Century Media Records – 2021

Death by Rock and Roll” è il quarto album studio dei The Pretty Reckless. La band americana, capitanata da Taylor Momsen, pubblica questo disco a cinque anni di distanza dall’ultimo LP “Who You Selling For” e segna il primo decennio della band che debuttò con l’album “Light Me Up” nell’agosto del 2010. Dopo un inizio di carriera come attrice e modella, Taylor decise di fondare i Pretty Reckless per potersi dedicare interamente alla musica, dimostrando negli anni un talento davvero singolare nel canto oltre che una capacità assolutamente rimarchevole come compositrice. Infatti, oltre a essere la cantante e la chitarrista ritmica della band, Taylor è l’autrice di tutti i pezzi dei quattro album dei Pretty Reckless, di cui la formazione è rimasta invariata fin dal primo album con Ben Phillips come chitarrista solista, Mark Damon al basso e Jaimie Perkins alla batteria. Se è vero che i Pretty Reckless hanno iniziato la loro carriera con un pubblico principalmente adolescente, ad oggi, ci sono davvero poche band che dimostrano una crescita esponenziale come quella della band di New York. Con un suono che rappresenta una fusione perfetta di hard rock e post-grunge, la band ha dimostrato di album in album di sapersi esprimere ai più alti livelli della scena rock attuale, macinando primi posti in classifica nella chart e fornendo prestazioni live di assoluta prima classe, portando sempre sul palco un vero atteggiamento rock degno degli anni 80’.

Con i primi due album “Light Me Up” e “Going to Hell”, i Pretty Reckless avevano dimostrato una capacità singolare nel creare pezzi hard rock estremamente accattivanti, capaci di entusiasmare fin dal primo ascolto e di distinguersi anche negli anni a seguire grazie a dei riff di chitarra molto incisivi e la inimitabile voce graffiante di Taylor. Con “Who You Selling For” la band aveva sperimentato uno stile di composizione più complesso, lavorando su stili come il grunge ed addirittura il blues rock, dimostrando quanto la band volesse concentrarsi su una composizione originale e ricercata, creando un album molto interessante che ha fatto evolvere il loro stile in qualcosa di ancor più singolare e difficilmente paragonabile ad altre band. Con “Death by Rock and Roll” ci troviamo al cospetto di un album dalle caratteristiche a dir poco maestose! Una composizione letteralmente grandiosa permette alla band di raggiungere l’apice della loro carriera con un disco che li consacra definitivamente come una delle più belle realtà della scena rock attuale.

Quest’album rappresenta infatti una combinazione egregia delle caratteristiche che hanno contraddistinto i Pretty Reckless in questi anni facendo evolvere ulteriormente questi aspetti in un suono ancora più corposo e imponente. C’è una presenza significativa di note basse che vanno ad arricchire delle linee melodiche sempre incisive ed entusiasmanti, esaltando quindi le performance vocali straordinarie di Taylor su ogni pezzo. Troviamo quindi delle tracce che possono in qualche modo essere definite come un’evoluzione del sound avvincente di band come gli Alice in Chains o i Soundgarden portate in una veste ancor più esplosiva del grunge classico. I pezzi dei Pretty Reckless hanno infatti questa capacità davvero unica di creare un’atmosfera grunge, dall’anima densa e avvolgente, e di combinarla a delle melodie più dirette e incisive che fanno parte dello stile hard rock. Questo contribuisce quindi ad avere un suono davvero sostanzioso che crea un sottofondo estremamente robusto capace di permettere alle melodie delle note più alte di spiccare in modo davvero particolare, arrivando ad ottenere quindi un timbro ricercato estremamente entusiasmante. Non mancano inoltre un paio di ballad accompagnate da chitarra acustica che ci permettono di apprezzare pienamente la splendida voce di Taylor anche sotto una veste più dolce, capace di emozionare sicuramente in modo più che significativo su dei testi che trasmettono davvero dei concetti molto intensi.

Si parte subito con la traccia titletrack dell’album “Death by Rock and Roll”. Un pezzo fenomenale che si presenta come un vero inno al rock, allo stile di vita e alla libertà che rappresenta il genere musicale, il vivere secondo le nostre volontà senza lasciarci condizionare dal giudizio delle altre persone, vivendo quindi liberi seguendo la nostra strada. È un omaggio a tutte le persone del mondo del rock che sono decedute ed è in particolar modo una dedica a Kato Khandwala, storico produttore della band e grande amico di Taylor, deceduto nel 2018 in seguito ad un incidente in moto. Un pezzo costruito attorno ad un riff di chitarra accattivante ed un testo con una struttura ricorrente che simboleggia proprio questa battaglia nel vivere la vita secondo lo spirito etico di libertà, fino al giorno in cui ce ne andremo, nel segno del rock ‘n’ roll! Nozione sottolineata e messa in rilievo con la grande idea di composizione di inserire le strofe tra un riff di chitarra e l’altro con nient’altro che un accordo singolo tenuto il tempo della parte iniziale delle strofe, a sottolineare quindi l’immagine simbolo di questo pezzo.

Only Love Can Save Me Now” presenta una collaborazione d’eccezione con Matt Cameron alla batteria (Pearl Jam/Soundgarden) e Kim Thayil alla chitarra (Soundgarden). Questo pezzo è stato inoltre registrato agli storici London Bridge Studios di Seattle, dove sono stati regitrati album storici come “Ten” dei Pearl Jam o “Louder Than Love” dei Soundgarden. È un pezzo sensazionale che inevitabilmente ricorda molto lo stile dei Soundgarden, con una profonda anima grunge ed un riff principale lento e corposo a dare densità a un pezzo allo stesso malinconico ed estremamente intenso. Una combinazione perfetta che collega una realtà grunge attuale come i Pretty Reckless a una band icona del passato che è stata fondatrice di questo stile musicale. Taylor ci delizia con una performance vocale di assoluto rilievo con molte variazioni delle tonalità nel corso di questo pezzo. Dai quasi sussurri presenti nelle strofe, alle note in crescendo dei pre-chorus fino alle tonalità più alte e estremamente intense dei ritornelli. Un pezzo letteralmente da brividi!

Proseguiamo con “And So It Went” che presenta un ulteriore collaborazione di assoluto prestigio. Questo pezzo dispone infatti di un assolo di chitarra da parte dell’inconfondibile Tom Morello (Rage Against the Machine/Audioslave). Un pezzo ispirato ai disordini civili che il mondo sta soffrendo e che si dimostra quindi estremamente di attualità. È un pezzo che sotto certi aspetti, sia dal punto di vista strumentale che del testo, ricorda molto “Heaven Knows”, singolo tratto dall’album “Going to Hell” e uno dei pezzi di maggiore successo della band. Troviamo anche qui un ritmo di batteria dalla cadenza molto precisa e rallentata, intercalata da accelerazioni di ritmo dove la chitarra prende il sopravvento e va letteralmente a graffiare la melodia principale in modo entusiasmante. Un ritornello estremamente d’impatto e ripetuto molte volte va a creare un effetto quasi psichedelico che funziona davvero molto bene, specialmente quando viene ripreso anche da un coro di bambini verso la parte finale del brano, proprio come “Heaven Knows”. L’assolo di Tom Morello apporta un gran tocco di classe al pezzo e contribuisce a quello che penso sia stata davvero un’idea azzeccata di riprendere alcuni particolari di un pezzo passato creando un collegamento suggestivo, come a simboleggiare un’evoluzione dalle radici della band che rimangono comunque presenti e che hanno fornito la base di una crescita straordinaria.

25” è un pezzo che dispone di una composizione davvero singolare e intrigante. Basato su una linea melodica che potrebbe essere tranquillamente comparata ad una colonna sonora di un film di James Bond, Taylor ci presenta un testo dal carattere autobiografico, esponendo una sua riflessione molto personale sugli anni della sua vita, costruendo delle strofe bastate su eventi che l’anno marcata anno per anno, fino ad arrivare all’età dei 25 anni, età in cui Taylor scrisse la canzone. È un pezzo che narra letteralmente le cronache della vita di Taylor con una base strumentale gloriosa, molto sentimentale e intensa che colpisce per originalità e impatto emotivo.

Proseguendo con “My Bones” troviamo una traccia che si distingue con un beat di batteria presente in primo piano molto intrigante che detta un ritmo singolare e molto ben riuscito. Molto interessante il riff di chitarra in note acute che si inserisce nelle strofe a creare il contrasto con i tom della batteria. Un bridge nella parte finale contribuisce a dare un’accelerata particolare al ritmo del brano che si distingue da un’atmosfera generale lugubre, con un testo che tratta di un’idea custodita internamente sotto forma di un piano che potrebbe apparire controverso sotto gli occhi degli osservatori esterni e che viene quindi mantenuto all’interno della propria anima, all’interno delle proprie ossa.

Got So High” si presenta con un testo molto corto. Basato su una melodia che viene espressa principalmente da una chitarra acustica e da una leggera chitarra elettrica messa in secondo piano, troviamo una sorta di ballad incentrata quasi esclusivamente sulla performance vocale di Taylor. Un pezzo malinconico che tratta del raggiungimento di uno stato di sballo che ha lasciato un senso di delusione e di amarezza, come se l’obbiettivo raggiunto non fosse stato all’altezza delle aspettative, come dimostra infatti la strofa che paragona questa sensazione al successo che ”ha mostrato qualcosa e allo stesso tempo niente”. Un testo che in qualche modo può essere interpretato come un messaggio volto a non prendere le decisioni sbagliate ma a fare le scelte giuste per raggiungere i nostri obbiettivi, ottenendo quello quello che vogliamo veramente e che conta davvero attraverso il giusto percorso: “Se davvero avessi voluto volare, avrei dovuto prendere un aereo… se davvero avessi voluto volare, avrei dovuto scalare la più alta delle montagne”.

Introdotto da un corto pezzo di transizione dal titolo “Broomsticks”, che si può definire come la pronuncia di un rituale che precede l’esecuzione di un sortilegio, troviamo uno dei pezzi più accattivanti di tutto l’album… “Witches Burn” convince infatti fin dalle prime note grazie ad un intro di chitarra suonato con uno slide che porta un gran tocco di classe ad un suono molto corposo ed incisivo. L’intero testo si presenta come un parallelo estremamente d’impatto che mette a confronto le conseguenze che subivano le streghe del passato con la violenza che le donne subiscono ancora ai giorni nostri dando quindi un’immagine molto significativa per denunciare quest’aspetto inaccettabile che purtroppo è d’attualità ancora ai nostri giorni. Questo messaggio molto importante è quindi trasmesso tramite un brano che sa essere tanto convincente dal punto di vista del testo quanto efficiente dal punto di vista musicale, con una grande composizione che si basa su delle strofe condite da un groove trascinante ed un ritornello che rimane davvero impresso nella mente. È veramente un pezzo che combina tutti i tasselli in modo perfetto esprimendo un concetto importante attraverso un pezzo che difficilmente poteva essere più azzeccato.

Standing At The Wall” è una ballad molto emozionante costruita quasi essenzialmente su una base di chitarra acustica che fornisce il sottofondo a una performance vocale splendida da parte di Taylor. Una leggera melodia di tastiera percepita in secondo piano e paragonabile ad un complesso d’archi contribuisce a creare un’atmosfera avvolgente che viene ancor più intensificata nel corso del pezzo fino a raggiungere un culmine davvero maestoso nella parte finale del brano. Si arriva proprio ad avere la sensazione di assistere ad una vera e propria orchestra in questa parte finale, dando quindi un tono in crescendo al pezzo davvero molto apprezzabile. Il testo sembra quasi simboleggiare l’essere arrivati di fronte ad un ostacolo che sembra impossibile da sormontare in seguito ad aver subito una perdita importante. Si percepisce proprio questa sensazione di malinconia e di sentimenti che si aggrappano al passato quando non si avrebbe mai immaginato di arrivare ad affrontare un tale muro di fronte a noi. Un pezzo davvero toccante sia musicalmente che testualmente.

Troviamo in seguito “Turning Gold”, un brano molto interessante che gioca molto sui cambiamenti melodici e i suoni particolari che lo accompagnano, come la parte dell’intro che ricorda molto il suono delle corde di un sitar. È un pezzo che inizia con una prima strofa caratterizzata da un crescendo d’intensità che porterà fino al primo ritornello, dove viene sprigionata una grande energia che verrà mantenuta in tutta la seconda parte del pezzo. Un bridge davvero molto efficace riproporrà la stessa costruzione melodica fino alla fine del pezzo, creando quasi un effetto montagna russa. Questa costruzione particolare del brano va ad associarsi molto bene con le parole del testo che tratta di come nella vita si possa costruire tanto e raggiungere momenti davvero importanti ma che si possa anche perdere tutto in un attimo… momenti in cui bisogna dimostrare di poter reagire e ripartire da capo. Il pezzo, infatti, è a carattere decisamente positivo, simboleggiando questa forza che bisogna trovare per ripartire senza farsi abbattere, mostrando redenzione e voglia di reagire.

Rock and Roll Heaven” è un pezzo bellissimo che si integra in modo perfetto con il primo brano e titolo dell’album “Death by Rock and Roll”. Il pezzo è infatti una canzone di addio da parte di Taylor al suo grande amico Kato Khandwala così come uno omaggio alla sua memoria. Taylor ha sempre dichiarato quanto Kato fosse importante per lei e quanto debba a lui quello che è diventata. Il pezzo è infatti una dedica toccante a Kato così come un inno al rock e a quello che il rock ha potuto dare ad un artista a cui è cambiata la vita dalla prima volta ascoltando i Beatles… citando proprio il primo verso di questa canzone. Ci sono molti riferimenti nel testo ad artisti che hanno fatto la storia del rock e che purtroppo non sono più con noi, come Jimi Hendrix, Janis Joplin e Jim Morrison, che vengono quindi ugualmente omaggiati in questo bellissimo pezzo che dispone di una melodia di chitarra estremamente calorosa e toccante, così come le parole del testo. C’è davvero da sottolineare come la performance vocale di Taylor trasmetta proprio le parole di questo testo in una chiave sentimentale davvero profonda. C’è un vero aspetto emotivo che si percepisce e che rende davvero speciale questo brano.

L’album si conclude con un pezzo fantastico in perfetto stile country dal titolo “Harley Darling”. Con un intro suonato in armonica e una chitarra acustica dal ritmo trascinante, ci si fa trasportare fin da subito in un paesaggio western immaginandosi in una porzione della Route 66 dello stato dell’Arizona in sella ad un Harley… un’immagine davvero suggestiva che anche in questo caso simboleggia una dedica a Kato Khandwala in quanto le Harley Davidson erano la grande passione di Kato e purtroppo anche la moto a cui era in sella al momento dell’incidente che gli è costato la vita. L’immagine che viene rappresentata con le parole del testo è quindi Taylor che in sella ad una Harley intraprende un ultimo viaggio per abbracciare il suo amico Kato un’ultima volta. Un’immagine toccante che conclude un album estremamente emotivo e pieno di significato.

Death by Rock and Roll” è un album sensazionale che grazie ad una composizione caratterizzata da melodie trascinanti sotto ogni singolo aspetto fungono da base ad una performance vocale straordinaria di Taylor che racconta le sue emozioni con un’intensità singolare ed estremamente toccante.

I Pretty Reckless raggiungono con quest’album il più bel disco della loro carriera simboleggiando una crescita dal punto di vista artistico esponenziale sin dagli esordi… dimostrando dedizione, tecnica, ispirazione, passione e un’anima profondamente rock, riuscendo a trasmettere messaggi ed emozioni attraverso a dei pezzi che sono davvero pieni di significato e di passione. “Death by Rock and Roll” simboleggia letteralmente la consacrazione di una band che è diventata una delle più belle realtà della scena rock attuale, portando avanti lo stile senza tempo del grunge aggiungendo un timbro musicale proprio ai Pretty Reckless e davvero unico. Il fatto che quest’album presenti collaborazioni con musicisti d’eccezione di band che hanno fatto la storia del grunge come i Soundgarden, i Pearl Jam o gli Audioslave è semplicemente una prova di quanto i Pretty Reckless abbiamo raggiunto un livello straordinario in modo assolutamente meritato.

Tracklist

Death by Rock and Roll
Only Love Can Save Me Now
And So It Went
25
My Bones
Got So High
Broomsticks
Witches Burn
Standing at the Wall
Turning Gold
Rock and Roll Heaven
Harley Darling

Band

Taylor Momsen – Lead Vocals / Rhythm Guitar
Ben Phillips – Lead Guitar / Backing Vocals
Jaimie Perkins – Drums
Mark Damon – Bass

Sito Ufficiale: https://deathbyrockandroll.com/
Pagina Facebook Ufficiale: https://www.facebook.com/theprettyreckless

Author

Write A Comment

X

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi