Indie Recordings – 3 Giugno 2022

Una scarica di adrenalina proveniente direttamente dai fiordi norvegesi, Venomous Anonymous è il nuovo album dei The Cruel Intentions, in uscita il 3 giugno per Indie Recordings.

La band scandinava, capitanata dall’ex cantante e chitarrista dei Vains Of Jenna Lizzy DeVine, coadiuvato dal bassista Mats Wernerson, da Kristian Solhaug alla chitarra e da Robin Nilsson dietro le pelli, torna dopo 4 anni dall’album d’esordio No Sign of Relief, con una bomba incendiaria di sleaze rock.

Un album che ha avuto una gestazione parecchio travagliata, la band ha infatti iniziato a lavorarci alla fine del 2019, e dopo una lunga fase di preproduzione e produzione, ostacolata da rinvii dovuti principalmente al coronavirus, finalmente a fine 2021 ha ultimato il mix.

Il loro è un rock trasandato, con elementi di punk e hard rock tipici della scena losangelina anni ‘80, ma che in realtà ha molto in comune anche con la recente ondata di sleaze band, per lo più svedesi e finlandesi, come Crashdiet, Backyard Babies, Hardcore Superstar e Shiraz Lane.

È vero, di band così negli ultimi anni ne sono uscite tante, ma quasi sempre valide e ben rappresentanti del genere. E i The Cruel Intentions non fanno eccezione, non per niente la band è stata descritta come “i figli bastardi dei Guns N’ Roses e Hanoi Rocks”, e mai descrizione fu più azzeccata.

Passando alla recensione track by track, si comincia con l’energica Reapercussion, un inno festaiolo che ci catapulta direttamente a bordo piscina di una villa californiana. Si continua con la title track, dove la voce sporca e aggressiva di Lizzy DeVine ti martella il cervello ininterrottamente.

Un assolo incendiario, ben supportato da un Robin Nilsson in stato di grazia, fa sì che la terza traccia dell’album, Sunrise Over Sunset, sia decisamente tra gli highlights di Venomous Anonymous.

Ancora ritmi indiavolati e melodie che ti entrano in testa, nemmeno i cori diffusi (forse un po’ troppo) in tutto l’album intaccano la qualità di questo lavoro. È il turno di Casket Case, dove è ancora la sezione ritmica a farla da padrona.

L’album scorre via veloce senza intoppi, complice anche la breve durata di quasi tutti i brani, tocca ora a Kerosene, altro riff granitico che si insinua subdolo e ti mette addosso voglia di rock melodico anni ’80.

Ci pensa la malinconica Salt i Ditt Sår, power ballad in lingua svedese, a spezzare un po’ il ritmo dell’album.

Una pausa che ci voleva prima di tornare a pieno ritmo con Final Deathroll dove la voce al vetriolo di DeVine viene accompagnata da un altro assolo incendiario.

Seguono Goddamn Monday, brano mid-tempo che è un vero e proprio inno al rock n’ roll, e Bad Vibes, altro pezzo malinconico dalla melodia veramente azzeccata che ti entra in circolo immediatamente.

Siamo quasi in chiusura con Chemical Vacation pronta a dare un’ultima sfuriata prima di chiudere degnamente con l’hard rock deciso di City of Lice

In sostanza un album divertente, una miscela unica ed aggressiva di chitarre graffianti e ritmi avvincenti, con la voce sporca, tagliente ed esplosiva del frontman Lizzy DeVine a detonare il tutto. Un altro must have in un anno generoso per il rock, e per tutti i generi che gravitano intorno ad esso.

 

Line up:
Lizzy DeVine – Vocals & Guitar
Kristian Solhaug – Guitar
Mats Wernerson- Bass
Robin Nilsson – Drums

TRACKLIST:
1 Reapercussion
2 Venomous Anonymous
3 Sunrise over Sunset
4 Casket Case
5 Kerosene
6 Salt i Ditt Sår
7 Final Deathroll
8 Goddamn Monday
9 Bad Vibes
10 Chemical Vacation
11 City of Lice

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