2025 – Sony Music/Epic

Fin da tempi non sospetti ed avendo anche assistito ad un concerto dei Maneskin a Milano, ho sempre affermato che la forza di questa giovane band di talentuosi musicisti era Thomas Raggi. Non me ne vogliano Damiano, Victoria ed Ethan, ma quella sera al Forum, il biondo chitarrista fu praticamente perfetto e regalò ai presenti, anche un ottimo momento solista con un gran bel assolo.

Non si sa se come e quando i Måneskin torneranno insieme, ma intanto anche Raggi si fa vivo sul mercato discografico con un disco solista intitolato “Masquerade”. Otto brani che pulsano di rock n’ roll, prodotto dall’ormai amico Tom Morello e con un’incredibile lista di nomi altisonanti come ospiti speciali del disco. Raggi si cimenta in alcuni pezzi anche nel ruolo di cantante solista. A tale scopo, Thomas ha dichiarato che per sei mesi ha preso anche lezioni di canto da un professionista. La sua voce è, direi, perlomeno interessante e melodica. Non certo sporca, roca e cattiva, ma sicuramente non è il classico chitarrista che appena apre bocca per intonare qualcosa è stonatissimo. I suoi miti sono evidenti. Sicuramente il suo stile chitarristico è molto vicino a quello di David Gilmour e John Frusciante. C’è anche da dire che i suoi riferimenti principali dichiarati sono Jimmy Page e Slash, con cui anni fa fece una foto insieme e che suscitò molta curiosità mediatica. L’occasione fu quella di un vecchio Rock in Rio, nel quale i Maneskin aprirono per i Guns N’ Roses.

Tornando a “Masquerade”, il disco è davvero prodotto e suonato bene. Solitamente l’attesa spasmodica relativa ad un disco con tanti nomi altisonanti può riservare amara delusione, quando finalmente si ha l’occasione di ascoltarlo, dopo mesi d’attesa. “Masquerade”, invece, è un disco che spacca! Molto rock ed assai vario.

Il disco si apre con “Getcha!”, con ospiti quali Nic Cester, cantante dei Jet, e che risiede in Italia da anni, e Chad Smith dei Red Hot Chili Peppers. Da notare anche la presenza di Beck, autore del pezzo insieme a Cester. Il pezzo è veramente molto carico. Ci sono influenze evidenti di Led Zeppelin e Rage Against The Machine. Il cantato di Cester è assai convincente e quasi ti chiedi se sia lo stesso frontman dei Jet, vista l’incredibile versatilità mostrata. Riferimenti anche ai Beastie Boys e un coretto assassino, oltre ad un assolo devastante di Raggi, completano il tutto.

Jet live @ Alcatraz, Milano – ph Ilaria Maiorino

Il secondo pezzo è “Keep the Pack”, che vede ospiti Tom Morello e Matt Sorum, ex batterista di Guns N’ Roses, Velvet Revolver e The Cult. Un mix perfetto tra sonorità tipiche dei Rage Against The Machine mixate a soluzioni dei Velvet Revolver, con un drumming davvero potente di Sorum e la voce di Raggi che si cimenta alla voce.

Upsahl, cantante statunitense nata a Phoenix in Arizona, è invece la voce di “Lucy”, pezzo molto radiofonico ed immediato. La voce di Upsahl è davvero bella e melodica e, in alcuni tratti, mi ha ricordato quella di Halsey e Taylor Momsen. Presente anche Hama Okamoto, bassista dell’omonima band giapponese di Tokyo. La chitarra di Raggi è forgiata in questo pezzo in tipici licks di Angus Young, anche se il risultato e le caratteristiche del pezzo sono assai diverse da quelle degli AC/DC. La batteria di Chad Smith è davvero precisa e garantisce un affidabile metronomo dietro le pelli.

Quasi rap metal è invece “Cat Got Your Tongue”, cantata da Sergio Pizzorno, cantante dei Kasabian, presente ed accreditato come S.L.P. Tra le varie ispirazioni di questo pezzo, rimane assai evidente un indiretto riferimento a “Breathe” dei The Prodigy e una chiusura in stile quasi etnico con la chitarra di Raggi, insolitamente diversa da quello che ci si potrebbe aspettare da lui.

Poteva mancare una ballad in un lavoro simile? La risposta è no, e il momento dolce e malinconico allo stesso tempo arriva con “For Nothing”, ballad non troppo smielata, con un grande assolo di Thomas e con la batteria di Sorum precisa e potente.

Alex Kapranos

Spazio anche per una notissima cover nel brano successivo, che è nientepopodimenoche “You Spin Me Round” dei Dead Or Alive, pezzo pop storico anni ’80 cantato dall’indimenticabile e unico nei suoi eccessi Pete Burns. Il brano era già stato interpretato in passato dai Dope e questa versione è molto più fedele all’originale, ed è affidata alla voce di Alex Kapranos, cantante e chitarrista dei Franz Ferdinand. Raggi viviseziona tutte le parti di chitarra ad uso e proprio piacere, regalando una prova convincente e davvero potente.

Nel recente show di presentazione al Whiskey a Go Go di Los Angeles, le parti vocali sono state affidate ad un altro ospite speciale del disco, Luke Spiller dei The Struts. Luke è l’ospite speciale di “The Ritz”, pezzo molto punkeggiante ma con diversi riferimenti anche ai B52’s. Pezzo che non ti lascia davvero tregua e con anche un’ottima sezione ritmica.

“Masquerade” si chiude con “Fallaway”, cantata da Maxim dei The Prodigy, sicuramente il pezzo più sperimentale ed elettronico del disco, che mischia anche sonorità alternative ed indie nel corso del brano. La voce di Maxim è stata registrata con vari effetti, ed anche per lui si fa un attimino fatica a distinguerla al primo colpo. Ovviamente, ad un certo punto arriva l’assolo di Raggi, anche qui in stato di grazia.

Thomas è cresciuto davvero in maniera esponenziale come chitarrista e sicuramente rimarrà sempre una persona umile e schiva, come lo è sempre stato. Che dire? Disco che davvero è una bella boccata d’ossigeno di questi tempi.

A proposito di “Masquerade”, Thomas Raggi dichiara:

“Questo disco nasce da una mia esigenza artistica e dalla voglia di raccontare me stesso e la mia visione della musica. Dietro c’è tanto lavoro e dedizione ma realizzarlo è stato allo stesso tempo naturale. Nell’ultimo anno, il rapporto con Tom si è solidificato sempre di più. Abbiamo avuto modo di suonare insieme molto, lui mi ha coinvolto in alcuni suoi festival e suoi concerti. È stato spontaneo per me coinvolgerlo nel mio progetto e chiedergli di produrlo e aiutarmi a strutturarlo. Lavorare a questo progetto con lui è stato bellissimo, ma ciò che è accaduto dopo è andato ben oltre ogni mia aspettativa. Riunire intorno al mio disco così tante icone della musica, ed avere anche il piacere di conoscerne altrettante, mi ha ricordato che la musica non ha confini; che bisogna seguire il proprio istinto e la propria ispirazione, ignorare le regole imposte e semplicemente fare ciò che si sente. La storia dei Maneskin me lo insegna, ma ora ne ho la conferma definitiva. Mi sento come se coloro che hanno fatto la storia della musica mi stessero poggiando una mano sulla spalla, dicendomi ‘Sei sulla strada giusta’.”

Tracklist:

  1. Getcha! (feat. Nic Cester, Chad Smith, Tom Morello) – scritta con Beck
  2. Keep The Pack (feat. Matt Sorum, Tom Morello)
  3. Lucy (feat. Upsahl, Hama Okamoto, Chad Smith)
  4. Cat Got Your Tongue (feat. Sergio Pizzorno – Kasabian)
  5. For Nothing (feat. Matt Sorum)
  6. You Spin Me Round (Like A Record) (feat. Alex Kapranos – Franz Ferdinand)
  7. The Ritz (feat. Luke Spiller – The Struts)
  8. Fallaway (feat. Maxim – The Prodigy)

Formazione:

  • Thomas Raggi – chitarra, voce in alcuni brani
  • Ospiti: Nic Cester, Chad Smith, Tom Morello, Matt Sorum, Upsahl, Hama Okamoto, Sergio Pizzorno, Alex Kapranos, Luke Spiller, Maxim

 

Mauro Brebbia
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