Nonostante una carriera quadri decennale che ha influenzato la storia del metal estremo, Max Cavalera non ha perso lo spirito degli esordi. In una recente intervista rilasciata a The Rockpit, il fondatore dei Sepultura e Soulfly ha riflettuto sul suo attuale rapporto con la musica, descrivendosi come un eterno adolescente spinto dalla passione per il genere.
Durante la conversazione, Cavalera ha spiegato come il suo approccio alla musica non sia cambiato.
«Fondamentalmente sono sempre rimasto lo stesso ragazzo; non sono cambiato molto», ha dichiarato il musicista brasiliano. «Sono letteralmente un diciassettenne intrappolato nel corpo di un uomo di 56 anni. Non lascio che le mode o le politiche del music business intacchino l’essenza dei motivi per cui mi sono innamorato di questa musica fin dall’inizio».
Per Max Cavalera, mantenere vivo questo legame “sacro” con il metal è una missione costante. Si definisce un vero e proprio “nerd” del genere, sempre pronto a studiare e imparare, convinto che nel mondo della musica non si finisca mai di scoprire qualcosa di nuovo.
Un dettaglio curioso emerso dall’intervista è l’ammirazione di Max per Paul Simon. Citando i lavori del cantautore americano, come Graceland e The Rhythm of the Saints, Cavalera ha sottolineato come artisti di quel calibro siano riusciti a reinventarsi in età avanzata.
«Mi dà speranza vedere che ci possa mantenere e reinventare nel tempo», ha ammesso. Sebbene sia estremamente orgoglioso del suo passato con i Sepultura e dei suoi numerosi progetti attuali — tra cui Killer Be Killed, Nailbomb, Go Ahead and Die e Cavalera Conspiracy insieme al fratello Igor Cavalera — è la ricerca costante della “scintilla” creativa a tenerlo in vita.








