Anche quest’anno torna il Luppolo in Rock, quello che è ormai diventato uno dei migliori festival d’Italia grazie ad una location davvero invidiabile, una selezione di artisti sempre di altissimo livello e soprattutto un’organizzazione esemplare. Dalla disposizione del sito, agli stand presenti nel parco fino ai dj set serali per concludere ogni giornata… gli organizzatori del luppolo in rock garantiscono ai fan un’esperienza completa che permette a chiunque di godersi al meglio questo evento che è ormai diventato uno degli appuntamenti principali dell’ambito rock/metal. La lineup di quest’anno è sicuramente all’altezza degli anni passati, dove spicca in particolar modo la capacità degli organizzatori di creare giornate incentrate a generi specifici senza svariare più di tanto tra una band e l’altra, il che dimostra una gran capacità di conoscenza della scena rock attuale. Ci siamo quindi goduti tre giorni di musica in un contesto bellissimo che ha portato ad un’altra edizione di successo del festival di Cremona.

DAY 1 / 21 luglio

Dopo aver slittato sullo slot orario che era dedicato ai Crashdïet (la band ha dovuto annullare la sua performance a causa di problemi avuti con i voli per recarsi in Italia), tocca ai Dobermann inaugurare questa edizione del Luppolo In Rock. Band torinese fondata nel 2011 dal bassista e cantante Paul del Bello con una profonda anima hard rock e uno stile decisamente glam. Ritornelli catchy, riff avvincenti e una buona dose di energia fanno del loro set un ottimo avvio di giornata. Ci si fa trascinare dal loro sound coinvolgente che trasmette tanto buon umore e adrenalina. Performance godibile e sicuramente di qualità. Spettacolare la chiusura di Paul che si cimenta in un mangiafuoco sull’ultimo pezzo in scaletta.

Setlist

Shaken to the Core
Stiff Upper Lip
I Need a Holiday
Summer Devil
You Talk It You Walk It
Drum Solo
Pure Breed
Rock Steady
Talking in the Outtakes
War Thunder

Giunge il momento della prima band internazionale di giornata, gli svedesi Eclipse. Il pubblico è aumentato considerevolmente e si nota una presenza importante di fan venuti apposta per loro. Il sound della band di Stoccolma è infatti un hard rock tendente allo sleaze su cui è quasi impossibile non farsi prendere dai ritornelli estremamente facili da memorizzare e di conseguenza da cantare insieme a Erik Martensson. Anche se i loro testi non saranno molto elaborati, è una band che piace molto per la loro capacità di emozionare e trasmettere tanta passione. Personalmente apprezzo moltissimo la dimensione degli Eclipse e il loro set questa sera è volato in un batter d’occhio!

Setlist

Roses on Your Grave
The Hardest Part Is Losing You
Saturday Night (Hallelujah)
Run for Cover
Runaways
The Storm
Hearts Collide
Hurt
The Downfall of Eden
Black Rain
Never Look Back
Twilight
Viva La Victoria

Sale sul palco un’altra band svedese, gli H.E.A.T. Dopo l’annuncio a sorpresa del recente ritorno al cantante originale Kenny Leckremo in seguito al lungo e glorioso periodo con Erik Grönwall (diventato nel frattempo il cantante degli Skid Row), gli H.E.A.T. hanno pubblicato il primo album con Kenny dopo più di dieci anni dal titolo “Force Majeure”. E quello che si può dire è che malgrado l’ulteriore cambio di lineup la band continui indubbiamente ad essere sulla cresta dell’onda. I pezzi sono sempre belli, adrenalinici ed estremamente accattivanti. Se Erik aveva senza dubbio una marcia in più a livello vocale, Kenny non è da meno per quanto riguarda la presenza scenica e l’attitudine da frontman. Il set si trasforma in un ora di pura goduria e come sempre l’elemento più impressionante della band rimane il chitarrista Dave Dalone, che dimostra alla chitarra una precisione davvero surreale! Ha sicuramente rubato la scena per l’intera performance ed è il vero motore di una band che continua ad essere estremamente valida sotto ogni aspetto.

Setlist

Back to the Rhythm
Dangerous Ground
Rock Your Body
Redefined
Hollywood
Tainted Blood
One by One
Beg Beg Beg
Living on the Run
Nationwide

Arriva quindi l’orario dell’headliner di giornata, quello del set di Doro Pesch. L’artista tedesca conosciuta come “Metal Queen” vanta di più di 30 anni di carriera alle spalle e stasera ha saputo ancora una volta dimostrare che è un artista di classe che si è guadagnata il rispetto e il riconoscimento dell’intero mondo metal. Circondata da musicisti di altissimo livello, Doro ha saputo esprimere un heavy metal solido e consistente, cantando bene e onorando sicurante lo slot da headliner. L’unica osservazione che mi permetto di citare è il fatto che non ci sia una gran varietà di stili nei brani scelti stasera… sono sembrati quasi tutti uguali e un po’ monotoni, impedendo quindi di esaltare al meglio quello che un artista come Doro ha saputo esprimere negli anni… peccato. Omettendo questo aspetto, il set si è dimostrato comunque globalmente godibile. Si chiude quindi un’ottima giornata che malgrado la triste notizia dell’annuncio della cancellazione dei Crashdïet ha visto i cugini svedesi Eclipse e H.E.A.T. come assoluti highlights insieme alla presenza di un pezzo di storia del metal come Doro.

Setlist

I Rule the Ruins
Earthshaker Rock
Time for Justice
Burning the Witches
Fight for Rock
Blood, Sweat and Rock ‘n’ Roll
Breaking the law (Judas Priest Cover)
Fur immer
Raise Your Fist In  The Air
All We Are
Metal Racer
Burn It Up
All For Metal

DAY 2 / 22 luglio

Il secondo giorno si concentra intorno al genere heavy metal, con i nostri connazionali Scala Mercalli ad aprire le danze con il loro heavy metal tendente al power di cui ormai la band marchigiana ne ha fatto un marchio di fabbrica. Band consolidata che esprime un genere che si adatta particolarmente alla potente voce di Christian Bartolacci, che raggiunge acuti alquanti rimarchevoli. Godibili anche gli Ancillotti, band tosco-emiliana più recente della prima ma più aggressiva e più coinvolgente, con riff di chitarra che rimangono maggiormente impressi e un sound globalmente piu’ trascinante.

Arriva quindi il momento degli inconfondibili Raven. La storica band britannica gode di una carriera lunghissima che è iniziata a metà degli anni 70 e che tutt’ora porta il trio di Newcastle ad esibirsi su palchi importanti come quello del Luppolo in Rock. Fondata da John e Mark Gallagher, rispettivamente al basso/canto e chitarra, questa band esprime un heavy metal più orientato verso il thrash, con velocità di esecuzione significative che trasmettono molta carica e voglia di headbanging. Ad accompagnarli sul palco troviamo anche Mike Heller, batterista della band dal 2017. Un elemento di rilievo che si nota nel loro set è la capacità di intrattenere il pubblico anche essendo solo in tre, dimostrando la stessa energia di ragazzini che salgono sul palco per divertirsi ed esprimere la loro musica anche dopo tutti questi anni, non c’è davvero cosa più bella!

Vorrei quindi dedicare la maggior parte del racconto di questa giornata all’headliner di questo sabato che ha saputo dimostrare ancora una volta la sua immensa classe e qualità… dando la prova a tutti che è veramente solo una coincidenza di fattori quasi inspiegabili se questa band non ha riscontrato lo stesso successo dei loro cugini inglesi Iron Maiden, Judas Priest o Motörhead… perché i Saxon hanno dimostrato questa sera di essere una band sensazionale sotto ogni aspetto! Biff & Co hanno saputo esprimere decenni della loro storia in modo egregio, con un heavy metal di una classe senza tempo, suonando pezzi che hanno fatto la storia del metal e facendo vedere la loro capacità di trasmettere quella che è l’essenza più pura di un genere principe… questa sera i Saxon sono davvero i “Princess Of The Night” e la nostra ammirazione è tutta per loro. Pezzi come “Heavy Metal Thunder”, “Crusader” o “Wheels Of Steel” vanno dritti nella bacheca dei pezzi più belli della storia del metal e stasera abbiamo avuto la fortuna di sentirli dal vivo con tutti i membri dei Saxon in forma smagliante. Una goduria dal primo all’ultimo pezzo, con una scaletta ricca di brani da tutta la loro discografia dimostrando quanto siano stati capaci di rimanere una band sempre fedele a sé stessa capace di interpretare al meglio un genere senza tempo. Mitici, non ci sono altre parole!

Setlist

Carpe Diem (Seize the Day)
Motorcycle Man
Age of Steam
Power and the Glory
Dambusters
Dallas 1 PM
Heavy Metal Thunder
Metalhead
Sacrifice
Crusader
Strong Arm of the Law
Solid Ball of Rock
And The Bands Played On
Wheels of Steel
The Pilgrimage
747 (Strangers in the Night)
Denim and Leather
Princess of the Night

DAY 3 / 23 luglio

L’ultimo giorno è senza alcun dubbio quello che era più atteso, quello dedicato ai generi più estremi con dei nomi di altissimo profilo a preannunciare una chiusura di festival con il punto esclamativo.

Dopo l’inizio di giornata che ha visto esibirsi i validissimi Slug Gore e gli altrettanto intriganti Cripple Bastards, ci troviamo di fronte all’esibizione di una band storica come i Possessed. Anche se il contesto di caldo e la luce del giorno non erano forse la cornice ideale per il genere aggressivo che suona questa band, non è mancata la loro qualità e la voglia di far tremare lo stomaco a tutti i fan presenti grazie ai loro riff taglienti e pezzi estremamente diretti. Possiamo dire che era il set di apertura perfetto per quanto stava per arrivare per il fine serata…

Ed ecco il momento tanto atteso dei Soulfly. La band di Max Cavalera era molto attesa e il numero di magliette presenti al Luppolo ne è la prova vivente. Questo progetto ritrae le origini gloriose del passato di Max nella storica band brasiliana Sepultura, portando con sé quindi tutta la qualità di quanto fatto negli anni passati in questa ulteriore band dal 1997. Il suono è infatti estremamente simile, per la gioia di tutti quanti aggiungerei… un death metal aggressivo, grezzo e potente. Spicca particolarmente il marchio di fabbrica dell’inserimento di ritmiche tribali che ricordano le influenze sudamericane, in particolar modo grazie a percussioni cariche di groove su cui è praticamente impossibile non frasi coinvolgere. Il pubblico è estremamente entusiasta e il set si dimostra davvero di alto livello. Certo, Max non ha più la voce dei tempi d’oro e un pochino questa mancanza si percepisce… ma mi viene voglia di dire che quasi non ha importanza, perché il contesto globale della loro performance ha davvero entusiasmato tutti e quindi anche una piccola mancanza a livello vocale dovuta agli anni che passano non può influire sul giudizio della loro performance. I Soulfly hanno lasciato il segno e nessuno lo può mettere in discussione.

Setlist

Back to the Primitive
No Hope = No Fear
Downstroy
Frontlines
Prophecy
Seek ‘n’ Strike
Fire / Porrada
Superstition
Scouring the Vile
Refuse / Resist (Sepultura Cover)
Wasting Away (Nailbomb Cover)
Bleed (with Richie Cavalera)
Eye for an Eye
Jumpdafuckup

Arriva il momento più atteso di tutto il weekend… una vera leggenda vivente sta per salire sul palco e l’attesa è davvero tanta per vedere una band che ha fondato uno dei generi piu’ belli dell’intero panorama metal. I Carcass sono infatti i pionieri del melodic death metal, un genere che ha visto nascere nomi come Children Of Bodom, In Flames, At The Gates, Dark Tranquillity, Arch Enemy, Amon Amarth… solo per citarne alcuni. E probabilmente nessuna di queste band esisterebbe se non fosse per i Carcass. Questo genere è nato dalla fusione dello stile degli esordi della band di Liverpool che si cimentava in grindcore e gorefìgrind, per poi inserire quelle armonie e quei riff capaci di esaltare un metal estremo nella sua forma più affascinante. Il growl di Jeff Walker è più incisivo che mai, macabro e tagliente come deve essere per accompagnare al meglio le straordinarie chitarre di Bill Steer. Dopo la lunga pausa che la band si è presa tra gli album “Swansong” del 1996 e “Surgical Steel” del 2013, i Carcass sono tornati in gran forma e hanno continuato ed esprimere il meglio di loro stessi anche in quest’ultimo decennio, con il validissimo album “Torn Arteries” uscito nel 2021 e le continue performance di altissimo livello, tra cui quella di stasera. Sentire pezzi come “Heartwork” è sempre e comunque l’apice del loro set, con quei ricordi che portano all’inizio degli anni 90 e all’apice della loro carriera. Ammetto che non sembra in alcun modo passato il tempo per la band inglese, perché la loro performance di stasera è un’esibizione da manuale che rimarrà impressa nelle nostri menti per molto tempo. Già ad ottobre all’Alcatraz di Milano erano stati piu’ che convincenti insieme agli Arch Enemy e i Behemoth, ma poter godere di un intero set dei Carcass come quello di stasera è stato qualcosa di indimenticabile!

Setlist

Buried Dreams
Kelly’s Meat Emporium
Incarnated Solvent Abuse
Under the Scalpel Blade
This Mortal Coil
Tomorrow Belongs to Nobody / Death Certificate
Dance of Ixtab (Psychopomp & Circumstance March No. 1 in B)
Black Star / Keep On Rotting in Free World
Genital Grinder / Pyosisified (Rotten to the Gore)
The Scythe’s Remorseless Swing
Corporal Jigsore Quandary
Ruptured in Purulence / Heartwork

Encore

Exhume to Consume
Tools of the Trade
316L Grade Surgical Steel

Si conclude quindi un’altra edizione di gran successo del Luppolo in Rock, con un dj set finale ricco di pezzi che hanno fatto la storia del metal e che difficilmente poteva essere più azzeccato, il che va a coronare un weekend fantastico e soprattutto un’ultima giornata straordinaria! Ringraziamo il Luppolo in Rock per averci accolto e non vediamo l’ora di vedere che cosa ci riserverà la prossima edizione di questo festival che è ormai diventato una garanzia assoluta.

Guarda le Gallery del DAY 1 & DAY 3 a cura di Monica Ferrari

Guarda la Gallery del DAY 2 a cura di Massimo Plessi

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