Torna sul mercato discografico, un autentico peso massimo: Mr Jake Smith, in arte “The White Buffalo“.  E’ il suo settimo album (nda devono essere aggiunti all’elenco alcuni e.p.) e il primo lavoro per Snakefarm Records, etichetta che è ormai una valida realtà da anni e che è distribuita da una potentissima major quale l’Universal Records.

Il lavoro è prodotto da Mr Shooter Jennings, che è il “deus ex machina”, dietro le ultime produzioni di Duff McKagan (nda l’ha accompagnato anche in tour) e Marilyn Manson. Caratteristica vincente di Shooter è una produzione davvero perfetta e senza sbavature, per ogni artista che si rivolge a lui.

Il bisonte bianco (da cui deriva il nickname di Jake) è un animale sacro per le tribù native degli Stati Uniti e le tematiche di Jake sono come piccole poesie che diventano musica e sanno cullarti. Molti ricorderanno “The White Buffalo” e i loro pezzi presenti nella fortunatissima serie tv “Sons of Anarchy” ed è proprio il calore che emana la sua voce baritonale a renderlo davvero uno dei migliori musicisti del pianeta. Una voce che si colloca tra quelle di Eddie Vedder (principalmente) e Bruce Springsteen, con alcuni rimandi anche a Neil Young.
Lo vedremo in Italia a fine anno all’Alcatraz (salvo pandemia -ndr) in uno show che si preannuncia davvero intimista e coinvolgente.

Undici pezzi, davvero semplici nella struttura musicale, senza orpelli e che arrivano subito al dunque:farti rilassare,pensare e gustare le sonorità più genuine del folk, blues e cantautorato americano. Ci sono storie relative al decadimento personale e al successivo riscatto sociale, ci sono pezzi come “Faster than fire“, che narrano della forza e dell’imprevedibilità della natura che si ribella all’uomo. Non c’è un pezzo brutto in questo disco, che candido già con certezza , tra i dischi più belli di questo nefasto 2020 bisestile.

Cursive“, rappresenta la perfezione assoluta. Pezzo lentissimo, con le tastiere di Shooter che si accompagnano come un buon vino d’annata alla voce baritonale di Jake. Un pezzo, che ci invita a lottare contro la tecnologia dilagante e a non esserne schiavi. Registrati in presa diretta con il supporto della Jelly Crew (ovvero il bassista Christopher Hoffee e il batterista  Mark Lynott ), i brani possono anche ricordare anche i classici Bob Dylan e Tom Petty, come nella title track “On the widow’s walk“. Ma, attenzione. Questa non è una critica, ma un grosso complimento, visto che ben pochi possono essere degni di esserne accostati a tali Divinità musicali.

Storie d’America, storie di mondi rurali forse dimenticati a causa della dirompente globalizzazione edile, sono gli ingredienti anche di ” The Rapture“, il primo singolo.

“Si tratta di un racconto primitivo e contorto di una sete spietata di sangue,” spiega Smith. “Con The Rapture volevo cancellare i confini tra animale e uomo, per creare una tensione tra controllo morale e cattiveria sfrenata. 

“Stavamo guidando in questa cittadina portuale sulla East Coast e chiesi perché ci fossero dei balconi sui tetti degli edifici,” ricorda Smith. “Matt mi spiegò che le mogli dei marinai camminavano avanti e indietro sui tetti, desiderando il ritorno dei loro mariti. C’è così tanto romanticismo in tutto ciò, e la possibilità che cose terribili e drammatiche possano accadere.”

Il barbuto e massiccio “White Buffalo”, riesce ad emozionare in maniera indescrivibile anche nella lentissima e struggente “River of Love and Loss”, un puro orgasmo sonoro. Oscura e lentissima allo stesso tempo, con Jake e la sua Jelly Crew, semplicemente da “standing ovation”.

La chiusura è affidata alla splendida “I don’t know a thing about love“, pezzo orchestrale per piano ed archi, che ti porta letteralmente in un’altra dimensione.

L’accoppiata Shooter Jenning/The White Buffalo & Jelly Crew, è semplicemente vincente e spero vivamente che anche il prossimo lavoro li veda ancora insieme. Shooter (come dichiarato nella press release) si è sentito subito come uno della gang!

“Sono rimasto sbalordito dalla voce e dal lirismo di Jake,” afferma Shooter. “È stato intimidatorio. Ma è stato molto bello trovare l’ispirazione insieme. Jake è uno dei migliori in circolazione. Sono onorato di aver collaborato a questo album con lui e la sua band. Mi hanno accolto tra loro e abbiamo fatto dell’ottima musica insieme. Lunga vita alla Jelly Crew!”

Tracklist

1. Problem Solution
2. The Drifter
3. No History
4. Sycamore
5. Come On Shorty
6. Cursive
7. Faster Than Fire
8. Widow’s Walk
9. River Of Love And Loss
10. The Rapture
11. I Don’t Know A Thing About Love

Band
Jake Smith “The White Buffalo”: Vocals, Guitar
Shooter Jennings: Piano, Keyboards
Matt Lynott: Drums
Christopher Hoffee: Bass, Guitar

Mauro Brebbia
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