosa di confusionario. 

Recensione di Pietro Minardi

 
Tracklist

1. Goodbye Divinity
2. Wither To Black
3. Asphyxiation
4. Desolate July
5. King Of Delusion
6. Fall To Ascend
7. Resurrection Day
8. New World Today

Line Up

Jeff Scott Soto – vocals
Mike Portnoy – drum
Ron “Bumblefoot” Thal – guitar
Billy Sheehan – bass
Derek Sherinian – keyboards

 

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