Nonostante una carriera ultraquarantennale che lo ha reso un’icona del metal mondiale, Max Cavalera continua a nutrire un profondo senso di insofferenza verso una parte fondamentale della creazione musicale: la scrittura dei testi. In una recente intervista, il frontman di Soulfly e Cavalera Conspiracy ha ammesso che mettere le parole su carta rimane per lui la fase meno entusiasmante del processo creativo.
Per l’ex leader dei Sepultura, l’ispirazione nasce quasi esclusivamente dal suono. Cavalera ha spiegato che la composizione dei riff e delle strutture ritmiche è un processo naturale e fluido, mentre la stesura dei testi viene percepita come un obbligo necessario.
“Amo scrivere i riff, amo creare la musica, ma i testi mi sembrano sempre un po’ come i compiti a casa. È noioso,” ha dichiarato il musicista.
Questa “tediosità” deriva dal fatto che, per Max, la potenza di un brano risiede nell’energia degli strumenti. Tuttavia, riconosce che le parole sono il veicolo per trasmettere messaggi ai fan e per dare un’identità definitiva alle canzoni.
Nonostante questa ritrosia, la discografia di Max Cavalera — che spazia dai classici dei Sepultura ai progetti più recenti con i Killer Be Killed — dimostra un’attenzione costante a temi sociali, politici e spirituali ed il suo metodo di lavoro si è evoluto nel tempo per rendere questo “compito” meno gravoso.

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